La Giustizia nelle mani del popolino



Le inquietanti foto del cadavere,straziato dalle percosse, del detenuto Stefano Cucchi, ragazzo di appena 31 anni, sono l'emblema della barbarie securitaria-da anni istericamente invocata e appoggiata dal popolino-in risposta alla fantasiosa "emergenza sicurezza" costruita dai cosiddetti mezzi di informazione. Quando ho visto le foto dell' esile e gracile corpo massacrato e senza vita del povero Stefano(1),  il chiedermi per quale reato fosse stato arrestato è stata l'ultima cosa che mi è venuta in mente. Perchè uno Stato e una Società che si professano "progrediti" e "civili" non dovrebbero mai permettere queste così sfacciate violazioni dei diritti umani nei confronti di persone arrestate, e ciò a prescindere dalla gravità del reato cui sono accusate(2). Accanirsi nei confronti di un ragazzo inerme e indifeso e farlo morire in ospedale piantonato da freddi medici e agenti armati, senza permettere nemmeno ai genitori di venirlo a trovare e di stargli vicino è il lampante segno della voglia di vendetta di questo popolino. Perchè questa è la "giustizia" che tanto piace alla gente. Una "giustizia" sommaria, sbrigativa, e soprattutto molto economica. Far fuori subito il "rifiuto umano" ,senza nessuna spesa e senza che quei rompiscatole di giudici "buonisti" si possano "permettere" di far rispettare le più elementari norme dello stato di diritto. Ovviamente, i diversi schieramenti politci si adeguano a questo popolare umore isterico e quindi , per cercare di accrescere il loro consenso elettorale, fanno a gara a chi promette leggi più spietate e forcaiole in tema di sicurezza e ordine pubblico.

Ritornando alla morte di Stefano Cucchi, non si può non far a meno di notare l'uso strumentale di questa vicenda da parte del Partito Democratico e delle sinistre(3), per usarla come cavallo di battaglia contro le pur sbagliate leggi anti-droga varate dal governo di centro-destra(Stefano Cucchi infatti fu arrestato per detenzione di piccole quantità di droga); perchè se ad essere stato massacrato fosse stato uno stupratore, un pedofilo, non avremmo assistito a questo così bel coro dirittoumanista. "Mettiti nei panni di una donna stuprata" e simili altri patetici discorsi sarebbero stati rinfacciati ai "buonisti maschilisti" che si sarebbero permessi di sollevare il caso.

Sarebbe grave illudersi che quello di Stefano sia un caso isolato. Nei luoghi di detenzione, infatti, non vi sono telecamere, e quindi non sappiamo cosa diavolo succede lì dentro. Vi sono tanti reclami e denunce di persone che dichiarano di essere state picchiate o torturate nei luoghi di fermo o detenzione. Tuttavia queste denunce non si traducono mai in sentenze giudiziarie di condanna perchè non essendoci testimonianze oculari oppure telecamere che rimprendano la scena incriminata(e come potrebbero esserci?), i giudici preferiscono sempre non dare conto a tali denunce(quando invece ci troviamo di fronte alle denunce per violenza sessuale, pur in mancanze di testimonianze, i giudici credono sempre alla donna denunziante...due pesi e due misure!). Del resto il nostro paese è costellato da numerosi omicidi di Stato rimasti impuniti, oppure puniti in modo blando(ultimo dei quali quelli di Gabriele Sandri oppure quello di Federico Aldrovandi, con gli agenti responsabili del pestaggio condananti ad appena tre anni, per altro indultati).

E' interessante ascoltare le agghiaccianti parole di un agente penitenziario nel carcere di Teramo,riprese da una telecamera nascosta, in merito ad un pestaggio nei confronti di un detenuto:
«Abbiamo rischiato una rivolta.... un detenuto non si massacra in sezione, si massacra sotto."

Ciò significa che quello dei pestaggi nei luoghi di detenzione non sono casi isolati, ma potrebbero essere una prassi(4).

E' evidente, quindi, il fallimento delle logiche, in tema di sicurezza e ordine pubblico, basate sulla fermezza e sulla "tolleranza zero". Non vi può essere vera Sicurezza se dietro non vi è Umanità e Giustizia. E inoltre si "raccoglie ciò che si semina", cioè la delinquenza è frutto della disumanità e mancanza di valori di questa società occidentale. Ecco perchè il popolo non ha nessun diritto alla Sicurezza nei confronti della delinquenza. Quando ognuno comincerà a guardare anche la trave nel proprio occhio(e non solo la pagliuzza nell' occhio del delinquente) e ci si renderà conto che il contrasto alla delinquenza passa attraverso l'uso della Giustizia e non della logica del far west e della disumanità, allora il diritto alla Sicurezza lo si potrà reclamare quanto a quello alla Salute. Ma fino a che non arriva quel momento, è meglio che questo popolo stolto e tv-dipendente, taccia e si tenga ciò esso chiama "crimine".

Bisogna liberarsi della filosofia del carcere come unico mezzo di punizione. Bisogna fare in modo che la giusta e doverosa punizione per gli autori di reati non si identifichi necessariamente con la reclusione in una cella di un edificio. Questo perchè la punizione deve tendere alla rieducazione del condannato-così come afferma la Costituzione-e non ad una mera azione reclusiva. Altrimenti è vendetta. Il carcere è la massima espressione della vendetta della società. Condannare una persona a 10-15 anni di galera per stupro e senza la possibilità di sconti(il decreto Antistupri ha equiparato i reati di violenza sessuale a quelli di mafia, quindi non vi è possibilità di sconti o arresti domiciliari) non è giustizia, ma disumanità,cattiveria e anche ipocrisia di questa società(perchè non si tiene conto contesto di una società sessualmente esibizionista che, quindi, provoca sessualmente); 10-15-20 anni di galera sono una vita dietro le sbarre; tali punizioni per reati che non sono l'omicidio(come ad es. lo stupro) sono abominazioni non degne di uno stato di diritto.

