venerdì 3 febbraio 2012

Esempio di disinformazione Femminista

Se volete esempio-fra i tanti che se ne potrebbero fare- della criminale opera di manipolazione e disinformazione di stampo FEMMINISTA in perfetto stile nazista secondo i dettami di Goebbels,basta considerare i titoli di giornale e telegiornale con le annesse e conseguenziali dichiarazioni e iniziative rabbiose e sdegnose dei politici di ogni schieramento, delle associazioni femministe e di tutto il popolobue  in generale, a seguito di una sentenza della Cassazione che in merito alla vicenda di due ragazzi minorenni indagati( indagati, non condannati) per "stupro di gruppo" ha affermato che anche per loro sono legittimi-così come per tutti gli indagati di ogni altro reato-le misure cautelari alternative al carcere(arresti domicliari) in attesa del processo e quindi della relativa sentenza(che potrebbe anche essere di assoluzione, così come potrebbe essere di condanna).

Una provvedimento giudiziario normale che avviene per gli indagati di ogni reato,e che in una società normale non contaminata dalla malvagità e mostruosità Femministe, passerebbe inosservato senza destare questo clima di isteria popolare. E invece apriti cielo.

"Gli stupratori non vanno in galera", "i giudici minimizzano lo stupro di gruppo". Così urlano il popolobue, i media, il mondo politico unito in modo bipartisan.

In realtà, questa sentenza applica una recente sentenza della Corte Costituzionale che aveva bocciato come anticostituzionale un decreto del 2009 che elevava il reato di violenza sessuale al di sopra del diritto giuridico e dei diritti umani(in particolare, sul sacrosanto principio alla presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva). Insomma, un decreto liberticida e antigiuridico.
Prima di spiegare cosa esprime veramente questa sentenza della Cassazione tanto criticata , bisogna premettere due basilari concetti del diritto  che questa  massa di capre(popolo, media, politici) imbruttite dal male e dalla stoltezza non sa e non vuole sapere:

1) L' imputato è presunto innocente sino a prova contraria, cioè  sino all' eventuale sentenza definitiva di condanna. Questo è il principio base e fondamentale su cui si regge non solo il Diritto giuridico ma dei Diritti Umani in generale, e nel diritto italiano tale principio è affermato e garantito nell' art 27 della Costituzione.

2)La condanna alla reclusione per un reato è una cosa, la Custodia Cautelare è un' altra cosa. In base al principio di prima(presunzione di innocenza), un imputato in attesa di processo(e relativa sentenza) teoricamente dovrebbe rimanere in libertà, in quanto presunto innocente. Ma la legge prevede un provvedimento restrittivo della libertà dell' imputato(carcere o arresti domicliari) allorchè ci sia il rischio che  potrebbe fuggire e/o inquinare le prove e/o reiterare il reato di cui è presunto responsabile(oppure che sia stato sopreso in flagranza di reato). Ma questo non è un obbligo, in quanto viene stabilito a discrezione dal giudice, di volta in volta, quando e se egli lo ritiene opportuno.Tale provvedimento viene detto Custodia Cautelare, e non ha nulla a che vedere quindi con il regime di detenzione a seguito di una sentenza di condanna, in quanto riguarda un provvedimento di restrizione della libertà personale per un cittadino che per legge è ancora innocente.

E questa sentenza tanto contestata della Cassazione è avvenuta relativamente non ad imputati già riconosciuti colpevoli di questo reato(e quindi condannati) ma relativamente a degli imputati indagati, in attesa di processo(quindi presunti innocenti)sottoposti in regime di Custodia Cautelare. C'è una bella differenza, quindi. Una differenza che volutamente sfugge in quanto altrimenti non si sarebbe potuto sollevare questo polverone.

Quindi alla luce di ciò cosa c'è di male e scandaloso nella sentenza tanto contestata dalla massa isterica di capre urlanti? Nulla. Dopotutto, seppur presunti innocenti, non sono nemmeno stati messi in libertà ma sottoposti a provvisori arresti domicilari in attesa dell' eventuale sentenza di condanna(la quale se è di condanna farà scattare il carcere obbligatorio definitivo). Se fossero stati messi in libertà sarebbe stato comunque un provvedimento sacrosanto perchè per legge sono ancora innocenti fino a prova contraria. E invece si trovano agli arresti domiciliari-cioè privi di libertà- per un reato di cui potrebbero anche risultare innocenti. E dopotutto sono anche minorenni, cioè bambini. E nonostante ciò il popolo stolto ha pure la sfacciataggine di gridare ad una inesistente "impunità".

 Allora ci si chiederà se ciò che ha stabilito la Cassazione in questa sentenza è così ovvio e così scontato nel diritto giuridico  come mai c'è stato bisogno di una sentenza per stabilirlo? La risposta sta nel fatto che se in questi anni non ci fosse stato questo susseguirsi di mostruosi provvedimenti pro woman in materia di accuse di reati sessuali che hanno letteralmente stravolto il diritto giuridico a riguardo della presunzione di innocenza e relativo onere della prova a carico dell' accusa, non ci sarebbe stato bisogno di questa sentenza della Cassazione che ha ristabilito un principio giuridico ovvio che era stato soppresso a riguardo del reato di violenza sessuale(e solo per questo reato), e quindi non si sarebbe gridato allo scandalo.

E qui sta il motivo di questa sentenza.

Infatti questa sentenza della Cassazione contestata rabbiosamente dal popolo stolto e dai politici, si rifà ad una sentenza della Corte Costituzionale(n. 265 del 2010) che contestava l' obbligo della custodia cautelare in carcere per le persone indagate(non condannate, quindi) di reati sessuali(e solo per questo reato) - stabilito dal famoso "Decreto Antistupri"(Decreto-legge 23 febbraio 2009, n. 11 ) del governo Berlusconi - e che quindi contestava l' aver stabilito per le accuse di reati sessuali un trattamento diversificato rispetto ad ogni altro reato, in sostanza quindi la corte costituzionale contestò  l' aver posto, di fatto, il reato di violenza sessuale al di sopra del diritto giuridico. E infatti tale decreto "antistupri" venne contestato anche dal CSM(consiglio superiore della magistratura). E questo perchè il carcere preventivo in attesa del processo non è mai stato obbligatorio(se non in taluni casi di processi di mafia) in quanto, come detto prima, è un provvedimento a discrezione del giudice nei confronti di una persona presunta innocente, quindi con questo decreto antistupri del 2009 venne stabilito un precedente(liberticida e anticostizionale) nel diritto giuridico.

La Corte Costituzionale giudicò anticostuzionale questa parte del decreto in quanto in contrasto rispettivamente con gli art. 3, 13 e 27 della Costituzione( ecco, quindi, come in nome della Donna, si è disposti anche a violare il diritto giuridico e la Costituzione, alla faccia  della favola "società misogina"  raccontata dalla propaganda politicamente corretta e creduta dal popolaccio boccalone).  Queste cose la massa popolare non le sa, e quindi crede che la Cassazione sia intervenuta appositamente con una sentenza ad hoc per stabilire l' impunità per gli stupratori, e che anzi avrebbe addirittura considerato lo stupro di gruppo come un' "attenuante" rispetto a quello non di gruppo, quando invece la Cassazione ha semplicemente applicato la recente sentenza della Corte Costituzionale che, come detto prima, bocciava l' obbligo del carcere preventivo(in quanto anticostituzionale) stabilito dal Decreto Antistupri del 2009,a prescindere dal fatto se l' accusa di tale reato sia di gruppo o meno, in quanto qui si tratta di indagati(e quindi ancora presunti innocenti) non certo di condannati(in tal caso la pena è maggiore se è di gruppo, così come per ogni altro reato).  Ecco perchè se non fosse stato fatto l' anticostituzionale "Decreto AntiStupri" del 2009, i provvisori arresti domiciliari(in attesa della sentenza) per dei presunti innocenti accusati di un reato sarebbero passati inosservati in quanto conformi ad ordinaria prassi giuridica e giudiziaria.

La Menzogna viene diffusa anche su Facebook
Quindi se la c.d "violenza sessuale" non fosse stata elevata al rango di violenza per eccellenza in nome di una distorta e sessista ideologia femminista(Stuprazionismo) al punto da farla considerare al di sopra del Diritto Giuridico, la Corte Costituzionale e la Cassazione non sarebbero mai state chiamate a pronunciarsi per il ristabilimento di alcune delle più elementari e sacrosante norme del diritto giuridico e processuale che invece la propaganda femminista e mediatica, rigirando abilmente la frittata, ha fatto passare per una sentenza "maschilista" a favore degli "stupratori", in particolare per gli "stupratori di gruppo". E così la realtà dei fatti è stata letteralmente stravolta e capovolta al fine della causa Femminista per infondere nel popolobue la percezione e la convinzione che gli stupratori "non vanno in carcere" e quindi spingere i politici a formulare il prossimo decreto repressivo a anticostituzionale a riguardo della "violenza contro le donne".


Se non volete essere disinformati e trasformarvi in capre,spegnete la tv e non compratevi i giornali.

NOTE
-Dopotutto, la Cassazione e i tribunali in generale che la propaganda femminista tanto li vuole far passare per "maschilisti", sono maestri nell' inventarsi di sana pianta stupri e violenze sessuali che in realtà non sono tali, e questo in forza delle leggi femministe sulla violenza sessuale che oltre ad aver inver invertito l'onere della prova(in barba al diritto delle presunzione di innocenza) hanno esteso in modo arbitrario il concetto di "stupro" a piena discrezione della donna denunciante e del giudice di turno.  Qui solo alcuni dei tanti esempi di aberrazione giudiziaria Femminista:
Cassazione: "E' violenza sessuale la palpata al seno anche se scherzosa":
http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/cronaca/cassazione-sesso/palpata-scherzosa/palpata-scherzosa.html
Cassazione.Baciare l'ex per riconquistarla è violenza sessuale: http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/cronaca/cassazione-sesso/cassazione-bacio/cassazione-bacio.html
Anche una 'manata lampo' sul sedere per la Cassazione è violenza sessuale: http://www.repubblica.it/2006/07/sezioni/cronaca/cassazione-2/manata-lampo/manata-lampo.html
Guarda con insistenza una donna in treno.Condannato a 10 giorni di arresto: http://www.corriere.it/cronache/08_aprile_17/sguardo_treno_condanna_634efb44-0caa-11dd-aecb-00144f486ba6.shtml
 Cassazione: Non pagare la prostituta è stupro:  http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201003articoli/52785girata.asp
E si potrebbe continuare con questa macabra lista di sentenze Femministe in pieno stile nazista.

-Il Decreto AntiStupri del 2009  non aboli solamente la possibilità di arresti domiciliari in attesa di processo(custodia cautelare), ma anche la legge Gozzini e ogni possibilità di sconto o benefici carcerari che invece valgono per gli accusati di ogni altro reato, compresi quelli di omicidio e strage. Ma la Corte Costituzionale si è pronunciata solo in riferimento a quanto concerne la custodia cautelare in carcere. Quindi, purtroppo, il grosso di quell' abominio giuridico rimane ancora.

-Così si espresse il CSM(Consiglio superiore della magistratura) a riguardo del Decreto AntiStupri:    
 "magistrati ritengono che il carcere deve essere deciso da un giudice dopo una valutazione processuale complessiva e non, come demanda il DL[il decreto antistupri, ndb], dalla polizia giudiziaria o dal pm. Estendere ai reati a sfondo sessuale la stessa norma che regola l'obbligatorietà del carcere per i reati di mafia è una forzatura, sotto il profilo tecnico, irrazionale e irragionevole.."

-E' interessante notare come le Femministe di Sinistra si indignano per il pronunciamento della Corte Costituzionale contro un decreto(decreto antistupri) formulato dal governo del-da loro- odiato Berlusconi. Segno che le femministe non sono di sinistra(nè di centro e nè di destra). Si veda anche qui: http://ilvolodidedalo.blogspot.com/2010/12/le-farneticazioni-del-femmicarcerismo.html  e qui: http://ilvolodidedalo.blogspot.com/2010/01/processo-breve-e-reati-sessuali.html

62 commenti:

Anonimo ha detto...

Hahaha.La foto è il ritratto delle femministe.
Basti pensare che le femministe definiscono maschilista chiunque non la pensi come loro.Questo dovrebbe far riflettere.

Optimus Prime ha detto...

Tutto vero. Siamo ancora in alto mare purtroppo, ho letto gentaglia che scriveva "preferisco tutelare le presunte vittime", evidentemente fregandosene dei diritti costituzionali.

JanQuarius ha detto...

Io però mi domando ... ma come fanno a dire di avere radici comuniste? Il comunismo, secondo me era anche meglio del femminismo ... quello vecchio però, non nuovo.

Icarus.10 ha detto...

Infatti, il femminismo(quello di sinistra) ha solo preso in prestito terminologie e parole d'ordine della lotta marxista, ma facendo così si è discostato dalla base ideologica fondamentale della concezione marxista, cioè la lotta di classe, per abbracciare una linea interclassista che invece è l'antitesi dell' ideologia marxiana.

Rino Della Vecchia in questi termini analizza questo stravolgimento:

E’ vero che la Sinistra ha sostituito il conflitto F contro M a quello Proletariato/Borghesia, ma non si tratta di una sostituzione omologa, bensì del suo stravolgimento.
Infatti la divisione Proletariato/Borghesia opera un taglio orizzontale nella società mentre quella F/M è una divisione verticale, come quella tra popoli, etnie, razze, religioni, culture, lingue.Passando dal proletariato alle femmine, la Sinistra non ha sostituito il soggetto storico della lotta di classe (che si sviluppa sul piano orizzontale) . Ha fatto ben altro: ha abbandonato la partizione orizzontale per sostituirla con una verticale.
Perché la divisione F/M non è orizzontale, è verticale. E’ identitaria e geneticamente fondata.


Poi è altresì vero che anche il genere sessuale(Gender)può essere concepito in senso lato come una classe(seppur non sociale, perchè la classe nel senso marxiano del termine richiama ad una categoria sociale), e quindi il Femminismo può essere considerata come una ideologia classista. Ma questo è ancora un altro discorso.

JanQuarius ha detto...

Grazie della risposta icarus! Scusa se rispondo io, così tardi.
Comunque è stato proprio oggi il momento in cui mi sono aperto un mio vecchio quaderno nel quale mettevo degli appunti quando frequentavo un centro che informava i giovani. Poi guardo, e trovo un foglio, sul quale erano elencate i vantaggi e svantaggi di essere maschio e femmina. Era un gruppo di dottori quello. Capisco solo ora la loro ignoranza leggendo questo tra gli svantaggi di essere femmine:
"le donne hanno uno stato sociale più basso" ... te lo giuro, ho scoppiato a ridere dopo aver visto quella stupida ed ipocrita scritta. A quel epoca avevo 13-14 anni ... non notavo questi dettagli, ora invece sì.
Jan

Icarus.10 ha detto...

Ma figurati, Jan, grazie a te!
Purtroppo quello ti capitò leggere e sentire, è comune a moltissimi uomini, che sin dall' infanzia si sentono dire che gli uomini sono gli "oppressori", mentre le donne le "vittime e discriminate", sempre, ovunque e comunque. E purtroppo non è facile rendersene conto a 13-14 anni di questo imbroglio.Anzi, non lo è per qualsiasi età. Il fatto che io,te e tutti gli altri che si occupano di questione maschile, ce ne siamo resi conto è tutto a nostro favore, e da ciò dobbiamo partire per risvegliare la maggior parte degli uomini che purtroppo, loro malgrado, non sono all' occorrente di questo colossale imbroglio, e quindi credono di essere "oppressori" anche se magari stanno a massacrarsi sulle impalcature o nelle acciaierie per dar da magiare le loro mogli "oppresse" che invece con uno schiocco di dita possono mandar in mezzo alla strada il loro marito depredandolo di casa, figli e averi, oppure farlo sbattere in galera con una falsa accusa senza che siano tenute all' onere della prova. E questo grazie alle leggi fatte da uomini.
Questo è quello che chiamano "Potere Maschile".

Optimus Prime ha detto...

Noto che purtroppo sta ancora girando su Facebook questa menzogna.

Icarus.10 ha detto...

Proprio per questo è necessario diffondere questo articolo in ogni angolo di rete. Diffondetelo, mi raccomando.

Anonimo ha detto...

Ottimo articolo.
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Sbaglio o la Franzoni (Cogne) attese il processo a piede libero?
Vi risulta che qualcuno abbia avuto da obiettare?
E non è sempre così per le madri infanticide? (che in genere non vanno in prigione neppure da colpevoli).
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Lo stravolgimento sistematico del senso e delle motivazioni delle sentenze è uno dei capitoli più aberranti di quest'epoca. Vanno sotto il titolo di "sentenze shock!" come questa, appunto, in cui viene applicato il principio secondo cui ...chi non è condannato non è ancora colpevole.
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Invece - secondo il femminismo - dovrebbe esserlo, visto il tipo di imputazioni. Perciò galera subito e in ogni caso, poi si vedrà. Qui forcaioli e "garantisti" la pensano allo stesso modo.
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Due giorni fa l'assassino di una donna è stato dichiarato infermo di mente e spedito in ospedale psichiatrico. Altro scandalo.
Nessuno nega che un pazzo possa uccidere un maschio, ma se uccide una femmina allora non può essere un malato di mente.
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Non c'è fine a questa infamia cui il popolobue (come usi dire) aderisce ciecamente.
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Continuiamo la ns battaglia.
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Rino DV

Icarus.10 ha detto...

Già. la Franzoni è andata in giro per le tv, e non solo prima che fosse processata ma anche dopo le sentenze di primo e secondo grado nelle quali fu riconosciuta colpevole, è andata al fresco solo dopo la sentenza definitiva di Cassazione(ma verrà scarcerata presto in virtù degli sconti e leggi Gozzini varie che invece sono stati soppresse solo per gli uomini a riguardo delle di reati sessuali). Immaginiamoci se al posto suo fosse successo per uno stupratore, cosa avrebbero detto e fatto. Ma non sarebbe mai successo, quindi è una questione che non si pone nemmeno. Dopotutto la "povera" Franzoni tra le donne infanticide è quella che se le è passata meno bene, perchè almeno lei una condanna, seppur blanda comunque l'ha subita, mentre le altre infanticide a stento subiscono(se proprio il giudice è severo e inflessibile con loro, cosa che succede piuttosto raramente), una pena di 1 anno(e nemmeno da scontare in carcere).
A parti invertite ciò non avviene per gli uomini, e allora mi chiedo come si possa sfacciatamente definire questa società "maschilista" se le donne a parità di situazione non solo non vengono sfavorite(in una società maschilista verrebbero sfavorite appunto) ma addirittura avvantaggiate.

p.S: per quanto riguarda il commento riservato, figurati nessun problema, ti ringrazio di nuovo.

Icarus.10 ha detto...

Ricevo una email da parte di una donna la quale nonostante dice di non essere femminista, ha distribuito una bella dose di insulti nei miei confronti e ha affermato gli stessi luoghi comuni femministi, cioè che:

1) Lo stupro è punito in modo lieve. Evidentemente non ha letto questo articolo, o meglio si è limitata a leggere le prime tre o quattro righe. Se l'avesse letto tutto avrebbe constatato che il reato di violenza sessuale è quello più trattato severamente, al punto da fargli toccare l'incostituzionalità e la violazione del diritto giuridico, cose che invece sono garantite per per gli accusati di tutti gli altri reati(omicidio e strage, compresi) proprio perchè il Diritto è sacro e inviolabile. Eccetto per gli uomini accusati da una donna di un reato sessuale..
Inoltre se avesse letto tutto questo articolo, conoscerebbe la differenza che c'è tra custodia cautelare ed espiazione della pena, cioè tra indagato e condannato.

2) Dice che le donne erano tenute in ombra. Forse alludeva al fatto che alle donne erano assegnati ruoli quasi esclusivamente domestici. Che invece la propaganda femminista ha fatto passare per "oppressione", non dicendo invece che se le donne stavano in casa è perchè erano esentate e protette dagli uomini dalla difficile situazione che la vita offriva a quei tempi, infatti a quei tempi c'erano solo lavori massacranti(miniere campi, costruire case, ponti, etc) e guerre, cose che invece toccavano agli uomini, loro malgrado, in nome della protezione della donna: "prima le donne e i bambini". Questo è da sempre stato il paradigma sociale e morale su cui la società umana ha impostato i rapporti tra i due sessi, in ogni luogo e tempo. Sarebbe ora che la si smettesse con questa Cavalleria. Altro che "oppressione", "discriminazione". L' "oppressore" che muore a posto dell' "oppressa". Bè, se questo significa essere "oppressi", voglio essere io un oppresso :-D
Chi deteneva(e detiene) il Potere non erano(e non sono)gli uomini ma una piccola cricca, elite, di sovrani, nobili, ieri) e governanti e magnati, oggi.

Per quanto riguarda il diritto di voto va detto che esso è recente, infatti il suffragio universale è nato solo all' inizio dell' 900, e prima che il voto fosse assegnato anche alle donne, passarono solo una ventina d'anni al max(in Italia qualcosa di più solo perchè ci fu la lunga parentesi del fascismo che abolì il voto),quindi non c'è stato chissà quanto tempo,dopotutto se inizialmente il voto fu assegnato solo ai cittadini maschili non era per una discriminazione ma perchè il diritto di voto era legato all'esercizio del servizio militare di cui le donne con loro fortuna erano esentate. Voi cosa preferiste fare: non avere il diritto di voto o avere il diritto di voto a patto di andare a fare il servizio militare obbligatorio per almeno 5 anni(a quei tempi tanto duravano) ed essere chiamati alle armi a morire in una guerra(a quei tempi erano all' ordine del giorno)? E Nonostante ciò, dopo appena qualche anno, anche le donne ebbero il diritto di voto pur essendo esentate dal servizio militare, mentre gli uomini per avere tale diritto dovevano(e devono, dove è ancora presente il servizio militare obbligatorio) prestare l' atroce servizio militare, pena la galera, l' interdizione dai pubblici uffici e l' esclusione dal diritto di voto. E questi sarebbero stati e sono gli "oppressori", vero?

Inoltre faccio presente a questa persona che mi ha scritto che non è con gli insulti che si dialoga.

Meme ha detto...

Sinceramente? Trovo un po' ridicolo che tu consideri i miei degli insulti, ma in ogni caso ti chiedo scusa: non volevo urtare la tua sensibilità.
Comunque...non mi riferivo affatto ad una punizione legale dello stupro, ma di tipo morale. Alleviare la pena se è di gruppo? E considerare il fatto che la ragazza fosse o meno vergine? Mi sembrano tutti segnali di una scarsa attenzione morale verso questo crimine, come verso altri si sta affievolendo negli ultimi tempi. Trovo davvero assurda la presunzione con cui affermi che in realtà la donna non è stata oppressa nella storia! No certo, infatti è stata protetta dalle brutture del mondo. Assolutamente ASSURDO. La donna è stata sempre privata della possibilità di esprimersi, è stata relegata all'unico scopo di sfornare figli. Ma sul serio riesci a credere che, per esempio, nell'antica grecia la donna fosse reclusa in remote stanze della casa perchè fuori il mondo era troppo pericoloso, crudele e faticoso? La tua visione è distorta. La questione della leva militare poi, beh, non è certo colpa delle donne se solo gli uomini hanno dovuto affrontare le brutture della guerra in prima linea! E' ovvio che nessuno avrebbe arruolato una donna, perchè veniva considerato il sesso debole, perchè doveva stare a casa, perchè il suo compito era quello di allevare i figli. Non è stata certo una scelta del genere femminile. Parli con una amarezza e una convinzione che mi spaventano, e lo fanno perchè trovo temibili le tue idee, spero non largamente condivise.
Per quanto riguarda il diritto di voto, era solo un esempio della minor considerazione che veniva data alla donna in quanto tale, di qualsiasi classe sociale ella fosse. In fine, che dire, mi sembra inutile discutere con te per il semplice motivo che a questo commento, che spero non cancellerai come il precedente, risponderai con tante buone argomentazioni credibili e solide, ma che sono deboli di fondo, alla base, costruite su una visione falsata di quello che è stato ed è il mondo reale. Se vuoi essere tu l'oppresso, accomodati pure.
Consiglio a voi tutti " Una stanza tutta per sè" di Virginia Wolf... chissà che non riesca ad aprire uno spiraglio nella vostra mentalità chiusa. In quanro a noi, non ci capiremo mai, perchè tu consideri chiusa la mia mentalità ed io la tua, e finchè saremo entrambi convinti fermamente di quello che sentiamo e pensiamo, non c'è possibilità di un punto d'incontro.

Icarus.10 ha detto...

Trovo un po' ridicolo che tu consideri i miei degli insulti

"cieco disgustoso" e "schifoso"..a casa mia sono considerati insulti. Dopotutto il tuo commento era ed è largamente off topic rispetto al contenuto dell' articolo(che manco hai letto se non le prime due righe)

Alleviare la pena se è di gruppo?

Nessuno ha alleviato nulla, tu non solo non hai letto questo articolo ma non hai letto nemmeno le notizie distorto che hanno detto le tv a riguardo, ma parli per sentito dire attenendoti alle leggende metropolitane.

Trovo davvero assurda la presunzione con cui affermi che in realtà la donna non è stata oppressa nella storia!

Sono stati oppressi uomini e donne dal Sistema di potere. La storiella della "oppressione di genere" è una balla oggi diventata luogo comune e come tale creduta da quasi tutti, frutto di una interpretazione disonesta e ideologica della diversità di ruoli che in passato c'era tra uomini e donne. Già, ti ho spiegato il motivo prima, ma tu non leggi in quanto hai la mente ottenebrata dalla martellante propaganda e indottrinamento femminista.

La donna è stata sempre privata della possibilità di esprimersi

Poi, però, intanto mi citi Virginia Woolf che non solo era donna ma pure femminista, e della peggiore specie. Per non parlare della Marie Curie che nonostante fosse donna ciò non le impedì di ricevere due(ripeto, due) premi nobel, mentre scienziati uomini per molto di più che hanno fatto a stento hanno ottenuto un nobel..figuriamoci due. Quindi come vedi quando le donne avevano le capacità e la voglia di esprimersi sono riuscite a farsi riconoscere. Se sono state poche le donne scienziate, pote, artiste è perchè in questi campi gli uomini riuscivano e riescono meglio.

Ma sul serio riesci a credere che, per esempio, nell'antica grecia la donna fosse reclusa in remote stanze della casa perchè fuori il mondo era troppo pericoloso, crudele e faticoso?

Si dà il caso che anche nell' antica Grecia le guerre erano all' ordine del giorno, così come non essendoci ancora tecnologie , i lavori erano solo ed inevitabilmente massacranti. Che le donne nell' antica Grecia(così come altrove) fossero relegate nelle stanze, questa è una balla. Al contrario nell' antica Grecia, così come altrove, era messa molto in risalto la figura della donna, basti considerare quanto successo riscosse la figura di Antigone nella ben famosa tragedia di Sofocle, segno che la società greca(così come tutte le altre società) aveva in così grande considerazione la figura della donna(anche fin troppo, basti considerare che nell' antica Grecia nacque anche il mito della Amazzoni)

La questione della leva militare poi, beh, non è certo colpa delle donne se solo gli uomini..

Non è questione di colpa o non cola, ti avevo fatto questo esempio per dimostrarti come non sia possibile che un "oppressore" dispensi l' "oppresso" dalle mansioni più massacranti e rischiose.

Per quanto riguarda il diritto di voto, era solo un esempio della minor considerazione che veniva data alla donna in quanto tale

Già ti ho spiegato prima che quando nacque il suffragio universale il diritto di voto era legato all'esercizio del servizio militare: in poche parole, sono un potenziale soldato era considerato degno di votare. Ma nel giro di pochi anni, questo principio venne abolito per quanto riguarda le donne, ma continuò a valere per gli uomini i quali se volevano il diritto di voto dovevano andare prima a fare il servizio militare(oltre a non dover finir in galera)
(continua)

Icarus.10 ha detto...

(segue)

ma che sono deboli di fondo, alla base, costruite su una visione falsata di quello che è stato ed è il mondo reale

Tu invece non hai usato nessuna argomentazione, nemmeno la più debole, ma hai ripetuto a pappagallo i soliti luoghi comuni femministi di cui quasi tutti sono imbevuti. E poi sarei io quello che falserebbe la realtà. Azz!


Se vuoi essere tu l'oppresso, accomodati pure.

Io non sono oppresso, ma non lo sei nemmeno tu, perciò basta con la vostre ciance vittimistiche.

perchè trovo temibili le tue idee

Le idee fuori dalla massa sono temibili per chi ragiona secondo la logica della massa, cioè del popolo caprone. Ovvio che sia così. Tu stai in compagnia nelle tue vedute con presidente della Repubblica, con le tv, con i politici, con il popolo bue: le donne sono "oppresse" e gli uomini gli "oppressori".

Consiglio a voi tutti " Una stanza tutta per sè" di Virginia Wolf...

Vuoi che non sappia cosa diceva la Wooolf? Lo so cosa diceva, stà tranquilla. Piuttosto tu leggi qui: Questa Metà della Terra" di Rino Della Vecchia e Il Mito del Potere Maschile di Warren Farrell

E meno male che avevi detto di non essere femminista.

Icarus.10 ha detto...

p.S: Voglio aggiungere ancora un' altra cosa ai miei tre commenti di prima in risposta a te,

"alleviare la pena se è di gruppo?"

Ma che stai dicendo? Io non guardo la tv, ma stiamo messi veramente male se la tv femminista ha fatto credere al gregge di caproni e di capre che lo "stupro di gruppo" sia stato considerato un attenuante da questa sentenza. Un reato commesso in gruppo, qualunque sia-stupro o no-per il codice penale è sempre un' aggravante, quindi la pena prevista è sempre maggiore rispetto al medesimo reato commesso da un singolo. La sentenza della Cassazione non era certo intervenuta per attenuare o aggravare una pena.


"Mi sembrano tutti segnali di una scarsa attenzione morale verso questo crimine"

Ma in che mondo vivi? Vivi nella menzogna e credi che sia Verità. Ogni giorno ci sono tanti e tanti efferati crimini che quasi passano inosservati, mentre basta una denuncia di stupro e subito le tv e giornali strillano in prima pagina, con i politici a destra e a manca che promettono leggi più repressive e nell' opinione pubblica si creano sentimenti così rabbiosi e istiganti al linciaggio al punto che nemmeno in carcere gli accusati o condannati per stupro stanno sicuri in quanto rischiano il linciaggio da parte degli altri detenuti. Ti risulta che per ogni altro reato, anche il più efferato, avvenga altrettanto?. Non mi pare proprio.


Ecco cosa ha creato il femminismo, ha letteralmente capovolto la realtà manipolando i fatti a suo uso e consumo. Tu dici che temi le nostre opinioni, io invece temo che nessuno quasi ragiona più e che quindi prende per oro colato la prima stronzata che sente in tv o al bar..

NumberTen ha detto...

Ciao, sono Andrea di Af: anch'io ho deciso di creare un blog ;)

Per il resto, sai come la penso. Il femminismo e la logica non sono mai andati d'accordo, d'altronde parliamo di un movimento sessista formato da delle fanatiche "naziste" che odiano a morte gli uomini. Insomma, per loro non siamo nient'altro che cittadini di Serie B: in parole povere, non contiamo un cazzo. E, in una situazione normale, la prima risposta che mi verrebbe in mente è "sti cazzi". Il problema è che le loro idee deliranti vengono prese sul serio da diversa gente. Ormai siamo al delirio totale. Fra un po' che faranno? Chiederanno di farci chiudere in un campo di concentramento solo perchè siamo maschi e quindi potenziali stupratori? Nel caso specifico, i Diritti Umani maschili non contano niente davanti ad una donna.

Anonimo ha detto...