Tuttavia qui non si vuole usare un approccio marcatamente buonista(compiendo l'errore opposto a quello commesso dai forcaioli e giustizialisti) nel non considerare l'atrocità di certi crimini e la comprensibile richiesta di vendetta da parte dei familiari delle vittime di reati particolarmente gravi(cioè l'omicidio); quindi, è giusta e legittima, in taluni casi, la vendetta nel rinchiudere un colpevole in galera(a patto che non vi siano abusi nei confronti del detenuto). Ma questo deve valere solo per gli autori di reati particolarmente gravi, quali omicidio, reati mafiosi, sequestro di persona a scopo di estorsione e lesioni fisiche gravi. Poi basta. Per gli altri reati, invece, pene alternative alla detenzione in carcere. Certo non è facile elaborare un siffatto piano alternativo in materia di giustizia penale, però è anche vero che non c'è la benchè minima volontà di farlo. Un primo e piccolo passo sarebbe quello di fare depenalizzazioni(di reati lievi) e riforme in senso garantista delle norme penali, processuali e carcerarie. Dopodichè si potrebbe avviare una vasta riforma del sistema penitenziario. Insomma, un processo per tappe, per gradi, che farebbe avvicinare il nostro sistema giuridico e penale a quello concepito dai grandi giuristi e umanisti di fine '700. Invece, nulla di questo è stato fatto. Si è preferito venir incontro agli umori omicidi e forcaioli provenienti dalla pancia del popolobue isterico,aizzato dai media: anzichè fare riforme garantiste e depenalizzazioni, i politicanti di entrambi gli schieramenti politici, ascoltando le istanze delle famigerate casalinghe di voghera(le odierne lavandaie lecca-ghigliottina di Parigi al tempo del terrore di Robespierre), hanno insaturato una regressione del garantismo giuridico: soppressione di alcune importanti garanzie processuali e carcerarie(obbligo del Carcere Preventivo e soppressione della legge Gozzini per gli accusati o condannati per reati sessuali), aumento delle pene per alcuni reati , introduzione nel codice penale di numerosi nuovi reati(il più stolto tra tutti è quello sul cosidetto "Stalking" elaborato apposto per distruggere i padri separati), nonchè varie restrizioni nel campo dell' ordine pubblico(legge forcaiola sulla "legittima difesa", DASPO per i tifosi da stadio "indisciplinati", punizioni per lavavetri e barboni,  ecc). Insomma, ci stiamo incamminando verso un sistema penale stile "comitato di salute pubblica"(di Robespierre) , oppure di quello da cow boy ai tempi del far west in Usa.

Si è voluto rigettare la cultura giuridica basata sugli ideali umanisti e sulla pietà cattolica, per abbracciare quella abominevole e forcaiola cultura pseudo-giuridica di stampo anglosassone. E tutto questo perchè si è affidato le redini della Giustizia alla rabbia e all' irrazionalità del popolino stolto. Questa regressione del diritto giuridico, quindi, rientra in un più vasto processo di imbarbarimento della morale collettiva; così la nostra Giustizia(si fa per dire) ha finito per assumere la terribile faccia della casalinga tele-drogata e assetata di sangue. Ecco, quindi, perchè questa società occidentale non ha nessun diritto alla "sicurezza", in quanto non ne ha nessun titolo morale. Bensì merita di subire tutto ciò di cui essa ha paura e per cui chiede sangue e forche. Ben le sta.

NOTE
1) In questo link è possibile vedere queste agghiaccianti immagini
2) Si badi bene che persone come rapinatori e scippatori e assassini, non li considero affatto dei "poveri cristi" o"poveracci", ma degli autentici balordi. 
3) Del resto, la sinistra italiana difende e rivendica con orgoglio l'assassinio del prigioniero Benito Mussolini(e dei suo amici e gerarchi) e dell' infame esposizione del suo corpo martoriato a Piazzale Loreto, oppure la famigerata dottrina della "fermezza" che costò la vita al prigioniero Aldo Moro(nelle mani delle BR). Questo giusto per far capire di come questa sinistra italiana non se ne frega nulla dei "diritti umani", ma li tira strumentalmente in ballo, di volta in volta, ogni qualvolta ci sono delle sue battaglie politiche.
4) Tuttavia qui non si vuole mettere in dubbio la professionalità della maggior parte degli agenti penitenziari e delle forze dell' ordine che fanno con molta serietà il loro dovere.Abusi nei confronti dei fermati vanno ascritti a singoli elementi("mele marce").

Lettera aperta a "Repubblica"

Cara redazione di "Repubblica", sono venuto a sapere della vostra inziativa a tutela della "dignità delle donne" a seguito degli insulti del premier Berlusconi nei confronti dell' on. Rosi Bindi in merito ad una sua presunta bruttezza esteriore.Premetto che non sono nè maschilista, nè femminista, e che sono contro ogni discriminazione tra sessi. Proprio questi miei ideali di uguaglianza(in dignità, diritti e doveri) e di giustizia tra sessi mi fanno assumere una posizione di netta e profonda ostilità nei confronti della cultura femminista, in quanto essa promuove un profondo odio antimaschile e auspica privilegi femminili a senso unico, mascherandosi truffaldinamente dietro le giuste parole d'ordine sulla pari opportunità dei sessi.

Meglio velate che veline

La perenne criminalizzazione dell' abbigliamento delle donne musulmane, accompagnata dall' elogio allo scostumato abbigliamento femminile occidentale a base di perizomi,scollature eccessive, pantaloni attillati costumi a due pezzi in spiaggia, e quant'altro, è un grave sintomo del livello di bassezza morale e intellettuale di questa società occidentale. Se è vero che il proceso di "rimbecillimento" collettivo colpisce senza distinzione di territorio e latitudine tutto il nostro Paese, è anche vero che tale dose di stupidità collettiva assume in Veneto livelli parossistici. Il Veneto, terra di intolleranza, evasione fiscale ed egoismo sociale, ci da una linea guida sullo stato di becera ignoranza in cui sta sprofondando la società occidentale.

In una cittadina veneta una donna musulmana con il Burqa in supermercato è stata aggredita verbalmente da una donna veneta che chiedeva che venisse cacciata dal supermercato, appellandosi ad una fantomatica legge secondo cui le persone vestite in modo coperto sarebbero penalmente perseguibili.

Sempre in Veneto, qualche mese fa nella tristemente nota Verona, è successo di peggio. In una piscina comunale, le mamme veronesi protestarono per la presenza di una donna musulmana con un costume integrale(che comunque lascia il volto completamente scoperto), chiamato "burquino".Quelle donne musulmane che se lo indossano al mare o in piscina, lo fanno per coprire le parti erogene, per non provocare sessualmente. Cosa c'è di male, quindi? Spaventa tale costume? Assolutamente no. Eppure per queste becere signore veronesi tale costume "spaventava" i bambini. Evidentemente più che ai bambini, il burquino spaventava queste becere signore, probabilmente così desiderose di vedere le loro figlie adolescenti in perizomino e con l'ombellico scoperto.
Il sindaco di Verona, Tosi, appoggiò la squallida protesta di queste signore e disse(1):
"Quando si va in un Paese diverso dal proprio è giusto adeguarsi agli usi e costumi di chi ospita. E’ una forma elementare di rispetto. Qui si trascendono le questioni igieniche: se c’è una regola di comportamento generale va rispettata, altrimenti uno potrebbe andare in acqua col cappotto o la pelliccia. Quindi chi viene in piscina, sia cristiano o musulmano, induista o animista o ateo, deve accettare le norme di comportamento e del comune sentire, altrimenti il bagno va a farselo a casa sua."
Or bene, quindi, siccome per il comportamento e il sentire comune, è bella cosa, per le donne, stare al mare e in piscina tutte scoperte e con le natiche e seni in bella vista, tutte le donne sono obbligate a vestirsi ed esibirsi in questo modo, anche e soprattutto in presenza di bambini. Così i "bambini non si spaventano". Anche gli autoprocalamati paladini dell'infanzia e forcaioli militanti della Antipedofilia la pensano in questo modo(altrimenti non si spiegerebbe il loro cotanto amore per Studio Aperto)). I bambini devono vedere tette e culi e guai a quelle donne che si coprono davanti a loro. Così hanno stabilito "il comportamento e il sentire comune" e i paladini della difesa dell' infanzia
I leghisti e il popolaccio a cui fa riferimento, dicono che la legge vieta alle persone di andare coperte, e quindi, per loro, anche una donna musulmana con il velo è passibile di reato penale. Nulla di più falso. Non esiste nessuna legge in questo senso, per fortuna. Quella legge del codice penale, cui loro si appellano, in realtà non vieta ciò che essi vorrebbero fosse vietato. Ecco cosa dice tale legge:

"È vietato l’uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo. È in ogni caso vietato l’uso predetto in occasione di manifestazioni che si svolgano in luogo pubblico o aperto al pubblico, tranne quelle di carattere sportivo che tale uso comportino. Il contravventore e’ punito con l’arresto da uno a due anni e con l’ammenda da 1.000 a 2.000 euro."

Quindi è vietato andare con il volto coperto solo se non vi è "giustificato motivo".Le donne musulmane indossano il velo oppure il burqa per motivi religiosi e culturali, e quindi sono assolutamente giustificate. Per altro, questa legge fu formulata nel 1975, in pieni "anni di piombo", cioè in un periodo in cui, sovente,per motivi politici, scoppiavano gravi scontri in piazza, tra giovani coperti da passamontagna o fazzoletti. Quindi tale legge non colpisce di certo quelle donne che di loro volontà e in ossequio alla loro religione e ai loro ideali di mantenere sobrio il loro corpo, si coprono parzialmente con il velo, oppure totalmente con il Burqa, bensì colpisce guerriglieri urbani, terroristi e banditi. In Italia vi sono centinaia di migliaia di donne musulmane con il velo o con il burqa, e non vengono di certo arrestate, perchè la Magistratura e Forze dell'Ordine sanno bene che la legge non vieta affatto di coprirsi, specie per motivazioni religiose e culturali. Al contrario la legge penale vieta i comportamenti contrari al "buon costume". E andare con le parti erogene scoperte si configura oggettivamente come un comportamento contrario al buon costume. Tale legge non viene applicata, perchè altrimenti finirebbero in galera qualche milione di donne italiche cattoliche. Quindi in questo senso, ad essere contro la legge, non sono le donne con il velo, ma quelle smutandate o in perizoma, tanto amate dalla feccia leghista e dalla signorina Santanchè.

Il velo(2) e ancor di più il burqa non è che rappresentino il mio ideale di abbigliamento femminile(anche se provo un profondo rispetto e apprezzamento per chi li indossa), però li preferisco di gran lunga a certi scostumati e osceni abbigliamenti femminili occidentali, orientati unicamente alla provocazione sessuale. Inoltre, è assurdo invocare-come fanno femministe e leghisti- il sacro e nobilissimo concetto di Libertà per incoraggiare le donne ad andare vestite in modo provocante e succinto o addirittura seminude. Questa è un' offesa a quei tanti uomini che in passato hanno versato il sangue per la Libertà. Questo concetto lo hanno spiegato bene, in questi giorni, alcune donne musulmane alla signora Santanchè-che, in nome della sua stupida "lotta al velo", era andata a disturbare una festa religiosa musulmana. Questa paladina della difesa dello smutandamento femminile così è stata risposta da queste donne musulmane:
"Onorevole Santanchè, se per lei la libertà è indossare il perizoma, per noi non lo è"(3).

NOTE
1) Fonte: corrieredelveneto.corriere..it
2) Per altro il velo islamico è del tutto identico a quello delle suore. Eppure nessuno chiede che alle suore venga vietato l'uso del velo. Due pesi e due misure. Come al solito
3) Fonte: La Repubblica

Viaggio nel Nuovo Ordine Sessuale(Parte 2)

Apologia di Icarus.10, in risposta a certe assurde obiezioni del cosiddetto movimento per la "Questione Maschile".

Perchè il Movimento della Questione Maschile(QM) non concorda che la PSF sia la causa degli stupri? Gli autoproclamati esperti della QM si oppongono fermamente a questa pura e logica verità, adducendo almeno a cinque obiezioni. Sotto sono presentate tali puerili obiezioni con mie annesse risposte.

1) Dire che la PSF sia causa degli stupri, implicitamente si giustificherebbe lo stupro

Risposta: Questa è una misera e calunniosa obiezione.Dire che la PSF sia la causa di quel fenomeno che porta alla mancato contenimento degli istinti sessuali, non significa affatto giustificarlo, ma semplicemente aver individuato la radice di questo fenomeno in modo tale che poi si possa intervenire alla base per combatterlo. Ad esempio, dire che la microcriminalità sia favorita dal degrado urbano ed esistenziale, non significa affatto giustificare la delinquenza, ma solo aver individuato una sua possibile causa in modo tale da intraprendere le giuste misure preventive volte ad arginare il fenomeno. La violenza, e quindi anche lo stupro, è fermamente condannata dal sottoscritto. E' una forma aberrante di comportamento umano. Mai e poi mai, uno stupro(e qualunque altra violenza) deve essere giustificato, ma anzi sempre condannato e combattuto. Per fare questo, ovviamente bisogna necessariamente indiduarne le cause che lo possono ingenerare, sicchè la giusta e doverosa opera di contrasto di questo reato sia accompagnata anche da un altrettanta giusta e doverosa opera di prevenzione.Inoltre, il sottoscritto non vuol lasciare assolutamente intendere che le vittime degli stupri "se li sono cercati loro", assolutamente no, infatti qui, come causa di uno stupro, si sta parlando di un vasto fenomeno sociale duraturo e persistente nel tempo, la PSF, e non certo di un singolo episodio di provocazione.

2) Dire che la PSF sia la causa degli stupri, avvalorerebbe la tesi delle femministe secondo cui i maschi sono potenziali stupratori.

Risposta: Qui ci troviamo di fronte alla più assurda illogicità. Innanzitutto le femministe e le ginarchiste dicono che gli uomini sono potenziali stupratori, perchè hanno un distorto concetto del significato di sesso e di stupro. Per esse, infatti, ogni rapporto eterosessuale è quasi uno stupro, una forma di prevaricazione nei confronti del corpo femminile. L'organo genitale maschile viene, quindi, visto come un' arma contundente atta a percuotere il corpo femminile.Questa criminalizzazione della sessualità maschile, però, non si ferma solo al rapporto sessuale, ma anche ai semplici sensi, difatti per esse un uomo che si eccita nel vedere una donna nuda, è un "maiale pervertito". Questo la dice lunga su come esse vedono e giudicano la sessualità maschile. Per questo motivo appellarsi a questa obiezione è alquanto misero. E come detto prima, anche illogico. Perchè sono proprio le femministe a negare con forza che lo stupro sia conseguenza di questa continua e duratura provocazione sessuale Per esse, infatti, lo stupratore non agisce in base ad un impulso sessuale ma in base ad un intento sadico di dominio nei confronti della vittima, alla stregua di un serial killer. Tale tesi è stata accetta e riconosciuta scientificamente valida e attendibile da quella falsa scienza chiamata "Criminologia". In poche parole, sia se vi è provocazione sessuale o meno, non si viene determinare nessuna differenza sul grado di impulso allo stupro.Come dire che di fonte ad un affamato,la visione o meno di una bistecca non suscita nessuna differenza di percezione e reazione. Per questo motivo le femministe e le leghiste chiedono e rivendicano il diritto di andare nei luoghi pubblici mezze nude e con il top less.Che tristezza vedere questi guru "esperti" della QM andare a braccetto su questo argomento con le femministe e le leghiste.