Dice di non essere femminista, ma lo è nella sua integrale interpretazione delle cose. E' una femminista praticante.
1- Come a quasi tutte, la reale situazione "non le risulta".
La severità assoluta delle punizioni antimaschili non la vede.
Questa, ad es.:
http://www.venetouno.it/notizia/28215/mano-morta-a-scuola-bidello-condannato
Qui si tratta di un delitto, che se anche fosse stato compiuto, avrebbe comportato una offesa, un danno psicologico. Esiste qualcosa di simile a rovescio? In che modo una donna può oltraggiare un uomo?
Esiste un reato di lesa dignità maschile? Qual è?
2- Usa il passato, vero, semivero, falso, come tutte le femministe per
criminalizzare gli UU del presente.Come usano l'altrove (le lapidazioni in terra Islamica, gli stupri di massa in Bosnia etc.) per colpire gli uomini qui ed ora.
3- Non vede le contraddizioni insanabili nelle sue stesse affermazioni. La casalinga era ed è vittima, alle dipendenze del marito, pratica un lavoro non retribuito? Allora ciò deve valere anche per i 40.000 maschi casalinghi. Ma Fiorenzo Bresciani leader dell'ASUC (vedi sito) non mi ha mai detto di lavorare senza stipendio, non denuncia di essere "relegato in casa". Solo le casalinghe lavorano gratis, i casalinghi invece sono pagati.
E infatti lo sono, visto che vivono al pari delle rispettive che portano a casa il reddito comune.
Ma il contrario non lo si vede, mai.
4-E' vero invece che è impossibile il dialogo. E' così.
Quanto agli insulti, essi sono una manna per noi: confermano ciò che diciamo: che c'è malevolenza verso gli uomini.
Ma in parte anche in buona fede: queste donne (come anche gli uomini) sono state istruite dal femminismo e percepiscono ogni parola maschile come una minaccia.
Per esse noi siamo una banda di malandrini o peggio, che aspirano alla controvendetta.
Purtroppo è così che ci vedono.
Ma noi andiamo avanti lo stesso, senza rancori e senza risentimenti.
Lottiamo per restituire agli uomini il diritto morale di esistere.
Rino DV

Icarus.10 ha detto...

Ciao Andrea, auguri per il blog ;)
Rino, purtroppo quando la menzogna è così radicalizzata e affermata cade anche la differenza tra cattiva fede e buona fede, perchè la sostanza è quella: si crede alla menzogna e di conseguenza si pensa e si agisce in base a ciò. La maggior parte delle donne crede veramente di essere "oppresse" solo per il fatto di essere donne, così come molti uomini credono di essere "oppressori" solo per il fatto di essere uomini. Le implicazioni comportamentali sono ovvie.Se "Meme" è in buona fede la invito a leggere e a informarsi sui nostri spazi, magari se avrà abbastanza intelligenza e onestà intellettuale potrà accorgersi che le cose non vanno esattamente come le sono state dette e come le ha sempre credute. Se invece non è in buona fede, come non detto.

NumberTen ha detto...

Mi auguro che Meme sia un troll. Le prove di questa fantomatica oppressione passata e presente quali sarebbero? Ah, ciò che dicono le femministe, ossia delle signore che ammettono tranquillamente di odiare gli uomini. E le statistiche che ovviamente, a parti invertite, ossia quando le donne sono più numerose degli uomini in qualsiasi settore, significano SUPERIORITA' FEMMINILE. Le donne hanno una marea di aiutini sessisti che le favoriscono nel lavoro? Pazienza: sono meno numerose, quindi discriminate.

Cara Meme, ma tu sei veramente convinta che in una società dura come quella del passato la donna potesse avere un ruolo diverso? Già oggi, nonostante la tecnologia attuale, senza aiutini sessisti/maschili sareste FINITE. Alcuni esempi: cosa succederebbe se gli uomini decidessero di non far più i lavori pesanti? Povere donne. E se gli uomini decidessero di non proteggervi più? Povere donne. E se i test per l'accesso alle forze armate dovessero diventare "paritari". Addio soldatesse, poliziotte, etc etc. Insomma, povere donne. Vi rendete conto che per poter imitare gli uomini avete bisogno, come gli handicappati, di essere aiutate (quote rosa, incentivi per l'imprenditoria femminile, etc etc)? E il bello è che nemmeno con gli aiutini riuscite a dominare il Mondo, non a caso tirate fuori il maschilismo per pararvi il culo, un po' come le squadre di calcio che parlano sempre dell'arbitro perché non vincono mai ahaha

Ovviamente voi lo sapete e ciò vi crea una marea di complessi di inferiorità ma, il vostro ego, vi impedisce di ammetterlo e infatti, proprio per questo motivo, cercate di nascondere i vostri fallimenti gettando merda su merda sugli uomini, dando di fatto origine alla misandria e al male bashing.

"Noi donne siamo superiori, abbiamo una marcia in più, etc etc". "Gli uomini sono inferiori, stupidi, etc etc".

Capito, il nuovo sesso forte? Patetiche...e complessate. Più rosicate più godo! Onore alle vere donne: loro si che meritano rispetto.

Meme ha detto...

Io non sono nè una fanatica nè tanto meno odio nessuno.
Facendo un liceo classico fidati che conosco molto bene il mondo greco. Quello che hai detto non è assolutamente vero: la donna non era messa in risalto ma nascosta e le eroine femminili di cui parli sono certo state figura di grandi donne ma sempre e comunque, cosi nel teatro come nel mito, la donna era alla fine messa in luce come il personaggio più debole. Forse lo confondi con l'esaltare dei modelli di condotta ideali che dovevano tenere queste donne ( grandi padrone in casa, estraniate dalla politica, fedeli ed obbedienti ecc ecc..). Solamente nell'ambiente spartano la cosa era un po' diversa, ma non molto. Tanto è vero che nell'antica grecia l'amore per una donna era considerato un amore sporco, un amore utile solo alla PROCREAZIONE. L'amore puro, l'unico vero ed autentico, era quello tra gli uomini. A parte questa precisazione che mi sembrava doverosa visto che pareva sottointendessi che io fossi un ignorante ( quale sono per molte cose e sono contenta di saperlo ammettere), mi sorprende il vostro brutale accanimento e le vostre risposte. Mi ha fatto un po' ridere leggere che il motivo per cui mi " fa paura" il vostro pensiero è perchè è un pensiero che si eleva sopra le masse e quindi il diverso fa sempre paura. Mi dispiace dirti che non c'hai azzeccato. Mi fa paura perchè lo trovo un pensiero orribile, non certo perchè è diverso.Concordo col fatto che alla fine, che maschi che femmine, tutti sono stati oppressi dallo stesso potere al di sopra di loro ecc, ecc. Ma non era questo il punto. E comunque Virginia Wolf( mi è venuto un brivido quando ho letto " femminista della peggior specie".... specie???????????????????????), se proprio lo vuoi sapere, fu costretta a pubblicare molti dei suoi libri sotto il falso nome di un uomo perchè qualcuno li leggesse. In ogni caso è certo, che già al suo tempo la coscienza maschile verso la questione femminile si era già sensibilizzata. Non dubito che non sappiate chi sia la Wolf, non l'ho mai detto. E se avete già letto quel libro, che dire! Rileggetelo con uno spirito nuovo. Sentir definire le femministe delle nazziste che odiano gli uomini non è solo offensivo, ma anche superficiale.
Sono un po' stanca di sentirvi dire che credo in quello che mi hanno inculcato. Ho scelto la mia scuola proprio perchè voglio sviluppare il mio pensiero critico e non restare passiva di fronte a ciò che mi viene detto. In fine ti voglio dire che sono in buona fede certo,ma in buona fede non vuol dire che devo accettare o condividere la vostra visione delle cose. Una domanda.. quindi secondo voi le grandi manifestazioni femministe, le donne che scesero in piazza in milioni, erano tutte delle affamate di diritti che non appartenevano loro o che avevano già? Come mai se non sono mai state oppresse, hanno sentito il bruciante bisogno di far vedere chi erano? di emergere dall'ombra? Ah, sono contenta che tu abbia citato alcune donne di successo che hanno ottenuto gratificazioni per la loro intelligenza e per il loro lavoro come i nobel, m stiamo parlando di tempo recenti in cui grazie a Dio tutto ciò fu possibile per l' evoluzione della consapevolezza dell'uomo verso la donna( inoltre da come la metti tu sembra addirittura che la donna venga favorita al posto dell'uomo.. mah!). Ah, hai ragione, dopo pochissime righe del tuo articolo ho sentito l'impellente bisogno di scrivere quel commento che hai prontamente eliminato all'inizio e quindi non l'ho finito. Lo finirò certo, e seguirò quanto dici per saperne di più. Per ora resto convinta che non sia stato nè tutto bianco nè tutto nero, che la donna sia stata privata di una voce in capitolo per molto tempo, e che ancora oggi, come tutti, deve lottare perchè venga ascoltata.

Icarus.10 ha detto...

la donna era alla fine messa in luce come il personaggio più debole.

Già, e infatti non ti rendi conto dei vantaggi che comporta l' essere considerati come appartenenti ad una categoria "debole": esenzioni, dispense, trattamenti diversificati, etc. Ecco perchè da sempre la donna ha rivendicato questo stato e ruolo, e questo anche ipocritamente a seguito delle rivendicazioni femministe che a detta dei luoghi comuni sarebbero "paritari": la Cavalleria, il "prima le donne e i bambini", "le donne non si toccano nemmeno con un fiore"(e gli uomini, invece, sì?), etc. Insomma la donna ha sempre chiesto negli uomini i requisiti di protezione verso di lei, e gli uomini(la grajn parte) da sempre si sono attivati in questo senso, spesso a scapito di altri uomini(logica competitiva). Vedi anche qui.

Forse lo confondi con l'esaltare dei modelli di condotta ideali che dovevano tenere queste donne ( grandi padrone in casa, estraniate dalla politica, fedeli ed obbedienti ecc ecc..).

E invece sai quali erano i modelli ideali di uomo proposti e diffusi? Lo sai bene, credo: Achille, Ettore, Ulisse, etc..cioè il combattere e morire e sacrificarsi per difendere le proprie donne, la propria famiglia,la propria città, la propria civilità. Ed è stato sempre questo il modello di maschilità che da sempre le donne hanno preteso e ottenuto dagli uomini e su cui da sempre è stato impostato il rapporto e il ruolo dei sessi nella società, in ogni tempo e luogo: protezione e sicurezza. Francamente vedo molto meno difficile seguire il modello vecchio stampo di casalinga che non quello inerente alla sacrificabilità maschile al servizio della donna. Ecco perchè le donne non solo si ribellarono mai a questo modello ma lo hanno sempre preteso e ottenuto.Ma la propaganda Femminista, in barba a quello da sempre è stato il volere femminile, è stata capace addirittura di interpretare ciò come una "oppressione" e "potere maschile", stravolgendo così la storia e i fatti.

.Tanto è vero che nell'antica grecia l'amore per una donna era considerato un amore sporco, un amore utile solo alla PROCREAZIONE

Ma che dici. L'amore verso la propria donna da sempre è stata esaltato da poeti, artisti e scrittori in ogni tempo e luogo.

E comunque Virginia Wolf....se proprio lo vuoi sapere, fu costretta a pubblicare molti dei suoi libri sotto il falso nome di un uomo perchè qualcuno li leggesse.

Io ho letto qualche libro della Wolf, ma non mi pare che si spacciasse per uomo. Ad ogni modo mentre la Wolf se ne stava bella comoda seduta su una scrivania a pontificare, gli uomini subivano le massacranti condizioni della Rivoluzione Industriale per dar da mangiare alle loro mogli "oppresse"
In ogni caso è certo, che già al suo tempo la coscienza maschile verso la questione femminile si era già sensibilizzata.

Guarda che non solo le donne erano tenute all' ombra, ma anche gli uomini. La stragrande maggioranza delle persone viveva in una situazione di emergenza. Tu dici che le donne vievano "in ombra" e quindi non avevano l'occasione di farsi riconoscere, eppure nonostante oggi le donne siano maggioranza tra gli studenti, tra i laureati, e anche nel corpo insegnante(e quindi non vivono certamente in ombra e possono benissimo esprimersi), nei campi della scienza, tecnologia, arte, filosofia prevalgono sempre gli uomini, e questo perchè semplicemente ci sono campi in cui mediamente gli uomini riescono meglio(scienza, arte, tecnologia, etc), e altri campi in cui mediamente le donne riescono meglio. Tutto qui.

Icarus.10 ha detto...

segue)
Sentir definire le femministe delle nazziste che odiano gli uomini non è solo offensivo, ma anche superficiale.

Guarda, io non lo ho mai messa dal punto di vista dell' "odiare gli uomini", in quanto oltre al fatto che anche l' odiare rientra nella libertà di pensiero,non posso dire se se questa o quella odia gli uomini in quanto l' odio è un sentimento privato e pertanto non è mia intenzione fare un procersso alle intenzioni. Preferisco piuttosto parlare di Femminismo, cioè di un modo di pensare oggi dominante-e quindi abbracciato e fatto proprio dalla maggior parte delle donne oltre che da non pochi uomini-nel considerare il rapporto tra maschilità e la femminilità in un' ottica completamente sbilanciata a favore di quest' ultima. A prescindere se ci si autodichiara femminista o meno. Conta la sostanza.

Una domanda.. quindi secondo voi le grandi manifestazioni femministe, le donne che scesero in piazza in milioni, erano tutte delle affamate di diritti che non appartenevano loro o che avevano già?
Le tante donne che scesero in piazza lo fecero per chiedere e ottenere le leggi sul divorzio e l' aborto. Non certo perchè erano oppresse, anche se loro si consideravano tali perchè fu fatto loro credere che aborto e divorzio fossero diritti ed espressione di libertà.

mi sorprende il vostro brutale accanimento e le vostre risposte.

Hai una percezione un pò distorta delle cose. Dove la vedi la "brutalità"?chi ha offeso nel primo commento(che ho cancellato) sei tu.

Lo finirò certo, e seguirò quanto dici per saperne di più.

Bene. Vedrai che approfondendo capirai che le cose non vanno esattamente come credi, e che noi non siamo certo delle persone che odiano le donne. Noi crediamo che il male e il bene non abbiano sesso, a prescindere quindi se si è maschi o femmine. Ecco perchè combattiamo il Femminismo.

X Andrea:Caro Andrea, "Meme" non è un troll, ma una studentessa che ha un suo blog e che ha espresso opinioni in linea con la mentalità oggi comune, quindi nulla di cui stupirsi.. Il Troll è un' altra cosa. Dopotutto anche gli uomini non femministi(a cominciare da Rino)che hanno commentato sulla 27ora del Corriere per contestare le fregnacce femministe propinate da questo giornale, sono stati liquidati come "Troll". Cerchiamo quindi di non fare gli stessi errori del femminismo.

Anonimo ha detto...

Icarus:
>>
purtroppo quando la menzogna è così radicalizzata e affermata cade anche la differenza tra cattiva fede e buona fede, perchè la sostanza è quella: si crede alla menzogna e di conseguenza si pensa e si agisce in base a ciò.
>>
Questo è verissimo, buona o malafede gli effetti sono gli stessi. Anzi, la buonafede è anche peggiore perché consolida il "credente" e lo rende impermeabile ad ogni contestazione.
La Meme - lo dico senza offesa - è un esemplare tipico, uscita dal calco formativo dei tempi odierni. istruita sulle verità femministe. Del resto altre non se ne sentono. Non esiste un racconto maschile del passato e del presente. Quello che c'è è femminista. Bisogna capirla.
C'è a priori dell'ingenuità disarmante: crede di essere critica perché ha fatto il liceo (classico) e quindi ha studiato (un po') di filsofia, o meglio di storia della filos. Ma l'esser capaci di critica non ha nulla a che vedere con il corso studi seguito, né con il livello di istruzione. Bastasse questo, saremmo a posto.
Invece fior di filosofi, psicologi, sociologi, gente studiatissima, se ne sta allineata e coperta sul pensiero comune, universale, quello della massa. Si tratta letteralmente della massa degli intellettuali di massa.
Che la filosofia e lo studio del greco e del latino rendano "critici" è una balla autocelebrativa dei liceali. Ossia dei figli delle classi alte.
La criticità nasce dal coraggio e dalla capacità di rinunciare ai benefici del conformismo. La capacità di superare la solitudine e l'ostracismo. Persino quello di antiche amicizie che vengono messe a repentaglio.
Rino DV

Meme ha detto...