3) Gli stupri sono sempre esistiti, cioè anche in epoche in cui era vietato alle donne andare vestite in modo succinto. Ed esistono tutt'ora nei paesi islamici, dove addirittura le donne sono completamente coperte.

Risposta: Sì, gli stupri sono sempre esistiti ed esistono nei paesi islamici. Ma noi stiamo parlando di stupri nella società occidentale odierna.Ciò però non pregiudica la validità e la logicità del discorso. Infatti gli stupri in quelle epoche e luoghi citati avevano e hanno una genesi solo apparentemente diversa da quelli in occidente. Abbiamo visto nella puntata precedente che la PSF è una forma particolare e grave di Repressione Sessuale(RS). E la Repressione Sessuale è esattamente ciò che avveniva nelle epoche precedenti e avviene tutt'ora nei paesi islamci, allorchè quando il sesso viene represso e fortemente limitato(in questo caso da direttive e precetti religiosi), può ingenerarsi un meccanismo di "reazione" volto ad appropriarsi con la forza di quel bisogno fisiologico soffocato. Come ad esempio, limitare fortemente ad una persona di mangiare, può provocargli l'impulso a rubare cibo.Da noi in occidente, il concetto è analogo, infatti la sessualità maschile-eccetto di quella dei Maschi Alpha(1)- viene limitata e subordinata ai voleri e alle direttive della donna e dalle leggi in merito, e con la differenza che rispetto ai paesi islamici, gli uomini vengono costretti ad eccitarsi e a sorbire la provocazione sessuale e senza che il loro desiderio innescato trovi appagamento(eccetto per i Maschi Alpha). Facendo un' analogia(e con le debite proporzioni!), quindi, la differenza tra la repressione sessuale nei paesi islamici e quella nei paesi occidentali è come quella che intercorre tra un affamato che soffre la fame e un altro che oltre a soffire la fame viene costretto anche a guardare e odorare cibi senza che gli venga concesso di mangiarli. Ovvio, quindi, che la continua manipolazione, violenza e repressione degli istinti può portare ad una esasperazione che alla lunga può trasformarsi in azioni violente di appropriazione del bisogno fisiologico artifiosamente provocato e innescato. Lo stupro, quindi, è una forma di appropriazione di un bisogno fisiologico fatto nei modi e nelle forme sbagliate, cioè attraverso l'uso della violenza. E il fine non giustifica i mezzi. Per questo motivo, lo stupro è assolutamente ingiustificabile. E' una violenza, e basta. Quindi da condannare sempre.

4) Esistono anche gli stupri di uomini contro uomini specie nelle carceri. E poi esistono gli stupri di guerra. E tutt'ora da noi vengono spesso stuprate donne anziane e quindi per nulla avvenenti



Risposta: Quelli che avvengono in carcere, cioè le sodomizzazioni violente di cacerati nei confronti di altri carcerati, non possono essere definiti "stupri", ma bisognerebbe coniare un nuovo termine, più idoneo a descrivere il fenomeno. Perchè per stupro propriamente detto si deve intendere solo quello quello fatto da uomo contro la donna, cioè di una appropriazione violenta(e quindi, deprecabile) del bisogno fisiologico al rapporto sessuale. Gli "stupri" in carcere invece non nascono da un desiderio sessuale, ma dall' intento di punire il compagno di cella condannato per violenza sessuale secondo quella ben nota e atroce legge non scritta del carcere-tanto amata dai moralisti dell' anti stupro-secondo cui i carcerati sono obbligati a sodomizzare i loro compagni di cella stupratori o pedofili Per quanto riguarda le vecchiette e le suore stuprate, va detto che è estrememente difficile se non impossibile stuprare una donna giovane e per di più in un luogo pubblico(presenza di gente, polizia, telecamere, ecc), quindi gli stupratori, a volte ripiegano su quelle donne che si trovano in situazioni di "handicap difensivo", cioè sulle più deboli e indifese, come appunto vecchiette e suore, per appagare violentemente i loro malati istinti innescati dalla PSF. Per quanto riguarda gli stupri di guerra, il discorso è analogo a quello sugli "stupri" in carcere, in quanto in quei casi lo stupro può nascere dall' intento dei soldati occupanti di umiliare e assoggettare le popolazioni nemiche occupate. Tuttavia, è più logico pensare che gli stupri di guerra siano conseguenza anche delle provocazioni e repressioni sessuali che avvengono nei paesi dei soldati invasori, portando quest' ultimi, quindi, a sfogare, criminalmente, i loro istinti sessuali contro le povere popolazioni occupate.


5) Un Uomo vero deve saper controllare gli istinti, e infatti la stragrande maggioranza degli uomini non stupra.

Risposta: Il concetto di fondo è condivisibile: la Ragione deve sempre prevalere sugli Istinti. Il fatto, però, è che non sempre avviene. Se ciò avvenisse sempre, avremmo un mondo tutto in ordine e in armonia. Certi pseudo moralisti non lo vogliono capire che non tutti gli esseri umani sono uguali e che, quindi, non tutti reagiscono allo stesso modo.E tale diversità di reazione oltre a dipendere dalla diverse tipologie di istinti, è funzione anche e sopratutto dello stato di salute, psicologico, esistenziale e sociale in cui è emmerso l' Individuo. Su come questi fattori citati possono influire sulla reazione a determninati istinti, sarebbe interessante fare un' analisi approfondita, e alcuni cenni se ne stanno dando in queste note. Per ora basta dire che l'anormalità esiste e va messa nel conto. Il problema è di capire da dove può nascere l'anormalità.Incominciamo subito col dire che, purtroppo, Ragione e Istinti non vanno a braccetto tra loro, e anzi spesso sono in rapporto conflittuale tra loro. L' Istinto è espressione dell' essere "animale", la Ragione, invece, dell' "essere umano". Ma un essere umano è prima di tutto un essere animale. La Ragione viene dopo, e si acquisisce e si consolida man mano a seconda di varie circostanze esterne. Per questo motivo non è corretto dire che la Ragione è sempre una garanzia di contenimento degli Istinti, alla stregua, ad esempio, dell'acqua che estingue il fuoco. Facciamo delle analogie. Nella vita di tutti i giorni, vi sono litigi, gesti di ira, ecc. Dove è la Ragione in quei casi? L'adrenalina, scatenata da qualche causa, può vincere la Ragione. Altro esempio:Un marito, defraudato e ridotto alla disperazione e alla miseria dall'ex moglie, può farsi vincere dall'istinto e uccidere l' ex moglie. Ciò non significa che gli uomini siano potenziali assassini o stupratori, ma che l'anormalità suscitata e ingenerata da qualcosa deve essere messa nel conto. Ogni essere umano è potenziale assassino, santo, ladro o benefattore. Dipende tutto dalle circostanze, cioè un insieme di fattori e di circostanze esterne possono concorrere nella condotta di vita di una persona. Continuiamo con degli esempi. La Ragione ci impone che la dobbiamo fare nel vaso, ma mettete se qualcuno magari bombardato da un lassativo,gli viene quella voglia così tremenda, succede che se la può far sotto. E dove è la Ragione in quel caso che ci impone di farla nel nostro bel bagno arredato con tanto di bidet? Mettete una bistecca davanti ad una affamato, suscitandogli e provocandogli gli istinti della fame e poi gli vietate di mangiarla.Cosa succede? Può succedere che afferri la bistecca e se la mangi! Dove è finita la Ragione che impone che non si ruba il cibo degli altri? Qui non si stanno mettendo sullo stesso piano queste varie azioni descritte, nè quindi gli istinti che ne sono alla base, ma si vuol far capire semplicemente che gli istinti, seppur nella loro diversità, ripondono allo stesso meccanismo di innesco: la stimolazione esterna. E quando quest' ultima viene esacerbata, ci si può incorrere nel rischio di una grave conflittualità Ragione-Istinto: l'Istinto provocato e non appagato può deteriorare la Ragione,e più la Ragione viene indebolita, tanto più l'Istinto viene percepito forte, e quanto più l'istinto viene percepito come forte e implacabile, tanto più la Ragione si indebolisce. Insomma,un circolo vizioso, un Feed-Back, che può portare al prevalere dell 'Istinto e quindi di configuare il quadro in una situazione di anomalia.Non è, forse, vero il detto degli antichi, "mente sana in corpo sano?"