Devo di nuovo dissentire. L'amore per la donna come tu dici decantato era molto più raro di quello per l'uomo, di matrice per lo più sessuale e comunque sempre rivolto a rapporti extraconiugali, quindi donne di svago, non le donne con cui costruire un vero legame: infatti le donne che loro " amavano" ( e lo metto tra virgolette perchè a me sembrava per lo più fervore poetico e passione carnale che i greci sapevano quando volevano elevare a " spirituale")non erano certe degne comunque di un matrimonio o di un legame. Per il commento lasciato da NumberTen... beh, non mi esprimo. Io credo che voi stiate facendo un errore madornale: nessuno dice che le donne siano migliori degli uomini, è proprio questo il punto, è la PARITA'. Nel mondo di oggi in alcuni ambienti è ancora la donna a subire le difficoltà maggiori( è molto più comune che nel mondo dello spettacolo per esempio, sia chiesto ad una donna di vendersi per ottenere qualcosa piuttosto che ad un uomo). I favoritismi di sesso? Io non li trovo affatto una cosa positiva e non sono certo frutto del femminismo. Non credo che una donna troverebbe gratificante arrivare da qualche parte nella vita perchè magari è di bell'aspetto, o perchè semplicemente è stata dotata di un paio di tette. Come fate a vedere questo genere di, come dite voi" favoritismi", come un fattore a nostro vantaggio????? E' invece una cosa ignobile a cui nessuno dovrebbe abbassarsi mai. Ma purtroppo, molti uomini e donne di tutto il mondo arrivano a fare determinate scelte degradanti per il dio denaro. E fin qui, ci siamo, lo sappiamo tutti. Altra cosa. Che il diivorzio e l'aborto siano segno di libertà ne sono fermamente convinta. L'uno è il diritto di cambiare idea, soprattutto perchè al tempo i matrimoni combinati non permettevano di conoscersi prima di essersi sposati. Perchè donne e uomini avrebbero dovuto vivere in un incubo per tutta la vita? Addirittura nell'antica roma il diritto al divorzio era concesso alle donne, anche se in modo diverso dagli uomini che potevano ripudiare la moglie, che sarebbe stata coperta di vergogna, se veniva scoperta con qualche amante, mentre gli uomini, per la maggior parte, avevano i loro " premi di guerra" e schiave e amanti a volontà. Ma questa è una divagazione. Per quanto riguarda l'aborto, anche questo è un sacrosanto diritto della donna. Il diritto di possedere il proprio corpo e di decidere liberamente che cosa farne. Non vedo perchè non lottare per questo. E qui non è questione di essere femministi o meno, è questione di rispettare la libertà di tutti. Cos'altro? Assolutamente ridicola l'idea che senza gli uomini saremmo "FINITE". Gli uni senza gli altri saremmo finiti, la vita è condivisione. Che le donne non sappiano fare i lavori pesanti è una gran cavolata. La verità è che la maggior parte non è abituata a farli perchè il ruolo consolidato nella storia "dice" che questo spetti maggiormente all'uomo, che quindi predilige anche attività fisiche che gli permettono di sviluppare questo tipo di capacità.Verissimo poi che ci sono campi in cui mediamente l'uomo riesce meglio della donna e viceversa, ma credo comunque che sia una cosa vaga e molto mutevole e non condivido la suddivisione che hai fatto. L'Arte per esempio è qualcosa di troppo personale per poterla porre ad un livello di genere e non credo che vi riescano meglio gli uomini o le donne. Domanda a NumberTen: sarei curiosa di sapere quale sarebbero per te le " vere donne" a cui va tutto il tuo rispetto?

Meme ha detto...

Non so, a me sembra tanto che voi guardiate ad un esempio di donna velina scalatrice sociale con il cervello grande come una ghianda, che svendono se stesse davanti allo schermo ed alimentano gli stereotipi. Il fatto che la donna abbia sempre difeso, anzi addirittura preteso il ruolo di sesso debole, sinceramente non lo penso. Indubbiamente ci saranno donne cretine che ci marciano sopra ( esistono cretini ovunque a questo mondo) ma io non mi ci vedo. Ovvio che voglio che il mio ragazzo mi protegga per esempio, ma Cristo, lui non vorrebbe lo stesso da parte mia per quanto posso? Magari contro un energumeno che ci aggredisce non posso fare molto per ora( inizierò un corso di lotta così potrò proteggerlo io e sovvertirò l'ordine millenario, oh mio dio, scandalo)a livello fisico ma proteggerlo in qualsiasi modo io possa certo e sempre. Quindi? La questione non è forse che nei legami ci si protegge vicendevolmente ed ognuno fa quello che può per il prossimo? Se uno sconosciuto si accrorgesse che qualcuno mi sta molestando, non mi aiuterebbe? E se io camminando vedessi che stanno picchiando un ragazzo, non cercherei di fermarli o di cercare altro aiuto? E per altro aiuto santo Dio, non intendo per forza un uomo, ma qualsiasi PERSONA che possa dare un aiuto. PERSONA di qualsiasi genere, provenienza e colore. Persona. E comunque no, non sono una femminista perchè il tempo del femminismo è morto, sono una donna che crede sia giusto che ognuno abbia la libertà di essere se stesso e di vivere. Credo nella verità e quindi condivido la lotta femminista del tempo in cui era necessario farla perchè le donne sbocciassero finalmente. Si credo che prima non potessero farlo in piena libertà... forse questa smania protettiva dell'uomo ( che lo portò ad essere il padre padrone, a considerare le figlie meno dei figli, a subordinare la moglie ad un ruolo minoritario nella famiglia, a non farla lavorare ecc..)le ha in realtà soffocate e alla fine hanno dovuto combattere per respirare.

Anonimo ha detto...

Salve a tutti.
Nonostante la mia giovane età mi considero un antifemminista.
Penso che l' utente Meme sia il classico esempio di indottrinata dal femminismo che spinge ad avere una visione completamente distorta delle cose.
L' ideologia femminista è camaleontica e contraddittoria:da una parte nega le differenze biologiche tra uomo e donna:quest' ultime possono fare tutto ciò che fanno gli uomini.
Da un' altra parte rivendica favoritismi per le donne solo per il fatto di esssere tali.
Per non parlare dei piani criminali delle femministe.
Penso che se nei massmedia domina l' ideologia femminista è perchè gli uomiini in massa sono diventati femministi.
Per quanto riguarda il discorso della critica la penso come Anonimo(l' ultimo utente).
Da studente di un liceo scientifico posso affermare che non basta studiare un pò latino o di filosofia per sviluppare una mente critica.

Meme ha detto...

Non ho mai detto che sia sufficiente frequentare un classico per sviluppare una capacità critica. Dico solo che è una scuola, quanto meno la mia, che ha una particolare attenzione verso questo aspetto. Non so che classici abbiate fatto voi, ma noi siamo sempre spinti a farci una nostra idea personale su quello che studiamo. Nessuno ci imbocca le parole e nessuno ci inculca pensieri. Se poi voi avete vissuto un' esperienza diversa dalla mia non posso saperlo. Non trovo giusto che generializzate. Magari siete stati voi che durante il vostro percorso non avete avuto o colto la possibilità di guardare anche a questo aspetto, io personalmente faccio da due anni un corso di bioetica in cui ci pongono di fronte a decisioni individuali ardue e per cui è necessario un pensiero approfondito e critico della situazione, siamo abituati a fare trattati di tipo critico ( ricordo ancora il compito di filosofia in cui dovevamo criticare o concordare con Cartesio a seconda del nostro pensiero) e in classe gli insegnanti delle materie portanti si aspettano interventi personali e non bla bla bla preimpostati. Volevo solo chiarire questo perchè non mi sembra giusta quest'aria di superiorità nei miei confronti. " Il tipico esamplare di femminista indottrinata" e cose del genere non sono definizioni che mi darei. Evidentemente ho un mio pensiero che non è, come ha sostenuto qualcuno, che gli uomini sono cittadini di serie b, degli stupidi o palle varie. Cazzate. Sarò anche giovane ma voglio ed ho imparato ad avere delle idee MIE. Concordo con alcune delle cose che dite e non ne condivido altre, non mi conformo a nessuna idea di massa, anche perchè a questo mondo ci sono anche io, con le persone ci parlo e difficilmente ho trovato qualcuno che la vedesse come me su tutto. Sinceramente sono stanca di essere etichettata come la povera ingenua, l'indottrinata, quella che " bisogna capire". Se volete fare una discussione scendendo dal piedistallo e parlando da pari a pari, ammettendo di non essere i depositari della verità assoluta, restando consapevoli che le idee si possono modificare e possono evolversi per l'uno e per l'altro, allora si mi interessa continuare a fare questo scambio di idee che trovo istruttivo e costruttivo, ma se mi devo sentire trattata come un "qualsiasi" caprone delle masse che bisogna quasi compatire perchè non si eleva come voi oltre le nebbie dell'ignoranza di massa allora no, perchè la cosa scadrebbe in ciance controproduttive.

Icarus.10 ha detto...

Si potrebbe dire, però, che anche in qualche tuo commento di prima traspare qualche punta di superiorità specie laddove avevi detto che trovavi orribili le nostre idee. Ora però dici che su alcune cose condividi con noi, e questa è una cosa positiva da cui partire. Chi verso di te ha usato l' espressione "indottrinamento femminista" non voleva certo offenderti nè insinuare che tu sia ingenua(io personalmente non l'ho detto nè insinuato in quanto non ti conosco), semplicemente voleva mettere in risalto l' opera di mistificazione di massa messa in atto dal sistema di potere vigente dalla quale è molto difficile sfuggire, anche per chi è maturo d'età e molto istruito o intelligente. Tu che ami la cultura e i libri sicuramente conoscerai Orwell 1984.Tutti più o meno siamo stati "indottrinati"(me compreso) sin dall' infanzia dai luoghi comuni massificati creati dalla ideologia vincente e vigente, ma se si ha abbastanza capacità critica e una giusta e sana diffidenza è possibile liberarsi dalla piovra della mistificazione di massa.

Qui nessuno sta generalizzando in negativo, nè tantomeno ci basiamo su nostre esperienze, semplicemente ti avevo mostrato come ciò che la propaganda Femminista ha fatto passare per "oppressione" altro non è invece che una interpretazione distorta e disonesta di quella convenzione sociale e morale(e in parte anche naturale) basata sul dovere di protezione(fisico e/ materiale, morale, etc) del maschio nei confronti della femmina, reciprocamente accettata dai due sessi e che da sempre quindi ha regolato i relativi rapporti. Quindi non avevo espresso nessun giudizio negativo o positivo, ma semplicemente messo in evidenza quale sia stata e sia, generalmente(ripeto, generalmente), lo spirito che ha animato il rapporto fra i due sessi lungo la storia.

Nè tanto meno affermiamo che gli uomini siano i "buoni" ed "oppressi" mentre le donne le "cattive" e "oppressori". Se ragionassimo così, useremmo, in modo speculare, lo stesso criterio distorto e sessista della propaganda e mentalità femminista. Al contrario vogliamo proprio demistificare questo criterio cercando di riequilibrare la visione femminista oggi dominante e quindi creduta da quasi tutti secondo cui la storia passata e presente sia dettata da un' oppressione di un genere(maschile) sull' altro(femminile) tale da rendere legittime discriminazioni "positive" per controbilanciare un fantomatico "potere" dal grosso degli uomini mai detenuto e per far espiare al grosso degli uomini colpe presenti e passate-vere o presunte che siano- da essi non commesse.

Nelson ha detto...

"La verità è che la maggior parte non è abituata a farli perchè il ruolo consolidato nella storia "dice" che questo spetti maggiormente all'uomo(Meme)

Io però non ho mai visto nessuna donna "libera ed emancipata" nè una Fornero invocare presenza femminile anche per questi lavori usuranti e massacranti, ma solo per quanto riguarda posti in parlamento, giunte, Cda,dirigenti d'azienda..insomma solo dove fa comodo.

"L'uno è il diritto di cambiare idea, soprattutto perchè al tempo i matrimoni combinati non permettevano di conoscersi prima di essersi sposati.(Meme)

Non mi risulta che oggi ci siano matrimoni combinati, eppure oggi si divorzia con la stessa facilità e consuetudine con cui si va in bagno.

"Per quanto riguarda l'aborto, anche questo è un sacrosanto diritto della donna. Il diritto di possedere il proprio corpo e di decidere liberamente che cosa farne."(Meme)

Il corpo della donna è una cosa,la vita dell' essere umano che porta in grembo è ancora un' altra cosa.

NumberTen ha detto...

Ah, quindi è tutta colpa del complotto massone-maschilista: i maschietti inferiori e maledetti hanno deciso di fare i lavori pesanti e faticosi e, a loro volta, di rischiare di crepare (circa il 94% dei morti sul lavoro sono maschi) al posto delle donne per poterle discriminarle. Insomma, in realtà una donna è tranquillamente in grado di fare qualsiasi lavoro pesante ma l'uomo, maschilista e misogino, non glielo consentiva e tutt'ora non glielo consente. Infatti, come noto, le femministe stanno lottando con tutte le proprie forze per ottenere le quote rosa nelle miniere, nei cantieri, etc etc ma gli uomini, maschilisti e misogini, vorrebbero relegare la Donna Dea all'umiliante ruolo di consigliere d'amministrazione delle aziende quotate in borsa (le altre fanno schifo) e, più in generale, nei schifosissimi posti di potere. Lo stesso discorso lo si potrebbe fare per le donne nelle forze armate. E via dicendo.

Attenzione: quando dico che sareste finite, non voglio mica sminuire le donne. Anche gli uomini, per esempio, non possono allattare e senza le donne sarebbero finiti, in questo caso. Sai cos'è? Siamo complementari. L'unica differenza è che l'uomo non rosica per i vantaggi femminili e quindi non spacca il cazzo alle donne. La donna (per fortuna, non tutte) invece rosica terribilmente per i vantaggi maschili, tanto da voler diventare una sorta di maschio con la vagina (la famosa emancipazione voluta dalle femministe). Il problema è che non ci riesce, quindi se la prende con l'uomo, accusandolo di discriminarla e cercando di sputtanarlo per nascondere le proprie lacune. In una società priva di tecnologia come quella del passato, gli unici ruoli possibili erano quelli. In alternativa, voi donne sareste crepate in dieci minuti. Per il resto, eravate trattate quasi come delle Dee: se ricordi bene, certe "usanze" che il femminismo oggi utilizza per discrimininare gli uomini, esistevano già secoli fa. L'unica differenza è che la donna rispettava l'uomo, lo ringraziava ma soprattutto ricambiava. E l'uomo, a sua volta, rispettava e ringraziava la donna. E ricambiava. L'uomo si è sempre preso carico delle mansioni faticose e rischiose per proteggere la donna. L'uomo ha sempre messo la donna prima della propria vita. Un esempio? Titanic. A voi donne basterebbe ricordare questo per ringraziarci e amarci a vita, anzichè odiarci e gettarci addosso tonellate di merda ogni 10 minuti. Inoltre le donne meritevoli facevano i cazzi che volevano. Io sono nato in Sardegna: bene, l'unico Nobel sardo è stato vinto da una donna: Grazia Deledda. In passato abbiamo avuto anche Eleonora D'Arborea. E tutto ciò in un'epoca da voi definita "maschilista", che vedeva le donne ridotte a schiave che venivano massacrate ogni giorno. Chi ha impedito a queste donne di diventare grandi e di vincere pure il Premio Nobel? Chi? Anzi, se ci fai caso, le donne del post femminismo hanno combinato poco e niente. Praticamente tutte le grandi donne della storia hanno vissuto durante il fantomatico maschilismo. Per il resto, Icarus ti ha fatto notare certi "errori storici" delle femministe: uno su tutti, quello del diritto di voto. Le femministe invece dicono che gli uomini potevano votare, al contrario delle donne. Sbagliato: le donne sono state addirittura privilegiate in questo caso dato che potevano votare senza far niente. Gli uomini, a loro volta, erano costretti a fare i militari, altrimenti niente voto. E carcere.

Anonimo ha detto...

1-CAPACITA' CRITICA
Meme:
>>
Non ho mai detto che sia sufficiente frequentare un classico per sviluppare una capacità critica...
>>
OK.
Prendiamo atto che nella tua scuola si intenda apertamente insegnare detta capacità. Ma quale scuola in Occidente, e ancor più in Italia, si proporrebbe il contrario? E poi questo obiettivo non fa forse parte dei programmi ufficiali sin dalle scuole medie? Chi mai oserebbe dichiarare che insegna il conformismo, l'assunzione acritica delle opinioni altrui e l'adeguamento alla massa?
Non si può far torto peggiore ad un occidentale (e ad un italiano in particolare) che definendolo acritico e conformista nel pensiero. Tuttavia il conformismo esiste e la questione della guerra dei sessi lo prova in modo smaccato. Tutti stanno dalla stessa parte o attivamente o passivamente (tacendo). Non vi è nulla di più conformista oggi che l'esser filo femministi. Ad esempio assumendo il racconto storico femminista come verità assodata e tacendo persino sulle sue affermazioni più demenziali ("Muoiono più DD per mano maschile che per ogni altra causa" ossia, 140 è più grande di 280.000)
.
2-CRITICITA' LIMITATA
Chi pensa di essere critico in modo totale è un ingenuo o un presuntuoso. Non possiamo essere critici nei confronti di ogni cosa, di ogni affermazione, di ogni conoscenza. Per far ciò dovremmo essere onniscienti. Inoltre vivremmo cmq all'interno di una civiltà dalle cui determinazioni, vincoli, limiti saremmo sempre condizionati. Ci saranno sempre settori e angoli oscuri alla ns coscienza, non sappiamo mai a priori quali siano e quindi neppure quanto ci condizionino. Non sapremo mai quanto siamo conformisti ad onta di tutti i nostri sforzi per non esserlo. Ciò che possiamo fare è essere costantemente diffidenti.
Chi ti/ci ha insegnato il contrario ti/ci ha sedotto e mentito.
Oggi il canone è quello femminista. Il minimo che si può fare, per tentare di uscire dal conformismo, oggi consiste nell'ascoltare gli antifemministi.
Condannando l'ignoto a priori, come se fosse noto, si resta dove si è: nella corrente del pensiero comune.

Rino DV

Mirella ha detto...

NumberTen ha fatto una giustissima osservazione sulla complementarità.
Uomini senza donne e donne senza uomini non esisterebbero, non fosse altro perché il phylum genetico di appartenenza è quello dei mammiferi, per cui la riproduzione è di tipo sessuale/sessuato.

Ma c'è da precisare che tale complementarità non sfocia nell'invasione della sfera personale per quanto riguarda scelte, decisioni ed azioni. Mi spiego meglio.

La protezione di cui la donna avrebbe goduto sino a che si fosse trovata nella propria casa, tra compiti domestici - figliolanza - marito non è detto che fosse gradita e tantomeno voluta: purtroppo sino a non molto tempo fa era una sorta di destino prefissato, che alla donna piacesse o meno. Vuoi per come era strutturata la società ed il mondo del lavoro, vuoi per mancanza di altre possibilità, vuoi per qualsiasi motivo a tale destino era praticamente impossibile sottrarsi.

Ora che le donne hanno tirato fuori unghie e carattere, manifestando la forza di volontà e la decisione nel farsi valere, mostrando - attenzione, mostrando, non "dimostrando" - di avere capacità per nulla inferiori a quelle maschili (salvo la forza fisica, ma su questo ci sarebbe da estendere parecchio il discorso) è diventata automaticamente una sorta di virago dalla quale guardarsi.

Domanda: siete assolutamente certi che si tratti di una nemica e non di una persona che fa semplicemente valere i propri diritti in toto, senza accontentarsi delle briciole che - bontà sua - il sesso maschile si degnerebbe di concederle se non ci fosse la legge a dargli una regolata ?

Parentesi riguardante l'aborto, citato da Nelson.
"Il corpo della donna è una cosa,la vita dell' essere umano che porta in grembo è ancora un' altra cosa." (citazione letterale)
Nulla quaestio al riguardo, ma fin quando l'essere è - giustappunto - portato in grembo è soggetto alla volontà della donna di accettarlo o meno. Ergo se tale volontà è contraria, quella del padre non può certo sostituirsi alla sua ed imporle la prosecuzione della gestazione contro la sua decisione.
Detto in altri termini, espliciti e crudi: la volontà del padre è in assoluto irrilevante così come è totalmente inesistente il presunto diritto alla vita del figlio, se questo cozza contro la volontà della madre.
L'ipotesi di portare a termine la gravidanza e poi lasciarlo al padre è ugualmente inaccettabile laddove la donna non voglia sobbarcarsi gravidanza e parto, perché qui ci si trova di fronte a due interessi che collidono e per i quali non c'è via di mezzo, o l'uno o l'altro: volontà del padre per la vita del figlio, volontà della donna per l'aborto… va da sé, a questo punto, che non si può legalmente disporre del corpo di una terza persona (la donna) contro il suo volere e quindi sarà giustamente la volontà della diretta interessata a prevalere.
Se prevalesse quella del padre, ovvero se una persona potesse a suo arbitrio disporre del corpo di un'altra, sarebbe a questo punto ugualmente ammissibile il prelevare un organo da una persona contro la sia volontà.
Possibile obiezione: allora perché la donna dovrebbe/potrebbe disporre a suo arbitrio della vita del figlio?
Perché è anche il suo corpo, a pari merito, ad essere coinvolto nella faccenda "gravidanza" ed essendo la donna già soggetto di diritto - cosa che il figlio non è e non può essere - ha piena facoltà di rifiutarsi a detta faccenda.

Icarus.10 ha detto...

Dal momento che le femministe si sono sentite e si sentono discriminate dal fatto che da sempre la sacrificabilità e le mansioni più avvilenti e degradanti e rischiose sono toccate all' uomo, affidiamo a loro tutti questi oneri degradanti di cui le donne sono state esentate nel corso della storia,dal passato fin più remoto fino ai giorni nostri attuali. Poverine si sentono discriminate del fatto che le donne, insieme ai bambini, hanno ricevuto e ricevono trattamenti di favore da quegli "oppressori"(uomini) che niente di meno preferiscono morire al posto delle "schiave"(le donne). Chiedo alle femministe e alle tante Fornero di turno di farsi assumere in qualche squadra di operai dediti allo spurgo delle fogne o al lavoro delle miniere,sai lì ci sono "maschietti oppressori" e per di più quasi tutti mingherlini,eppure nessuna di loro ha mai chiesto non dico il 50% di presenza femminile, ma nemmeno un misero 1%, e sì perchè quando fa comodo a loro , le donne diventano improvvisamente "deboli" e quindi, in barba ai vostri proclami sulla parità,ricorrono alle vecchie tradizioni "patriarcali" della "cavalleria"(prima le donne e i bambini). La parità e le "quote" valgono solo nei Parlamenti e nei Consigli d' Amministrazione.

Mirella ha detto...

> Chiedo alle femministe e alle tante Fornero di turno di farsi assumere in qualche squadra di operai dediti allo spurgo delle fogne o al lavoro delle miniere,sai lì ci sono "maschietti oppressori" e per di più quasi tutti mingherlini,eppure nessuna di loro ha mai chiesto non dico il 50% di presenza femminile, ma nemmeno un misero 1%, e sì perchè quando fa comodo a loro , le donne diventano improvvisamente "deboli" e quindi, in barba ai vostri proclami sulla parità,ricorrono alle vecchie tradizioni "patriarcali" della "cavalleria"(prima le donne e i bambini). La parità e le "quote" valgono solo nei Parlamenti e nei Consigli d' Amministrazione.

Non contraddico minimamente: E' GIUSTISSIMO !!!
Non ho esteso il discorso alla differenza di forza fisica tra uomo e donna nel precedente post, lo faccio adesso visto che me ne si da' lo spunto.

L'abitudine allo sforzo e l'allenamento possono rendere la forza di una donna praticamente identica a quella di un uomo
di pari peso e complessione fisica, pertanto non c'è motivo per cui una donna non possa svolgere le medesime mansioni.
Senza contare che sul piano "resistenza fisica" la donna in genere supera l'uomo, visto che la sua struttura è nata per sopportare gli sforzi ed i dolori del parto, per cui non accetto neppure il discorso "stanchezza".

Sul discorso quote rosa, lo trovo una emerita scempiaggine: il carico di un posto di responsabilità va attribuito in base alle capacità effettive, non al sesso di appartenenza: se non c'è nemmeno una donna capace, che non ce ne siano e punto… idem il contrario, se ci sono disponibili soltanto donne con le capacità richieste, che ci siano solo le donne.

Una volta per tutte: ci vuole la meritocrazia, e non la sessocrazia… vale per gli uomini come per le donne, per cui abbi la gentilezza, Icarus, di non attribuirmi un femminismo che non mi appartiene.
Quello che tu identifichi per tale è un misto di opportunismo e luoghi comuni che la maggior parte delle femmine (non DONNE, che per me significa ben altro) rivendica per avere botte piena e marito ubriaco.

Icarus.10 ha detto...

Non entro nel merito della questione della fisicità e della resistenza sennò si mette troppa carne a cuocere e non ho tempo per affrontare la questione. Comunque la mia richiesta alle donne di fare di lavori duri era una provocazione per mettere in evidenza come si chiedono maggiori presenze femminili solo negli ambiti di comodità e potere.

Sul fatto che dici di essere contro le quote e la sessocrazia,ok va bene, ma intanto la maggior parte delle donne è favorevole e nessuno protesta.

Nelson ha detto...

Le parole di Mirella descrivono bene il senso di possessività che molte donne hanno verso i loro figli e che in virtù di ciò spesso le spinge ad ammazzare i loro figlioletti in quanto si sentono loro proprietarie solo perchè li portano e li hanno portati in grembo. La logica secondo cui una donna può ammazzare il proprio figlio nel grembo solo perchè lei lo porta nel grembo è una logica aberrante e omicida: la volontà della donna che viene anteposta a tutto e a tutti, anche alla vita altrui. Aberrante.

Mirella ha detto...

> Le parole di Mirella descrivono bene il senso di possessività che molte donne hanno verso i loro figli e che in virtù di ciò spesso le spinge ad ammazzare i loro figlioletti in quanto si sentono loro proprietarie solo perchè li portano e li hanno portati in grembo.


Non posso pronunciarmi per la totalità delle donne, in quanto "ogni testa è un tribunale" ed ognuna ha le proprie motivazioni.
Nel *mio* caso personale, sbagli completamente: totale assenza di istinto materno, interruzioni (tre) di gravidanza non per non lasciarlo al padre - del cui istinto paterno non poteva importarmene di meno - ma semplicemente per non mandarmi il fisico in pezzi e non dover sopportare il parto. La vita/morte del bambino non mi toccavano minimamente, pertanto nessun senso di possesso... semmai di rifiuto viscerale, l'esatto opposto.


> La logica secondo cui una donna può ammazzare il proprio figlio nel grembo solo perchè lei lo porta nel grembo è una logica aberrante e omicida: la volontà della donna che viene anteposta a tutto e a tutti, anche alla vita altrui. Aberrante.


Aberrante finché vuoi, ma se parli di aberrazione "legale" perdi di vista il fatto che impedire questa "aberrazione" significherebbe obbligare la donna a partorire contro il suo volere e quindi si andrebbe contro la stessa Costituzione ("La libertà personale è inviolabile")... mentre se parli di aberrazione "morale" ti ricordo che di morale ognuno ha la sua e nessuno ha potere/autorità di imporre agli altri la propria.
Per quanto mi riguarda non ho difficoltà a dichiarare per iscritto che - avendo la legge dalla mia parte - di fronte alla mia volontà la morale cessa di esistere.

Nelson ha detto...

@Mirella: no, no, avevo compreso bene. Non intendevo l' istinto materno in quanto l' istinto materno è teso a proteggere la propria prole e quindi non a sopprimerla.

Intendevo dire questo senso di sentirsi proprietarie della vita del proprio figlio basato sul presupposto che la madre lo tiene in grembo e che quindi come tale è legittimata a sopprimerlo quando la madre non ha più voglia.Su questa logica scaturiscono i tanti casi alla Franzoni, perchè dal sentirsi proprietarie della vita del figlio quando ce l'ha in grembo a quando non ce l'ha più in grembo, il passo è poco e conseguenziale.

Anonimo ha detto...

Cosa significa "morale", a cosa si riferisce? Al comportamento. La morale pone limiti e impone tracciati al comportamento. Al mio, al tuo, a quello di tutti. La legge vieta e punisce certi comportamenti in dipendenza dai valori collettivi, di ciò che la società ritiene debba essere vietato: ossia immorale. Ad esempio lo stupro, le molestie etc.
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Affermare "quando c'è di mezzo la mia volontà la morale finisce" significa questo: rivendico il diritto di comportarmi come mi pare e piace. Ciò ovviamente non deve valere per gli altri nei miei confronti. Gli altri devono rispettarmi, se lo dice la legge e anche se la legge manca: la si dovrà emanare a mia protezione. Perché è bene che io sia protetta: bene/male= morale.
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Il comportamento degli altri deve essere sottoposto a regole, il mio invece no. Insomma, i miei interessi sono la misura di tutto e determinano la morale (limiti) a valere solo per gli altri. E' il principio (e la prassi) nazista.
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Messo in pratica nel caso dell'aborto significa appunto "della volontà paterna me ne frego" devo salvare l'estetica del mio corpo. Al che dunque si dovrebbe coerentemente poter obiettare: dell'estetica del tuo corpo ce ne freghiamo bellamente. Invece no: solo Mirella ha il diritto di fregarsene della volontà altrui, gli altri devono rispettare la sua.
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Mancano dunque le condizioni base per ogni ipotesi di diritti maschili in quanto implicano simmetrici doveri femminili.
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Prendo però spunto dalle parole di Mirella per osservare che le motivazioni femminili al rifiuto di partorire un figlio che il padre vuole (e vuole allevare da solo) svelano la menzogna del racconto femminista.
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Infatti l'aborto viene giustificato con l'impossibilità per la donna di accudire e mantenere il figlio. Perciò se questo problema non ci fosse non abortirebbe. Invece abortisce comunque: quindi la motivazione è una menzogna.
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Mirella, con la quale ho interloquito anni fa sul sito di MS ha scritto un paio di post sul blog del mio libro che non sono stati pubblicati perché quel blog non è sotto la mia gestione. Sembrerà impossibile ma quel blog non è mio. Non avendo il suo indirizzo, abuso qui della cortesia di Icarus per informarla del fatto. Se vuole contattarmi non ha che da scrivere a rdvb /at/ altrosenso.info.

Rino DV

Icarus.10 ha detto...

Grazie Rino, avevo intenzione di lasciarle una risposta, ma ora che lo hai fatto già tu(e molto meglio rispetto a quanto avrei potuto fare io) mi hai risparmiato tempo ed energie.

Quanto a Mirella pur esimendomi dal giudicare e sentenziare, le sue parole mi hanno lasciato basito tanto sono state fredde, tra l'altro non sapevo che fosse una vostra vecchia conoscenza.

Morgan ha detto...