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A valle di queste considerazioni, possiamo fare ulteriori considerazioni. Le obiezioni viste prima e da me smontate e distrutte sono perfettamente identiche a quelle della propaganda femminista. Non c'è peggiore disonore per il movimento per la QM.
Il movimento per la QM, negando questa basilare e logica verità si rende responsabile di un immenso danno alla casua di cui anche loro dicono di supportare. Vediamo:
1) Negare che la PSF può influire sullo impulso allo stupro, significa avallare e legittimare la PSF. Perchè se ad un fenomeno negativo non gli ascrivi conseguenze negative, non ha poi nessun senzo logico combatterlo. Le uniche conseguenze negative che gli "esperti" della QM ascrivono alla PSF è quella di un semplice disagio negli uomini. Il problema, è però, che il disagio psicologico non può essere oggettivamente accertato(e quanto meno quantificato) e quindi mai e poi mai si potrà pretendere delle misure, a livello politico e giuridico.E significa anche avallare quelle leggi in materia che tanto si contestano, in quanto se un fenomeno non si asvcrive una causa, viene a configurarsi un aggravante giuridico e morale. Di qui quelle leggi emergenziali e speciali che tanto si contestano.
2) Significa non tenere minimamente conto del profondo disagio(2) maschile in questa società ginarchica. Lo stupro è un sintomo criminale di questo profondo disagio. Negarlo, significa dire che tutto va bene e non ci sono problemi. Un vero movimento per la questione maschile si dovrebbe occupare anche delle problematiche esistenziali che sta attraversando il genere maschile occidentale. Invece preferiscono liquidare questo argomento con un "ma la maggior parte degli uomini non stupra". Una motivazione banale e vuota. Il movimento per la questione maschile, così, finisce per rinunciare di immedesimarsi nel disagio per seguire solamente una vuota e astratta difesa di genere. Di tale Movimento se ne può far benissimo a meno.Il sottoscritto è contento e orgoglioso di non farne parte.

(continua)

Note:
1) I Maschi Alpha sono una sottospecie di "maschi pentiti", che godono di un immeritato iper-credito nel mondo femminile.
2) La maggior parte del popolo maschile occidentale è porno-dipendente. Questa è una delle tante sintomatologie intermedie di questo profondo disagio.Lo stupro,è la fatale e deprecabile sintomatologia finale.

Viaggio nel Nuovo Ordine Sessuale(I parte)

Cosa è la Provocazione Sessuale Femminile? La Provocazione Sessuale Femminile(PSF) è la rappresentazione e la concezione del sesso, a misura esclusivamente di donna, propria del mondo occidentale. Quindi la PSF assume il monopolio e l'esclusività del modo di concepire ed esplicare il sesso. Approcci e concezioni alternativi non sono ammessi e vengono bollati come "maschilisti" o "oscurantisti". Di qui l'estrema pericolosità della PSF, espressione di una dittatura mentale e psicologica volta ad omologare le coscienze sotto l'ombrello di un becero Pensiero Unico di stampo femmino-sessista.

P precisamente come si rappresenta la PSF? Detta in parole povere e semplici, la PSF è l'ostentazione e l'esibizione-sia dal vivo che a livello mediatico-della sessualità femminile. La PSF presenta una vasta gamma di rappresentazioni. Dagli abbigliamenti femminili sconvenienti e succinti, quali pantaloni attillati e stretti, perizomi, scollature eccessive, minigonne e costumi a due pezzi in spiaggia e quant'altro. Dall' esposizione su televisioni, riviste, cartelloni pubblicitari di donne nude, seminude, o comunque in atteggiamenti provocanti. Fino alle allusioni, discorsi e immagini a contenuto sessuale di cui sono zeppi trasmissioni televisive, pagine di giornali e quotidiani nonchè frequentatissimi portali internet.

La PSF è Libertinismo Sessuale? No, è proprio l'esatto contrario, cioè è una forma di Repressione Sessuale. La PSF nulla ha che vedere con il "libero sesso", in quanto non si esprime simmetricamente tra i due sessi come una forma di piacevole coinvolgimento reciproco-come appunto dovrebbe essere il libertinismo sessuale-ma al contrario si esplica in modo completamente sbilanciato dalla parte del sesso femminile, assumendo quindi una forma di dominio e ricatto nei confronti della sessualità maschile e del relativo contenimento. In sostanza, sessualmente, l'essere umano di sesso maschile perde completamente un suo ruolo attivo per trasformarsi in oggetto sessuale controllabile e ricattabile attraverso i suoi istinti sessuali provocati e violentati. Nasce così, il Nuovo Ordine Sessuale Femminista(NOSF),cioè, appunto, una sessualità a misura di donna, la quale divenuta massima espressione di desiderio, assume il controllo del desiderio sessuale degli uomini provocati, dispensando e ricattando, a seconda della situazione o dello scopo del momento. Il braccio armato del NOSF è l'insieme di legislazioni e decreti sulla violenza sessuale.In sostanza, il Soggetto-cioè la donna-provoca sessualmente, l'Oggetto-cioè l'uomo-deve solo assorbire senza fiatare, con la quasi impossibile speranza che il suo desiderio violentemente innescato venga realizzato ed appagato, e con la minaccia costante di spietate sanzioni popolari, morali e giuridiche qualora i suoi istinti sessuali provocati dovessero sfuggire alla sua capacità fisiologica e psichica di contenimento.