La rivoluzione industriale non ha esentato le donne dal lavoro in fabbrica, la cui pesantezza non consta solo nella fatica fisica ma anche nell'alienazione data dalla ripetizione della stessa mansione in maniera sistematica e continua. Fortunatamente alle donne, per loro scelta, il lavoro in fabbrica oggi come oggi non è precluso. Così come l'arruolamento nell'esercito. Io, in guerra, non ci andrei mai nemmeno sotto tortura, uomo o donna che io sia. Ma si tratta di scelte, ed è qui il punto: finché un ruolo perpetuato per tradizione negli anni e nei secoli si antepone alla scelta dell'individuo, il fatto stesso che esista sarà sbagliato. Concordo perfettamente che l'oppressione dei deboli sia stato qualcosa che ha colpito sia uomini che donne dei ceti bassi, facendo vivere loro vite spesso indegne. La ventata di novità portata dai femminismi (non ridurrei il femminismo ad uno solo) è stata però proprio un risveglio nella decisione di non accettare un ruolo (l'angelo del focolare, ad esempio) perché deciso da altri, ma perché deciso da me. In una parola sola, autodeterminazione. Vero, molti pochi esponenti di sesso maschile non saranno stati affatto contenti di essere minatori, carpentieri, contadini (ehi... le donne contadine però ce le siamo dimenticate. Zappare la terra è spaccarsi la schiena per entrambi), né l'avranno deciso loro medesimi. Ma è ovvio che in questo caso i superamenti di una simile situazione assumeranno connotazioni diverse, non può delinearsi come uno stravolgimento "di genere": la lotta è classe dominante VS classe dominata. Però c'è stata! D'altronde i borghesi, nelle loro vite e scelte, erano molto più liberi delle classi inferiori.
La classe dominante (porzione maschile), se scontenta del loro ruolo "di protezione e fatica", avrebbe potuto attuare una rivoluzione culturale contro questi dati di fatto. Non l'ha fatto, chiaro, perché mandava i poveracci a difendere quel ruolo mentre lei se ne stava al calduccio dei salotti culturali. I poveracci, però, la spinta l'hanno sentita (mi riferisco principalmente ai movimenti operai). Nel mondo borghese però alle donne non andava altrettanto bene... per carità, sempre il culo al caldo tenevano. Ma era già chiaro che avresti dovuto fare figli (col rischio di morire di parto), dedicarti alla cura della casa, imparare l'arte del cucito, della cucina, e di tutte le mansioni tipicamente "femminili" (quelle che se le coltiva un uomo gli viene dato della checca, proprio quelle... al giorno d'oggi, per fortuna, un po' meno). E il diritto allo studio? E la possibilità di vedere il mondo? E mica ce ne era poi così tanta. La vita di un uomo borghese medio lasciava comunque molto più spazio alla volontà personale.
Ho insistito sull'autodeterminazione, ma i punti su cui discutere sono molti. L'aborto, ad esempio: i confini della morale sono sfumati, e se un embrione è allo stadio di 10, 15, 60, 100 e rotte cellule, a me suona più come un parassita che come un figlio. Altrimenti dovremmo seguire alla lettera la bibbia e cercare di non uccidere i nostri poveri spermatozoi ogniqualvolta ci vada di sfogare un po' l'istinto sessuale. O gridare all'assassina ogniqualvolta scoppi un follicolo di Graaf. E' un limite fisico intrinseco, quello dell'aborto, in cui ognuna dovrebbe essere libera di fare ciò che sente, ed anche qui "autodeterminazione" è la parola chiave. Cosa può fare un uomo che non sia lesivo, in questi casi, della sacrosanta libertà di un altro individuo? Prendere la donna a calci in pancia? Legarla a letto affinché non vada ad abortire?

Morgan ha detto...

(continua) I limite dell'IVG fino al terzo mese mi sembrano un buon compromesso per non umiliare la libertà individuale (una donna non è un'incubatrice, a meno che ella stessa non lo decida) e per farsi meno problemi possibile sul dilemma etico, che comunque a livello personale rimane aperto, ma un'imposizione esterna a questo livello sarebbe, bè...mi vien da dire nazista. Coercitivo, coatto, lesivo, forse è meglio. Una gravidanza non è una fesseria né una passeggiata. Il massimo cambiamento che subisce un uomo è l'abbassamento della voce, la crescita dei peli, la produzione di spermatozoi. Il corpo di una donna cambia, già in un mese di non gravidanza, in una maniera che gli uomini possono solo lontanamente immaginare. Una gravidanza significa stress ormonale, abitudini sballate, spesso licenziamento, corpo in trasformazione completa, analisi, rischi anche, perché no? Ragazzi, e mica tutti lo vogliono. E mi sembra pure giusto, che non tutti lo vogliano. Costringere con la forza una donna a cambiare idea sul suo stato di gravidanza a me sembra terribile.
Sull'articolo iniziale: il popolo bue è bue e il femminismo c'entra ben poco. Su facebook gira il peggio della disinformazione e dall'antiscienza: scie chimiche, complotti mondiali, tasse sugli animali domestici, tutte cose messe lì alla bell'e meglio per fare sensazionalismo, becere, urlanti, a cui molte persone aderiscono per partito preso senza approfondire nulla né farsi una propria idea. Probabilmente la maggior parte delle persone che hanno condiviso i bannerini non sapevano nemmeno di cosa stessero parlando. E, IMHO, non è una fonte degna di esser presa in considerazione.
Anche voi però avete un che di complottistico nelle vostre esposizioni. La facilità con cui alcuni di voi (l'"antifemminista" anonimo del 17 febbraio) liquidano le opinioni altrui è emblematica, il suo post sembra dire proprio, aggiustandosi gli occhiali sul naso, che "è indottrinata, per cui le tue opinioni non sono valevoli. Rejected" e anche Nelson non è da meno. In generale, questo atteggiamento da complotto massonico (visto che viene citato) fa perdere di credibilità. Parlate di "menzogna delle motivazioni femministe" parlando dell'aborto, ad esempio. c'è davvero chi pensa che esista solo questa realtà? Ma che ingenuità! La scelta è personale. L'uomo non può fisicamente avere l'ultima parola sulla questione aborto.
Sulla questione divorzio, poi, qualcuno ha criticato il fatto che siano "troppi". Cosa vuol dire "troppi"? Io credo siano fatti di chi divorzia, se divorzia. Alcune persone potrebbero non sposarsi affatto piuttosto, certamente, ma chi sono io per decidere quello che loro devono fare?

Icarus.10 ha detto...

Ovviamente per questioni di tempo, non posso rispondere a tutte le obiezioni che vengono mosse(per loro è facile ripetere luoghi comuni radicati e instillati nel pensare comune, per noi smontarli invece è molto più dispendioso a livello di energie e di temo). Mi limito a sottolineare 3 punti:

-La forte demarcazione di ruoli tra uomini e donne che ha contraddistinto il passato non è stato frutto di un' imposizione maschile sulla donna ma è stata una naturale e logica manifestazione delle Differenze Naturali di Genere(tra maschi e femmine)che si riflettono per l'appunto nelle diverse(in media) attitudini tra maschi e femmine, e che nelle situazioni naturali di sopravvivenza(protezioni da pericoli,difesa del teritorio e del gruppo, sostenimento materiale e alimentare del gruppo, etc) vengono a galla con ogni evidenza.. Con l'avvento della tecnologia, dell' automatizzazione, dei vaccini, del suffragio universale, dei diritti umani,dei diritti sul lavoro(in primis, la sicurezza) e della scomparsa delle guerre nel mondo Occidentale, e del benessere(e quindi del conseguente innalzamento della soglia dei parametri standard della qualità della vita), etc, questa logica naturale della sopravvivenza è venuta molto ad assottigliarsi rendendo quindi possibile l' intercambiabilità di ruoli in molti ambiti. Ma in quei contesti o circostanze in cui tale logica naturale alla sopravvivenza è accentuata o si fa sentire, tocca sempre agli uomini, loro malgrado, assumersi ogni carico e rischio, in quanto in tal caso da parte delle donne non c'è nessuna "uguaglianza di genere" che tenga.

-Il diritto all' istruzione, così come quello di voto, è un diritto relativamente recente tanto per le femmine quanto per i maschi. Fino a poco più di un secolo fa solo i figli e le figlie di ricchi, potenti e aristocratici potevano studiare.

-Il divorzio è un atto innaturale, immorale e disumano che fa soffrire la persona che lo subisce non per sua scelta(nella stragrande maggioranza dei casi il divorzio è chiesto unilateralmente, e quasi sempre dalle donne). Nessuno/a è obbligato a sposarsi con questo o con quella( io sono contro i matrimoni imposti, contro i "ratti" e "fuitine" varie). Ma ora che c'è il Divorzio, allora chi lo sostiene e lo chiede deve essere coerente con ciò che tale concetto significa e comporta: separazione dal coniuge, quindi anche dai suoi averi e dai suoi soldi, altrimenti non è più separazione, ma un esproprio di proprietà e di affetti.

Mirella ha detto...

> Ma in quei contesti o circostanze in cui tale logica naturale alla sopravvivenza è accentuata o si fa sentire, tocca sempre agli uomini, loro malgrado, assumersi ogni carico e rischio, in quanto in tal caso da parte delle donne non c'è nessuna "uguaglianza di genere" che tenga.

Non è del tutto vero.
Dipende - proprio materialmente parlando - dalla forza fisica e dal carattere della donna.
Metti in miniera un omino di 160cm e 60-65kg di peso ed una donna di 180 che ne pesa 70 (non sto parlando di casi limite, se ne trovano sia degli uni che delle altre)... vogliamo vedere quanto regge lui e quanto regge lei ?
Ovviamente posto che la donna sia una di poche ciarle e ancor meno lagne da stanchezza ecc...

> -Il diritto all' istruzione, così come quello di voto, è un diritto relativamente recente tanto per le femmine quanto per i maschi. Fino a poco più di un secolo fa solo i figli e le figlie di ricchi, potenti e aristocratici potevano studiare.

Vero. Nulla da obiettare.

> -Il divorzio è un atto innaturale, immorale e disumano che fa soffrire la persona che lo subisce non per sua scelta(nella stragrande maggioranza dei casi il divorzio è chiesto unilateralmente, e quasi sempre dalle donne).

A meno di non essere un autolesionista, credo che NESSUN uomo accetterebbe di continuare a restare insieme ad una donna che di lui non vuol più saperne e che magari gli dimostra ad ogni piè sospinto che la sua presenza (dell'uomo) non le è più necessaria, che di lui non gliene importa più nulla e non sente il bisogno dell'averlo vicino, che lo allontana materialmente e moralmente, quando non che le da' addirittura fastidio.
Per cui, se si vogliono evitare luoghi comuni, non ci rifugiamo nel solito pianto greco dell'uomo abbandonato: se è un uomo che ha le PALLE, mentalmente parlando, capirà perfettamente che è meglio per tutti scindere la coppia se non si vuole finire o a piatti in faccia o con i figli traumatizzati.

> Nessuno/a è obbligato a sposarsi con questo o con quella( io sono contro i matrimoni imposti, contro i "ratti" e "fuitine" varie). Ma ora che c'è il Divorzio, allora chi lo sostiene e lo chiede deve essere coerente con ciò che tale concetto significa e comporta: separazione dal coniuge, quindi anche dai suoi averi e dai suoi soldi, altrimenti non è più separazione, ma un esproprio di proprietà e di affetti.

Standing ovation !
Qui condivido TUTTO e lo sottoscrivo.
Spesso il divorzio non è un'ancora di salvezza ma un vero e proprio furto legalizzato !!!

Morgan ha detto...

Non credo che "innaturale" sia il vocabolo corretto, poiché se tornassimo allo stato di natura probabilmente saremmo poligami come molti altri primati a noi affini. Il matrimonio e l'unione monogama sono "innaturali" quanto lo può essere una separazione. Si tratta di mere creazioni sociali dell'animale uomo ("uomo" in senso lato, ovviamente). Le persone, uomini o donne che siano, possono sbagliare. E possono sbagliare più volte. Specialmente in campo sentimentale, io credo di non avere la presunzione di decidere per le loro vite. Per amare il prossimo a mio avviso è necessario innanzitutto amare se stessi. E con il sacrificio di convivere con la persona "sbagliata" si finisce per non amare più se stessi né nessun altro. Riguardo il divorzio e gli averi sono d'accordo, a patto che ci si preoccupi assieme della crescita di eventuali figli. Subentra qui il problema degli affidi che, è vero, spesso sono molto sbilanciati, ma io non credo c'entri granché col femminismo, anzi. Io credo che i padri che combattono per l'affido dei propri figli debbano qualcosa a parte dei movimenti femministi. Concetto "radicato ed instillato nell'opinione comune" è che all'uomo, dei propri figli, interessi molto meno delle donne. È che sono le donne quelle ad avere "istinto materno", quelle a cui i bambini devono rimanere a fianco altrimenti ne potrebbero risentire psicologicamente. Questa è una grande fesseria che almeno parte del femminismo,e qualsiasi uomo assennato, ha rifiutato. Quella dell'istinto materno è una balla colossale, altrimenti non si spiegherebbero nemmeno tutte le cifre di violenza su figli e bambini in generale a cui voi di questo blog, in un altro post, fate riferimento. Probabilmente senza la conquista del divorzio l'uomo non avrebbe potuto porre l'accento sul suo rapporto con i figli, aprendo la strada ad un'esplicitazione della propria affettività che gli è sempre stata negata e che ora sta invece rivendicando, e di cui ha tutto il diritto.
Che si possano usare i figli come strumento per imporre la propria volontà è chiaramente orrendo. Ma che questa condotta venga giustificata perché il femminismo permea la società è per definizione in combutta con alcune delle rivendicazioni del femminismo stesso. Si tratta solo di stupidità e meschinità come ce ne sono anche "dall'altra parte" e non solo, come ne è permeata tutta la storia del genere umano e contro cui è sacrosanto lottare.

Sulle differenze naturali di genere: cominciano a venir meno con l'agricoltura. Invece di porre l'accento sulle donne e sul femminismo, io parlerei di autodeterminazione maschile, che non trovo dissimile da quella femminile. E' necessario riappropriarsi della propria affettività, e della propria dignità, perché voi non sapete quanto mi arrabbio io quando si parla del maschio erotomane che ragiona col pene e quando vengono presentate le solite figure stereotipate negli show televisivi. Non credo che la mia arrabbiatura sia dissimile da quella di una donna che invece guarda Flavia Vento nel cubo di Mammuccari e si sente svilita da una rappresentazione femminile tanto idiota. Queste due indignazioni sono due facce della stessa medaglia, sfaccettature che possedevano peraltro anche alcuni movimenti femministi. La lotta per l'autodeterminazione, insomma, è di uomini e donne, e non di uomini vs donne (né di donne vs uomini). Nei movimenti femministi ci sono state delle pazze scatenate che hanno detto schifezze allucinanti, ma acchiappare solo quello è riduttivo.

Icarus.10 ha detto...

@Mirella:
"Metti in miniera un omino di 160cm e 60-65kg di peso ed una donna di 180 che ne pesa 70 "

A parte che un uomo di 1,60 per 60-65 kg non è affatto fragile in proporzione alla sua bassa statura(da QMista ci tengo a precisare ciò in quanto i media hanno diffuso falsi e distorti canoni a riguardo degli standard della fisicità maschile: cioè quello grosso e muscoloso. Quindi facendo Male Bashing contro gli uomini snelli), come avevo accennato nei post di prima non c'è solo una questione di fisicità, ma anche e soprattutto una questione di attitudini e inclinazioni, e queste sono(generalmente e mediamente) diverse tra uomini e donne. Una donna non mette a rischio la propria vita per la comunità(eccetto in rari casi), ma solo per la propria prole(il che non è poco in quanto la protezione della prole è fondamentale).

"Se è un uomo che ha le PALLE, mentalmente parlando, capirà perfettamente che è meglio per tutti scindere la coppia se non si vuole finire o a piatti in faccia o con i figli traumatizzati. "


A parte che i figli soffrono proprio per il divorzio, teoricamente posso anche condividere ciò che dici, ma rimane il fatto che la stragrande maggioranza degli uomini non vuole essere lasciato(dalla fidanzata o dalla moglie) e quando viene lasciato ne soffre atrocemente, e non perchè gli uomini considerino la donna come un "possesso" ma perchè per natura sono sensibili all'Amore che per definzione è eterno, cioè "fino a che morte non separi", anzi dura anche dopo la morte. Quindi, data la struttura naturale maschile, il divorzio fa male al genere maschile, quindi fa male non solo per le ingiuste conseguenze materiali in cui lui viene a trovarsi(di cui mi fa piacere che anche tu condanni), ma anche e soprattutto per l'istituzione in se stessa del divorzio: separazione non voluta dalla persona che si ama(dal punto di vista maschile). E io che mi occupo di QM devo tenere conto di ciò e trarne le logiche conclusioni. Strutturalmente(per natura) l' uomo è fatto per mantenere e proteggere la coppia, al contrario la donna tende a scinderla, ecco perchè la grande maggioranza dei divorzi è chiesta dalle donne. Ciò evidentemente riflette un' inclinazione naturale insita nel DNA femminile.

In compenso, però, la donna è molto incline a recepire e ad assorbire un determinato modello o clima culturale dominante nel contesto in cui lei abitualmente agisce, pertanto in quei contesti in cui è presente ed è radicata una sana cultura basata sui valori della morale e della famiglia, moltissime donne riescono ad essere ottime e amorevoli mogli fedeli al marito fino alla morte.

Icarus.10 ha detto...

@Morgan: "Non credo che "innaturale" sia il vocabolo corretto, poiché se tornassimo allo stato di natura probabilmente saremmo poligami come molti altri primati a noi affini."

Per naturale/innaturale mi riferivo all' interno della specie umana, cioè "umanamente innaturale". Sin da quando è nata l'umanità, è stato spontaneo e naturale che uomini e donne si unissero facendo figli e vivendo insieme per sempre(salvo rari casi particolari). Ecco perchè la struttura sociale della Famiglia(quella naturale, cioè etero) è insita nella natura della specie umana, ed è stata attraverso questa struttura e modello sociali che l' umanità si è progredita e si è evoluta fino ai giorni nostri.

Ora invece con l'affermarsi in Occidente del Relativismo etico e morale e con l'elevazione del sesso ad Idolo in nome della perversa e infame logica del "ognuno può fare ciò che vuole", la famiglia è stata distrutta e il matrimonio è diventato per gli uomini una trappola per topi. I risultati sono sotto agli occhi di tutti: crisi esistenziale generalizzata, vuoto umano, perdita dei più elementari valori umani, individualismo, materialismo, tv spazzatura,immoralità generalizzata, discoteche, tradimento e adulterio che sono diventati norma,la maggior parte delle ragazze che già a 15 non sono più vergini, ragazzi che fumano gli spinelli,nevrosi collettiva, infelicità generalizzata. Un vero e proprio inferno di società, insomma. Anche in Africa dove pure ci sono problemi materiali ancora più gravi che da noi, il tasso di benessero esistenziale è nettamente maggiore rispetto a quello che c'è in occidente.

Insomma, il corso di migliaia e migliaia di anni di progresso umano che il classico e naturale modello di Famiglia naturale aveva prodotto, è stato arrestato dalla dittatura del Relativismo(di cui il Femminismo è solo un aspetto) che ha fatto ritornare l' attuale umanità ancora più indietro dell' età delle Caverne.


perché voi non sapete quanto mi arrabbio io quando si parla del maschio erotomane che ragiona col pene e quando vengono presentate le solite figure stereotipate negli show televisivi.
No, invece mi arrabbio quando sento queste cose che hai detto. Perchè dovresti sapere che se la domanda di sesso tra gli uomini è molto ampia è proprio dovuto al fatto di questa continua e martellante sollecitazione e provocazione sessuali che le donne compiono nei confronti degli uomini speculando sugli ormoni di quest' ultimi. E' come un circolo vizioso, quindi dare la colpa solo agli uomini è di una malafede ideologica mostruosa. Ma poi sei sicuro che quelle che vedi in tv sono una immagine stereotipata di donna? Tu le vedi come vanno vestite le donne in mezzo alla strada? Cioè quando dici: da quella di una donna che invece guarda Flavia Vento nel cubo di Mammuccari e si sente svilita da una rappresentazione femminile tanto idiota. Ma perchè, le donne che non stanno in tv forse si comportano e si vestono diversamente da una Flavia Vento di turno? Non direi proprio! L'immagine che mi hai descritto tu combacia alla perfezione con l'atteggiamento della maggioranza delle donne, quindi non è vero che si tratta di un' immagine stereotipata di donna, infatti le donne hanno rivendicato e rivendicano l'assoluta libertà di andare mezze nude, con minigonne, perizomi, tradire e lasciare i mariti, etc. e hanno tacciato e tacciano di "oscurantismo maschilista" chiunque fa notare loro che questi non sono atteggiamenti sobri, decenti e rispettosi per la sesualità maschile.

Quindi ora cosa vogliono? Si tengano la Flavia Vento e le veline che non fanno altro che seguire questi dettami! Se poi sono invidiose di loro, allora questo è un altro discorso, e quindi non possono tirare in mezzo la questione dello "svilimento della donna" in quanto la velina si comporta come ogni donna chiede e rivendica di fare con forza, a torto o a ragione: mostrare le proprie curve ed esibire il proprio corpo.Quindi? Dove è lo stereotipo?

Mirella ha detto...

@Icarus

> A parte che un uomo di 1,60 per 60-65 kg non è affatto fragile in proporzione alla sua bassa statura

Non sto dicendo che uomo 160cm*65kg sia fragile, sto facendo un paragone in termini di forza fisica e resistenza effettive a prescindere dal sesso di appartenenza. Non attribuirmi affermazioni mai proferite.

> non c'è solo una questione di fisicità, ma anche e soprattutto una questione di attitudini e inclinazioni, e queste sono(generalmente e mediamente) diverse tra uomini e donne.

In genere la diversità tra i due sessi c'è ed è inutile negarlo: come già detto i due sessi sono complementari e lo ribadisco.
Ma resta il fatto che quelle che una volta erano eccezioni che facevano a momenti gridare allo scandalo (uomini che si dedicassero ai lavori domestici come donne che entravano in polizia) ora sono sempre più riscontrabili nella cosiddetta "normalità" del vivere.
Tanto per dirne qualcuna... il mio compagno è un cuoco eccelso rispetto a me che - se non ci sto attenta - mi do' fuoco nel fare un uovo al tegamino, mentre di fronte a riparazioni domestiche (idrauliche, elettriche ecc...) è la sottoscritta a dar di piglio a cacciaviti, martelli e trapano, a scanso di dover portare lui al pronto soccorso per una "trapanata" in un dito :-)))

.
> A parte che i figli soffrono proprio per il divorzio,

Ah NO, calma e gesso: a parte che il divorzio viene chiesto anche dall'uomo e non - come sembri voler far credere - solo dalle donne... il tutto dipende sia dai motivi del divorzio che dal come viene gestito.
Puoi voler divorziare per i motivi più riprovevoli (andare con l'amante, tanto per dire) ma saper gestire la situazione e non farla ricadere sui figli e, viceversa, chiederlo per un motivo validissimo (scopri che tua moglie t'ha sposato solo per i soldi) ma perdere la testa e far degenerare il tutto con lo sfruttare i figli come boomerang.
Il divorzio in sé - a volerlo analizzare freddamente - è un'esperienza di separazione sicuramente dolorosissima per i figli ma in taluni casi è il male minore... sicuramente più tollerabile del vedere quotidianamente per mesi o anni le liti dei propri genitori, le loro urla, la loro acrimonia anche solo nel chiedere all'altro che ora è.
A volte è meglio una pietosa amputazione, dolorosissima finché vuoi ma almeno "via il dente, via il dolore" piuttosto che uno stillicidio apparentemente lieve ma che alla somma dei fatti fa più danni e lascia tracce indelebili.

Mirella ha detto...

@Icarus

> teoricamente posso anche condividere ciò che dici, ma rimane il fatto che la stragrande maggioranza degli uomini non vuole essere lasciato(dalla fidanzata o dalla moglie) e quando viene lasciato ne soffre atrocemente, e non perchè gli uomini considerino la donna come un "possesso" ma perchè per natura sono sensibili all'Amore che per definzione è eterno, cioè "fino a che morte non separi", anzi dura anche dopo la morte.

Qui non riesco a seguirti, non so se per forma mentis (sono una relativista e l'ideale di "eternità" non mi appartiene) o per incapacità caratteriale, per cui ti pregherei di spiegarmi come fa una persona - uomo o donna che sia - a non voler liberarsi a sua volta di una persona che non lo/la ama più.
Tu sopporteresti di sentirti trattato apertamente come un peso, un fastidio, un importuno del quale non si vede l'ora che se ne vada?

> Strutturalmente(per natura) l' uomo è fatto per mantenere e proteggere la coppia, al contrario la donna tende a scinderla, ecco perchè la grande maggioranza dei divorzi è chiesta dalle donne. Ciò evidentemente riflette un' inclinazione naturale insita nel DNA femminile.

WHAT ???
Scusa eh, ma sono i fondamenti dell'antropologia-biologia umana ad essere cambiati di botto o mi son persa qualcosa?
A me risulta che l'uomo sia per natura poligamico, al fine di perpetuare con la maggior percentuale possibile di successo i suoi geni... mentre è la donna a ricercare un compagno stabile che protegga e procuri il cibo a lei ed alla prole !!!

>in quei contesti in cui è presente ed è radicata una sana cultura basata sui valori della morale e della famiglia, moltissime donne riescono ad essere ottime e amorevoli mogli fedeli al marito fino alla morte

Vale per la maggioranza ma non per la totalità: puoi trovare una moglie monogama in una ex prostituta così come puoi trovare una libertina in un contesto socio-culturale fondato sulla morale e sulla famiglia.
Non dimenticare che solo in parte il carattere e le inclinazioni sono determinate dal contesto... c'è anche l'indole naturale che, se innestata in un carattere volitivo, nessuna coartazione riuscirà mai a piegare se non in parte, sempre che ci si riesca.

La sottoscritta, tanto per dirne una, è nata in una famiglia esattamente dello stampo tradizionale di cui parli, eppure è "uscita fuori razza" e nessuno, con nessun metodo, è riuscito a farmi rientrare nei cd. binari tradizionalisti. Zero matrimonio (tronco immediato non appena se ne parlava), tre gravidanze interrotte volontariamente e senza neppure prendermi il disturbo di nasconderlo, precedenza alla carriera ed ai divertimenti, no assoluto al formare famiglia (cosa che non solo non mi è mai interessata ma per la quale ho un vero e proprio rigetto).

Icarus.10 ha detto...

Ti rispondo quando ho un pò di tempo.

Icarus.10 ha detto...

Non ho mai pensato che le donne non siano capaci di maneggiare bene attrezzi, ma è ovvio che simili lavori sono più congeniali agli uomini(in termini statistici), se poi ci particolarizziamo alle situazioni in cui in ballo vi è il rischio della propria vita, allora la questione si restringe solo e soltanto agli uomini.

a parte che il divorzio viene chiesto anche dall'uomo

Nel 75-80% dei casi è chiesto dalle donne. Gli uomini chiedono il divorzio solo in caso di grave e ripetuto adulterio subito, mentre le donne lo chiedono per ogni questione, anche la più banale e pretestuosa.

per cui ti pregherei di spiegarmi come fa una persona - uomo o donna che sia - a non voler liberarsi a sua volta di una persona che non lo/la ama più.

Perchè gli uomini continuano ad amare le mogli(o fidanzate) che li vogliono lasciare, ecco perchè,a ragione, non accettano di essere lasciati. Una parte dei consistenti di suicidi maschili avviene infatti proprio a riguardo di queste situazione. Quindi da QMista sono contrario al divorzio.

A me risulta che l'uomo sia per natura poligamico, al fine di perpetuare con la maggior percentuale possibile di successo i suoi geni...

Non è vero, è una falsità creata da biologi tecnocrati. Un uomo(cos' come ogni altra specie animale) fa sesso solo per piacere fisico(e anche per amore se lo fa con la moglie), non certo perchè è un distributore automatico di sperma. Quella del sesso come "strategia riproduttiva" è una menzogna.

Zero matrimonio (tronco immediato non appena se ne parlava), tre gravidanze interrotte volontariamente e senza neppure prendermi il disturbo di nasconderlo, precedenza alla carriera ed ai divertimenti, no assoluto al formare famiglia (cosa che non solo non mi è mai interessata ma per la quale ho un vero e proprio rigetto).

Auguri. Ma come avevo detto, dove non può la Natura può la Cultura, evidentemente tu(come gran parte delle persone, oggi) hai assimilato maggiormente da contesti al di fuori della tua famiglia.

Mirella ha detto...

> se poi ci particolarizziamo alle situazioni in cui in ballo vi è il rischio della propria vita, allora la questione si restringe solo e soltanto agli uomini.

Emanuela Loi, agente della scorta di Paolo Borsellino, morta il 19 luglio 1992.
Sabrina Pagliarani, Ilaria Maria Leandri, Maria Teresa Marcocci: agenti della P.S. anch'esse cadute in servizio.

> Nel 75-80% dei casi è chiesto dalle donne. Gli uomini chiedono il divorzio solo in caso di grave e ripetuto adulterio subito, mentre le donne lo chiedono per ogni questione, anche la più banale e pretestuosa.

Ovvio… all'uomo fa più che comodo conservarsi la moglie a casa.

> gli uomini continuano ad amare le mogli(o fidanzate) che li vogliono lasciare, ecco perchè,a ragione, non accettano di essere lasciati. Una parte dei consistenti di suicidi maschili avviene infatti proprio a riguardo di queste situazione. Quindi da QMista sono contrario al divorzio.

Questo tuo "a ragione" mi fa ritenere che tu consideri giusto il trattenere una donna contro la sua volontà.
Purtroppo per te la legge dice altrimenti, per cui l'uomo può suicidarsi quanto gli pare… salvo passare un guaio per stalking o finire ucciso (ricordi il padre di quella donna che uccise l'ex marito della figlia?).
Guarda che non sono solo gli uomini a perdere i lumi… e ti garantisco che nessun uomo potrà mai eguagliare la ferocia di una donna, se decide per il "mors tua, vita mea".
Personalmente mi ci sono ritrovata con un elemento simile… e s'è fatto male, molto male.

> Non è vero, è una falsità creata da biologi tecnocrati. Un uomo(cos' come ogni altra specie animale) fa sesso solo per piacere fisico(e anche per amore se lo fa con la moglie), non certo perchè è un distributore automatico di sperma. Quella del sesso come "strategia riproduttiva" è una menzogna.

Leggiti "Guerre Sessuali" di Robin Baker e poi ne riparliamo… e occhio che Baker è un maschilista di prima forza, per cui è più che attendibile.
Riguardo al piacere fisico, ti notifico che solo alcune specie di primati lo manifestano (i bonobo, per dirne una)… gli altri che fanno, ginnastica?

> Auguri. Ma come avevo detto, dove non può la Natura può la Cultura, evidentemente tu(come gran parte delle persone, oggi) hai assimilato maggiormente da contesti al di fuori della tua famiglia.

Non direi, visto che il rifiuto per i legami e le costrizioni sociali l'ho avuto da che ero bambina: con l'età si è solo acuito e consolidato.
Non sono mai stata un soggetto influenzabile, ho sempre avuto per metro di giudizio e comportamento la mia sola testa: quel che proveniva dall'esterno passava sempre per il filtro del mio ragionarci sopra, mai ingozzato pappate preconfezionate.
Non a caso, nonostante i tentativi di influenza cristiano-cattolica e via discorrendo, sono diventata Massone (in Obbedienza mista).

AntiFemminista ha detto...

Mirella: "Emanuela Loi, agente della scorta di Paolo Borsellino, morta il 19 luglio 1992.Sabrina Pagliarani, Ilaria Maria Leandri, Maria Teresa Marcocci: agenti della P.S. anch'esse cadute in servizio."

Senza rendertene conto, hai confermato le parole di Raffaele, citando delle ECCEZIONI nel tentativo maldestro di negare una REGOLA, e cioè che in ambito delle Forze dell'Ordine non c'è alcuna "parità" nel sacrificio/forza di uomini e donne. Il sacrificio e l'eroismo maschile ricopre il 98-99% di quell'ambito, e tu l'hai confermato citando una manciata di nomi (eccezioni) che appunto confermano la regola.