Quindi la PSF può causare stupri?Non è che può causare, ma è causa. La PSF è causa certa e unica-diretta e indiretta- di ogni impulso e desiderio delle persone vittime di essa, a voler appropriarsi del diritto al sesso con la violenza-cioè lo stupro(azione assolutamente deprecabile)-nonchè dell' alterazione e dell'aberrazione dei loro gusti sessuali, cioè delle parafilie(necrofilia, pedofilia, ecc). Ovviamente, questo fatto così logico e schiacciante è negato dalla mentalità dominante di oggi(che è pienamente immersa in una concezione ginarchica e femminista del sesso, il NOSF), nonchè da quella falsa scienza che studia la genesi dei crimini(criminologia). Ma la cosa più grave è che ciò viene negato-per una questione di politicamente corretto- anche dal movimento antifemminista della Questione Maschile(QM) o comunque da una sua buona parte; di fatto ciò significa avallare la PSF, in quanto se ad essa non le si riconosce un effetto negativo, non ha senso combatterla e contrastarla.Inoltre significa anche avallare tutte queste legislazioni emergenziali e antigiuridiche sulla violenza sessuale, in quanto se ad una azione incriminata non le viene attribuita una causa, viene a configurarsi un aggravante giudiziario. Rifletta il movimento per la questione maschile.

(Fine I Parte)...

L'Impostura(mediatica) di Capodanno svelata

Ecco presentati, in ordine cronologico, le più importanti tappe giudiziarie(e risvolti politici connessi) sulla vicenda mediatico-popolare-giudiziaria del cosiddetto "Stupro di Capodanno", sul quale i mass media accompaganti da politici e impostori opinionisti hanno creato una vera e propria cappa di terrore, di morte e di mistificazioni. Questo breve reseconto potrà essere molto utile per tutte quelle persone ingannate dal circuito mediatico, ma che allo stesso tempo sono desiderose di accedere alla conoscenza e alla verità. Tale resoconto si basa su importanti risvolti venuti a galla attraverso il lavoro degli inquirenti-polizia e magistratura-dei quali spesso non condivido l' operato, ma che su questo caso, cioè sullo "Stupro di Capodanno", debbo riconoscere che hanno operato con grande professionalità e bravura, cosa molto ardua da fare in un clima di linciaggio mediatico-politico contro gli autori(veri e presunti) di stupro. Se dovessero esserci eventuali errori ed inesattezze in questo resoconto, vi prego di farmi immediatamente sapere e quindi provvederò immediatamente a correggere.

-1 gennaio 2009: una ragazza denuncia di essere stata stuprata da un "branco"(di un non bene precisato numero di persone) durante la Festa della Fiera a Roma nella notte di Capodanno. Nei giorni successivi, i tg e quotidiani esordiscono i loro notiziari con titoli del tipo "ragazza stuprata da un branco di mostri". Questa notizia viene ridondata parossisticamente con toni violenti ed isterici. E' l'inizio di una guerra civile emotiva che percorse-e percorre tutt'ora-il paese. I mass media e i politici si inventano l'esistenza di una "emergenza stupri". Il popolino abbocca e chiede forche.

-Viene arrestato un ragazzo di 22 anni, Davide Franceschini, il quale ammetterà di aver aggredito quella ragazza, sotto l'effetto di alcol e droga.

-Essendo il ragazzo incensurato, di buona famiglia ,e inoltre, data la spontanea confessione-e quindi in assenza di perigolo di fuga o reiterazione del reato-gli vengono concessi gli arresti domiciliari. Una decisione perfettamente ineccepibile dal punto di vista della procedura penale, ma che viene dolosamente letta dai mass media e dai politici come una "scarcerazione dello stupratore"(1). (In realtà gli "arresti domiciliari" non sono affatto una "scarcerazione", ma una momentanea misura detentiva alternativa al carcere che il magistrato preposto può sempre disporre in determinate circostanze, specie se l'accusato è incensurato e non ancora condannato-e quindi in stato di "presunta innocenza", così come prevede la Costituzione. E se tale misura può essere presa addirittura per un assassino condannato, non si capisce perchè non possa essere presa anche per un presunto innocente di un reato, oggettivamente meno grave di un omicidio, cioè lo stupro). Il popolino, accecato dal delirio forcaiolo e aizzato dai mass media chiede la mano dura contro quel magistrato che ha "osato" prendere questo provvedimento. La Lega Nord si da un gran da fare per raccogliere tale isterico e irrazionale sentimento popolare e tradurlo in decreti leggi speciali. Gli altri partiti politici la seguono e la imitano. Intanto, nei confronti dei giudici che hanno disposto gli arresti domiciliari per il Franceschini, vengono promesse azioni disciplinari che sanno di rappresaglia nazista.

-Sulla concessione degli arresti domiciliari, tv e giornali intervistano la ragazza aggredita, la quale dichiara di "volersi fare giustizia da solo" e mostrano tali dichiarazioni a reti unificate e su tutte le prime pagine, davanti a milioni di teleascoltatori e lettori solidali e accecati di rabbia e vendetta. Mai prima di questo episodio, i mass media-seppur nel loro così grande squallore- si erano prestati ad una così sporca e criminale opera di istigazione al linciaggio collettivo, attraverso l' esposizione pubblica di privati sentimenti intimi di vendetta, dati in pasto ad un popolo già emotivamente suggestionato. Con questo presunto episodio di stupro, è stato stabilito un macabro precedente, quindi.

-I parlamentari di tutti gli schieramenti, spinti da questo-a loro sgradito-provvedimento giudiziario e dal clima di terrore e odio instauratosi nel popolo bue, si riuniscono, in fretta e furia, in Parlamento, e approvano il Decreto Anti Stupri. Tale decreto oltre a vietare eventuali arresti domiciliari alle persone accusate di violenza sessuale(anche se solo indiziate e non ancora condannate), mette sullo stesso piano i reati di violenza sessuale con quelli di mafia. La violenza sessuale, quindi, è stata, arbitriaramente, a tavolino, messa al di sopra-in termini di gravità-di tutte le altre violenze(omicidio e strage compresi), in base non a riscontri oggettivi, ma a pulsioni esclusivamente emotive, sessiste e isteriche. Il sottoscritto, autore di questo blog, definisce questa aberrazione popolare-mediatico-giudiziaria sulla concezione dello stupro, con il termine "Dogma Stuprazionista".

-Il CSM(consiglio superiore della magistratura), espone seri dubbi su questo decreto antistupri: "I magistrati ritengono che il carcere deve essere deciso da un giudice dopo una valutazione processuale complessiva e non, come demanda il DL[il decreto antistupri, ndb], dalla polizia giudiziaria o dal pm. Estendere ai reati a sfondo sessuale la stessa norma che regola l'obbligatorietà del carcere per i reati di mafia è una forzatura, sotto il profilo tecnico, irrazionale e irragionevole". Ma il centro sinistra, sempre così pronto a difendere le istanze della magistratura, questa volta per non incorrere nell' ira delle varie casalinghe di voghera, se ne infischia del parere del CSM e va a votare compatto a favore di questo miserabile decreto leghista.

-In forza di questo Decreto, il Franceschini viene di nuovo condotto in carcere. E' la prima volta, in era repubblicana, che una legge penale viene applicata retroattivamente. In forza delle varie convenzioni internazionali, nazionali e dei principi Costituzionali, la retroattività della legge penale non è mai stata-e mai sarà-permessa di applicare a nessun imputato di qualsivoglia tipologia di reato. Evidentemente, in questa Italia ginarchica, velinara e femminista, il reato di Stupro fa un eccezione(3).

-Il GIP,Guglielmo Muntoni, dispone la scarcerazione del giovane accusato, perchè ritiene che il rapporto sessuale possa essere stato "consensuale" e che il "racconto di Franceschini ha offerto molti riscontri e nessuna smentita" in confronto a quello della ragazza aggredita che, invece, avrebbe "offerto tre diverse ricostruzioni incompatibili tra loro." Con quest' ultima affermazione,il GIP, evidentemente si riferiva-tra le altre cose- al fatto che il numero dei violentatori, nelle versioni offerte dalla ragazza, era passato da un "branco" ad un uno solo. Il Franceschini, viene comunque rinviato a giudizio e sottoposto a processo.

-Il Processo si conclude e viene stabilita la sentenza. Il GUP di Roma, Luigi Fiasconaro, accetta le richieste del PM(4 anni di reclusione) e condanna Franceschini a 2 anni e 8 mesi di reclusione per violenza sessuale e lesioni gravi, riconoscendo in parte le tesi del GIP che lo aveva scarcerato. L' avvocato di famiglia della ragazza, molto soddisfatto dichiara :"Anche la mia assistita è soddisfatta della sentenza"(4). Insomma, soddisfatta lei, soddisfatti noi. Ma è proprio in questa "soddisfazione" che c'è qualcosa che non quadra. Difatti le tv ci avevano parlato di questo stupro in termini apocalittici, e poi veniamo a sapere che la parte accusante è "soddisfatta" di una sentenza che ha comminato una pena(2 anni e 8 mesi, che è comprensiva anche del reato di lesioni gravi, figuriamoci!) pari a quella che si darebbe per una palpatina sul sedere e almeno un quarto più piccola rispetto a quella che si comminerebbe per uno stupro vero e proprio. Per capire un pò come sono andate effettivamente le cose, diamo un' occhiata, quindi, alla motivazione(5) della sentenza:
Innanzitutto, come già detto,l'aggressione è avvenuta ad opera di una persona sola e non di un "branco", diversamente, quindi, da come in primo momento aveva sostenuto la vittima. La ragazza, "di alcol e cocaina aveva largamente abusato quella notte, come la stessa ha ammesso e le analisi in ospedale hanno asseverato", esattamente come il suo aggressore. Ed entrambi erano stati visti "recarsi in un bagno chimico al fine di consumare un rapporto sessuale" e quindi tale rapporto era avvenuto "in un contesto di iniziale consensualità". Solo dopo, secondo il giudice, dall'accusato sono state commesse azioni giudicate sessualmente illecite .Vediamo. Scrive il giudice: "Franceschini non era riuscito a soddisfare la ragazza e questa lo aveva deriso per la sua incapacità". Insomma, per usare un gergo femminista di disprezzo antimaschile, questo ragazzo aveva fatto "cilecca", la massima umiliazione per un uomo, e per questo motivo, la ragazza lo aveva schernito e deriso, ingenerando quindi l' ira del ragazzo, già di per se sotto l'effetto dell'alcol, che si è sentito spinto ad aggredire la ragazza. Insomma,una forma-seppure blanda- di violenza sessuale c'è stata, ma "la tesi di una aggressione fisica premeditata o comunque decisa preventivamente da Davide Franceschini e finalizzata alla violenza sessuale nell'episodio in esame appare del tutto inattendibile". Quindi, nulla di premeditato e nessun stupro vero e proprio, ma una generica forma di violenza sessuale indotta dall' ira suscitata dalla derisione subita a seguito di un fallito rapporto sessuale, inizialmente consensuale. Anche perchè, in caso contrario, la pena inflitta sarebbe stata ben superiore, in considerazione del fatto che la legge sulla violenza sessuale in vigore al momento di quel reato prevedeva(6) una pena che andava dai 5 anni(palpeggiamenti, "baci rubati", etc) fino ai 10 anni per uno stupro(senza contare le pene aggiuntive per lesioni fisiche e psicologiche). Insomma, la versione offerta dalla ragazza si è sgonfiata di molto, in quanto secondo il giudice,"la ricostruzione offerta dal Franceschini si è articolato in termini più precisi e sufficientemente compatibili non solo con il buon senso e la logica, ma anche con alcun riscontri indubitabili", mentre la ragazza ha fornito diverse versioni, tra cui l'ultima nel corso dell'udienza camerale, che secondo il gup ''non può essere creduta".
Morale della storia: due ragazzi ubriachi e sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, decidono consensualmente di andare a fare sesso in un bagno chimico;una volta inizato il rapporto, lei lo deride perchè lui non riesce a soddisfarla, ingenerando quindi la reazione rabbiosa del ragazzo deriso, la quale secondo il giudice si configura anche come "violenza sessuale". Un aggressione, certamente ingiustificata, per il quale il Franceschini è stato giustamente condannato, ma che non ha nulla a che vedere con la bugiarda versione raccontata dai tv e giornali, secondo cui una povera ragazza, novella santa Maria Goretti, sarebbe stata trascinata con la forza da un "branco" di ragazzoni energumeni e arrapati in un bagno e ivi stuprata a turno.La falsità di questa versione mediatica ha partorito quel mostro antigiuridico che è il Decreto AntiStupri, più le prossime nuove leggi in materia di violenza sessuale. Oltre che questo clima di caccia alle streghe e di guerra civile contro gli autori(veri e presunti) di reati sessuali.

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La modalità mendace e criminogena con cui i vari cosiddetti mezzi di informazione presentano le notizie di cronaca, raggiunge l'apice ogni qualvolta si presentano presunti casi di reati di particolare "allarme sociale", come gli stupri, violenze negli stadi, ruberie da parte di rom e nomadi vari, bullismi da parte di lavavetri, ecc(e mai per violenze oggettivamente più gravi come omicidi vari, aggressioni razziali, torture,reati mafiosi, etc). E quindi, i mass media, disinteressatisi completamente alla verità dei fatti e irrispettosi nei confronti delle più elementari norme di diritto giuridico e costituzionale(quali la presunzione di innocenza dell' imputato fino a sentenza definitiva), ma attenti solo all' "audience" e alla "vendita di copie", si danno un gran da fare per infondere nel popolino impaurito un senso di terrore, di rabbia e di odio attraverso un approccio senzazionalistico nel presentare la notizia in questione, e completamente sganciato dai successivi elementi prodotti dagli inquirenti(specie se vanno di verso contrario a quelli inizialmente raccontati dai media). Si viene, così, a creare la Realtà Percepita,in cui la massa popolare vede per "vero" non ciò che è oggettivamente vero, ma ciò che percepisce a seguito della manipolazione emotiva attuata dai Media; ed ecco così che si accetta e si da per scontato la realtà percepita: lo stupro come violenza più grave di ogni altra violenza, la presenza perenne di stupratori in ogni angolo inimmagginabile delle nostre strade, le "reti internazionali di pedofili", gli ultras che sequestrano treni e devastano stazioni, i lavavetri che sono un flagello per la sicurezza anche più dei mafiosi, i rom che rubano i bambini,la violenza maschile che è la prima causa di morte delle donne, gli asini che volano, ad agosto nevica a Roma.....

NOTE
(1): in seguito a questo evento,su riviste e giornali abbondavano frasi retoriche del tipo "uno stupro vale appena due giorni di carcere", "Italia, Free-Land per gli stupratori" e altre fregnate varie.
(2): Fonte: rainews 24.it
(3): da notare che in presenza di violenza sessuale al femminile, il sacrosanto diritto della non retroattività delle legge viene applicato tranquillamente. Ne è un esempio, il caso della "prof sexy di Monteroni", condannata per violenza sessuale, ma alla quale(giustamente)non le venne applicata quella normativa in forza della quale i condannati per violenza sessuale vengono interdetti perpetuamente dai pubblici uffici, in quanto il reato a lei contestato fu commesso prima dell'approvazione di tale normativa.
(4): Fonte: ilmessaggero.it
(5): Fonte: andkronos.it
(6): Con una nuova legge approvata nel Luglio 2009, la pena viene innalzata da un minimo di 6 anni(palpeggiate, "baci rubati, ecc) ad un massimo di 12 anni di reclusione(più una serie di nuove aggravanti che nelle leggi precedenti non c'erano, per un totale di almeno 20 anni di reclusione). In attesa di un' ulteriore legge regressiva che sarà formulata dopo il prossimo teatrino mediatico suscitato da un altro paio di nuovi presunti casi di violenza sessuale. E così via.

Lettera di Rino Barnart a Repubblica

Pubblico questa bellissima lettera di Rino "Barnart" Della Vecchia(animatore del movimento Uomini3000 che si batte per i pari diritti tra uomini e donne, nonchè autore del libro "Questà metà della Terra") al quotidiano femminista "La Repubblica". Buona lettura:

Cortesi Professor Galimberti e Sig.ra Beatrice,

nell'ultimo numero di "D-la Repubblica delle Donne" la lettera della Sig.ra Beatrice contiene l'affermazione secondo la quale la mano violenta di un maschio familiare è la prima causa di morte delle donne nella fascia di età 16-44.Affermazione che da tempo circola sui media di tutti gli orientamenti. Tra l'altro ha formato oggetto di un manifesto elettorale di un partito di sinistra ed è stata trasmessa anche da reti Mediaset.
Veramente la fascia d'età presa in considerazione varia a seconda delle diverse fonti, (16-44, 15-50, 18-59) ed anche il termine di confronto muta di natura. Talvolta si tratta del numero delle donne morte di tumore, talaltra di quelle decedute per un insieme, il più diverso, di cause.E' stato anche affermato che la violenza maschile è la prima causa di morte per le donne, senza alcuna indicazione del termine di confronto.Modificando i riferimenti (fasce d'età, motivi e ambiti dei decessi) i rapporti tra i dati cambiano di poco, il loro significato non cambia per nulla.Presento ora i dati (per anno) derivanti da una elaborazione di quelli Istat (media degli anni 2002-2006 - In calce quelli completi) .

Decessi complessivi

Decessi femminili per qualsiasi causa...280.000 (maschi: altrettanti)
Per tumori .......................................... 70.000
Per violenza maschile ...............................140
Per violenza maschile di familiari ..................115

Nella fascia 15-59

Decessi femminili per qualsiasi causa...18.700

Per tumori ..........................................12.300
Per violenza maschile ..............................105
Per violenza maschile di familiari .................90

Il confronto avviene dunque tra numeri che differiscono non di alcuni fattori, ma di interi ordini di grandezza. Nel caso presente, la Sig.ra Beatrice afferma dunque che 90 (ca.) è un numero più grande di 18.700 (ca.).Ciò pone alcuni interrogativi. Come è possibile affermare che 1 è più grande di 100, di 500 e di 1000? Come è possibile che non veniamo colti almeno dal sospetto che le donne assassinate non possono, davvero non possono essere di più di quelle decedute per tumore?Come mai nessuno si avvede di simile enormità?Di fronte ad un tale stravolgimento, ad un rovesciamento di tali proporzioni che individua nei maschi (e nei maschi di casa) il pericolo numero uno per la vita delle donne, come è possibile che nessuno si chieda da dove venga, a cosa miri e quali effettipossa avere una bugia di tali dimensioni e della quale è difficile trovare precedenti?Cosa dice dei maschi una tale stupefacente deformazione? Cosa vuol dire di essi?E cosa tradisce in coloro che l'hanno creata, in coloro che la diffondono e/o che non la denunciano?Quale effetto può produrre nelle donne di ogni età, ma soprattutto nelle ragazze, una simile rappresentazione dell'altro sesso?Di tutto, si può dire, ma non certo stima e benevolenza.E cosa nell'animo delle nuove generazioni maschili? Eppure la buona fede della Sig.ra Beatrice non è in discussione, come non lo è quella di tutti coloro che diffondo quei dati, quelle "verità incontrovertibili".Il che non risolve il problema, lo aggrava.Se siamo ciechi di fronte a queste follie, se prendiamo per buoni questi numeri che pur sappiamo, sentiamo a priori non possono essere veri, quali altre cecità ci colpiscono?Quali diverse oscurità deformano la nostra percezione e quindi anche i nostri sentimenti e i nostri valori? La nostra collocazione nel mondo e il giudizio sugli altri?In particolare, cosa c'è di oscuro, di impensato/impensabile (e forse di inconfessabile) nel conflitto tra i sessi?


Un enigma intrigante, giacché le bugie non vengono al mondo da sole e non sono sterili.

Sono feconde, purtroppo.
Grazie e saluti.

Rino Della Vecchia - Belluno


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Dati completi
I CONFRONTI
"La violenza maschile è la prima causa di morte per le donne!" 140 contro 280.000
"Muoiono più donne per mano maschile che per qualsiasi altra causa nella fascia 15-59!": 105 contro 18.700
"Ne uccidono di più i maschi che il cancro!" 140 contro 70.000
"Ne muoiono più per la violenza domestica che qualsiasi altra causa!" 90 contro 280.000
"Ne uccidono di più i maschi che non il cancro nella fascia 15-59!" 105 contro 12.300
"Ne uccide più l' "amore" del tumore!" 90 contro 70.000

I DATI ISTAT
Morti per anno maschi e femmine per ogni causa 560.000

Femmine 280.000

Patologie del sistema cardiocircolatorio:... 130.000
Tumori .................................................. 70.000
Altre cause .............................................21.000
Patologie del sistema respiratorio .............15.000
Disturbi psichici e del sistema nervoso ..... 15.000
Patologie dell'apparato digerente .............. 12.000
Cause esterne, traumatismi etc. ................ 11.000
di cui per omicidio e lesioni 160

Stati morbosi mal definiti, incerti etc. ....... 4.000
Malattie infettive e parassitarie ................ 2.000
Donne decedute per omicidio e lesioni 160
di cui per mano di donne .................... 20
Donne decedute per omicidio e lesioni per mano maschile 140
di cui:in ambito domestico ............................ 115
nella fascia d'età 15-59 ....................... 105
nella fascia d'età 15-59
di cui: in ambito domestico ... 90

Donne di ogni età decedute per tumori ......... 70.000
Donne decedute per qualsiasi causa nella fascia 15-59 ..... 18.700
Donne decedute per tumori nella fascia 15-59 ............... 12.300