Mirella: "Ovvio… all'uomo fa più che comodo conservarsi la moglie a casa."

L'uomo mantiene un patto, che è quello fatto quando ci si sposa. Piuttosto, è alla femmina che fa più comodo prendersi casa, soldi e figli, e lasciare l'uomo senza niente.

Mirella: "Questo tuo "a ragione" mi fa ritenere che tu consideri giusto il trattenere una donna contro la sua volontà."

Veramente questo sembra più un tuo ragionamento, infatti invochi la forza dello stato per far rispettare la "volontà" delle femmine contro quella degli uomini.

Mirella: "e ti garantisco che nessun uomo potrà mai eguagliare la ferocia di una donna, se decide per il "mors tua, vita mea".

Ma non farmi ridere... infatti Hitler, Mao, Pol Pot, Gengis Khan etc.etc. erano tutte donne. Senti, mettitelo in testa e non raccontarti bugie nel tentativo di alleviare un pò del disagio mentale che provi ad essere nata femmina: in un'ipotetica guerra "maschi contro femmine", le femmine verrebbero sterminate tutte, dalla prima all'ultima. Non datevi arie da "rambo" che non vi si addicono e vi rendete solo ridicole.

Mirella: "Riguardo al piacere fisico, ti notifico che solo alcune specie di primati lo manifestano (i bonobo, per dirne una)"

Ah ecco, tu sei una che crede a quella ampia mitologia new-age fricchettona sui "bonobo"... andiamo bene ;-)

Icarus.10 ha detto...

Ringrazio Antifemminista per aver alleviato di molto il carico di considerazioni che avrei dovuto fare in risposta alle obiezioni di Mirella, anzi ha quasi tutto risposto per me.

Faccio notare che comunque quei pochi casi di "eroismo" femminile che non sia per la difesa della prole(correggo l'amico Antifemminista: sono di gran lunga meno del 2%) sono possibili solo grazie alla presenza maschile. Per dirla breve: nessuna donna farebbe la scorta o impugnerebbe un fucile militare se non si trovasse in compagnia di uomini con la medesima funzione.

"Leggiti "Guerre Sessuali" di Robin Baker e poi ne riparliamo… e occhio che Baker è un maschilista di prima forza, per cui è più che attendibile.Riguardo al piacere fisico, ti notifico che solo alcune specie di primati lo manifestano (i bonobo, per dirne una)… gli altri che fanno, ginnastica?"(Mirella)

Ho dato un' occhiata al libro che mi consigli leggendo la sua recensione su ibs.it . Questa barzelletta della "strategia riproduttiva" è nata da un grossolano malinteso, cioè nell' ascrivere il maggiore appetito sessuale maschile(rispetto a quello femminile) ad un presunto innato istinto nel voler inseminare quante più femmine possibile. Il fatto che il sesso è stato creato per un fine meramente riproduttivo, non significa che l' uomo quando vuol far sesso lo fa perchè preso da una connaturata volontà riproduttiva(se così fosse,rifiuterebbe ad ogni costo di mettersi preservativi) ma solo perchè mosso dal piacere e dal desiderio.

p.s:_ comunque per quanto riguarda l'aspetto delle forza e dello scontro fisico, invito Mirella e qualunque altro a non continuare con questo argomento in quanto così si esce fuori dai binari della discussione di partenze: tu e antifemminista avete detto le vostre rispettive posizioni, non è il caso di continuare sennò non la si finisce più. Perciò chiedo rientrare nella discussione di partenza.

Mirella ha detto...

> Per dirla breve: nessuna donna farebbe la scorta o impugnerebbe un fucile militare se non si trovasse in compagnia di uomini con la medesima funzione.

Ti faccio a mia volta notare che in situazioni come quelle relative alla Polizia il rischio di prendersi una pallottola è uguale per tutti... l'attribuire all'uomo una sorta di funzione "protettiva" è assurdo: a parte che sarebbe come considerarlo una sorta di giubbotto antiproiettile (cosa in sé improponibile, a meno che non vada a mettersi sulla traiettoria del proiettile per fare da scudo umano) ma il proteggersi l'uno con l'altro in momenti di pericolo e/o conflitto a fuoco significa quasi certamente farsi ammazzare tutti.
Fidati, Icarus... parlo di prima mano (ex compagno ispettore di polizia ed inquadrato nel servizio Volanti): in caso di pericolo ognuno DEVE provvedere per sé, salvo casi particolari che NON contemplano - ribadisco NON contemplano - il parare il fondoschiena ad eventuali colleghe donne.
In servizio, uomo o donna che tu sia, o sai badare a te stesso o sei un pericolo per te e per gli altri.

> Il fatto che il sesso è stato creato per un fine meramente riproduttivo, non significa che l' uomo quando vuol far sesso lo fa perchè preso da una connaturata volontà riproduttiva(se così fosse,rifiuterebbe ad ogni costo di mettersi preservativi) ma solo perchè mosso dal piacere e dal desiderio.

Inverti i termini e vedrai che tanto malinteso non è: la natura ha fornito l'essere umano del piacere connesso all'attività riproduttiva proprio per spingerlo alla riproduzione, visto che la specie umana è tra quelle che devono necessariamente investire enormi risorse e per anni nell'allevare la prole.
Viceversa, nelle specie i cui piccoli diventano autonomi entro breve tempo, vi è semplicemente la "coazione" all'accoppiamento dettata dalla spinta ormonale e dall'imprinting ambientale.

> p.s:_ comunque per quanto riguarda l'aspetto delle forza e dello scontro fisico, invito Mirella e qualunque altro a non continuare con questo argomento

Tranquillo, non ci scambieremo gli indirizzi per andarci a menare sotto casa :D

Alberto ha detto...

Ottimo commento di Atifeminist! Voglio solo rispondere alla più grossa delle varie vaginate scritte dall'ennesima isterica psicolabile femminista Mirella: se il tuo "cervello" complessato ritiene che la donna possa avere una forza pari o addirittura superiore all'uomo smettetela di starnazzare/piagnucolare dappertutto con la violenza sulle donne e usate una buona volta la vostra nascosta forza fisica rosa( XD)!!! Inoltre se siete cosi pari e superiori fisicamente andate a lavorare nei cantieri, nelle miniere alzando pietre al sole o al freddo dato che sono mestieri che ancora oggi, che siete cosi emancipate, fanno solo gli uomini costruendo tutto cio' che ci circonda! Inoltre dici che siete più resistenti fisicamente di un uomo ma chissà come mai negli sport di resistenza agonistici non c'è minima competizione e anche nelle semplici prove fisiche dei concorsi voi femmine avete grosse differenze agevolative!! Ma davvero credere alle mestruate che andate vomitando??? XD

Icarus.10 ha detto...

Mirella, l'altro tuo commento è finito nello Spam e si è perso, ma attraverso la posta ho recuperato il testo. Comunque come ti avevo detto non si deve più parlare dell' argomento forza fisica, in quanto si va gravemente off topic,ma vedo che tu non hai rispettato il mio invito. La prossima volta non pubblico commenti di questo genere di argomenti. Perciò bisogna attenersi all' argomento di cui si parlava.

In attesa di risponderti, e lo farò nei prossimi giorni, ci tengo a postare questa tua ottima considerazione nel commento che si è perso:

Se c'è una cosa che mi fa diventare antifemminista in assoluto, pur andando contro il mio stesso sesso, è il vedere la rapacità del 90% delle donne quando si separano… se ne fregano degli affetti e delle condizioni economiche in cui lasciano il marito, si appropriano di tutto e sfruttano i figli come arma contro l'ex marito, per tacere dei traumi che impongono alla prole in questo sfruttarli. Il mio compagno si trova in questa situazione con l'ex e ti garantisco che l'averlo visto piangere, pensando a quel che sta passando il figlio nelle mani di quell'arpìa dell'ex, mi ha fatto e mi fa bollire la rabbia. Un conto sono i risentimenti personali e ben altro è il farli ricadere su chi non c'entra.

Considerazioni, molto oneste.

Mirella ha detto...

Mi scuso anticipatamente per i termini poco fini che mi vedo costretta ad usare.

> Ottimo commento di Atifeminist! Voglio solo rispondere alla più grossa delle varie vaginate scritte dall'ennesima isterica psicolabile femminista Mirella: se il tuo "cervello" complessato ritiene che la donna possa avere una forza pari o addirittura superiore all'uomo smettetela di starnazzare/piagnucolare dappertutto con la violenza sulle donne e usate una buona volta la vostra nascosta forza fisica rosa( XD)!!!

* Alberto, se fossero "vaginate" - come tu le chiami - sarebbero il degno contraltare delle varie "cazzate" che sento e leggo da te... a quanto pare per te l'intelligenza è esclusivo appannaggio di chi è fornito di genitali maschili.
Mi spiace per te ma dalle mie parti quell'arnese serve solo per pisciare e scopare, non per ragionare... se poi dalle tue parti cervello e genitali coincidono, rimane da capire se scopi col cervello o ragioni con il c..zzo.

Ovviamente non ti fa comodo ricordare che io stessa DISPREZZO SOMMAMENTE le donnicciole piagnucolose e sempre in cerca di privilegi, così come sono la prima a dire che se si vuole la parità di diritti non si può rivendicarla solo quando torna comoda... onori ed ONERI, altrimenti CICCIA !!!
Una precisazione: la forza, nel mio caso non sarebbe neppure tanto nascosta, 181 per 78 kg ed abituata a sforzo sia di "strappo" che di potenza.

> Inoltre se siete cosi pari e superiori fisicamente andate a lavorare nei cantieri... (cut)

* Lavorare - sia pure per hobby - con i motori fa lo stesso? Vedi più avanti.

> Inoltre dici che siete più resistenti fisicamente di un uomo ma chissà come mai negli sport di resistenza agonistici non c'è minima competizione e anche nelle semplici prove fisiche dei concorsi voi femmine avete grosse differenze agevolative!!

* Solleva, tu da solo, il blocco motore della Punto Fire 1.2 8 valvole (se anche gli smonti cambio e trasmissione pesa circa 80kg) e poi ne riparliamo.
Se alludi ad agevolazioni tramite favori sessuali, parla per le donne che evidentemente hai conosciuto TU.

> Ma davvero credere alle mestruate che andate vomitando??? XD

A me personalmente non serve l'essere creduta da te, vali né più e né meno quanto le tue parole.
Tu e quelli come te siete utili al massimo per l'attrezzo che avete tra le gambe, ammesso che valga la pena di utilizzarlo, poi VIA, sciò, utilità finita.

Un plauso a Icarus ed agli altri che, pur dissentendo, sanno cosa significa l'educazione.

Icarus.10 ha detto...

In caso di pericolo ognuno DEVE provvedere per sé, salvo casi particolari che NON contemplano - ribadisco NON contemplano - il parare il fondoschiena ad eventuali colleghe donne.In servizio, uomo o donna che tu sia, o sai badare a te stesso o sei un pericolo per te e per gli altri.(Mirella)

Il fatto è che un conto è stare in compagnia di uomini, un altro conto è stare in compagnia di altre donne. Nel primo caso ci si sente più sicure, nel secondo caso meno sicure. Nessuna poliziottessa o soldatessa si addentrerebbe mai in un' azione rischiosa se non fosse in compagnia di commilitoni uomini.


la natura ha fornito l'essere umano del piacere connesso all'attività riproduttiva proprio per spingerlo alla riproduzione, visto che la specie umana è tra quelle che devono necessariamente investire enormi risorse e per anni nell'allevare la prole. (Mirella)

Sì ma non è vero che la maggiore pulsione sessuale maschile rispetto a quella femminile fa dell' uomo un "poligamo"(le virgolette sono più che necessarie in quanto la Pligamia vera, quella islamica, è un'altra cosa) che segue una strategia riproduttiva perchè guarda caso dove vi è una società fondata sul modello tradizionale di famiglia indissolubile e nucleare(come da noi fino agli anni '70) e quindi non sulle relazioni libere e "poligame", il tasso di natalità è molto elevato. Al contrario, dove come da noi attualmente, vi è Femminismo e la famiglia monogama e nucleare quasi non c'è più, il divorzio impera e le relazioni sessuali avvengono nella maggior parte dei casi in ambito libero, extramatrimoniale e adulterino-quindi seguendo un modello "poligamo"-il tasso di natalità è fermo allo zero. Quindi dati alla mano, la migliore strategia riproduttiva è proprio quella legata al modello di famiglia naturale(cioè monogama, nucleare ed etero).

E poi, Mirella, se proprio vuoi sapere, ti assicuro che la stragrande maggioranza degli uomini, contrariamente a quanto millantano , sono insoddisfatti sessualmente e quindi stanno a seghe, prostitute e pornografia. Altro che "poligami" che trombano a destra e a manca come invece le leggende metropolitane vorrebbero far credere, purtroppo gli uomini mentono e mentono a se stessi quando dicono di avere una vita sessuale soddisfacente.Quello dell' uomo "cacciatore" e "conquistatore" è un mito "machista" creato dagli uomini stessi che non ha nulla a che vedere con la realtà, un mito che sta facendo passare dolori enormi agli uomini in quanto trattati per ciò che questo mito ha creato sulla loro immagine ma che nella realtà non sono, alla stessa stregua di un povero che millanta di essere ricco e che quindi in conseguenza di ciò si vede costretto a pagare soldi che invece non ha ma che ha dichiarato.
Quegli uomini che hanno davvero una vita sessuale frequente e soddisfacente non rappresentano nemmeno il l'1% o 2%, quindi un "elite", della popolazione maschile e sono quei ragazzoni ventenni grossi e muscolosi(che tanto piacciono agli stupidi gusti femminili odierni)che attirano a sè quasi tutte le donne quarantenni(oltre che le loro coetanee e quelle trentenni), sposate e non sposate, trombando quindi come dei ricci.


@Alberto: Benvenuto e grazie per il tuo commento, però ti chiedo di non offendere in quanto Mirella non è una femminista e non ha insultato nessuno.

Mirella ha detto...

> Il fatto è che un conto è stare in compagnia di uomini, un altro conto è stare in compagnia di altre donne. Nel primo caso ci si sente più sicure, nel secondo caso meno sicure. Nessuna poliziottessa o soldatessa si addentrerebbe mai in un' azione rischiosa se non fosse in compagnia di commilitoni uomini.

Confondi il sesso di appartenenza con il numero di persone: un uomo, in un'azione rischiosa, non si arrischierebbe certo *da solo*.
In determinate situazioni è il gruppo a fornire sicurezza... e ti posso garantire che un gruppo di donne può essere più micidiale di un gruppo di uomini.
Mai assistito ad una zuffa piazzaiola tra donne?
T'assicuro che è più facile per una donna il separare due uomini che per un uomo il separare due donne :-)))))))))


> dati alla mano, la migliore strategia riproduttiva è proprio quella legata al modello di famiglia naturale(cioè monogama, nucleare ed etero)

Se mi parli di sopravvivenza ed allevamento della prole, assolutamente SI, è giustissimo quanto dici... per la strategia riproduttiva il successo sta non solo nel concepimento ma soprattutto nel "successo" della prole (appunto sopravvivenza, crescita e raggiungimento dell'età adulta, riprodursi ecc...).
Ma non a caso ti ho citato "Guerre Sessuali": lì è chiarito non soltanto il concetto di poligamia maschile ma ANCHE quello femminile !
Il maschio cerca di propagare il più possibile i suoi geni mentre la donna cerca sia il maschio con geni "vincenti" e sia il maschio che la aiuti nella crescita della prole... due cose che non sempre si ritrovano nella medesima persona.
Ecco spiegato perché il 30% dei figli non sono del padre presunto ma di altro uomo (leggi = mi cucco il marito ricco anche se è racchio ma i figli me li faccio con un bonazzo di prim'ordine).
Il senso che io intendevo per "poligamia" maschile è puramente quello genetico, è ovvio che se andiamo a fondere il senso genetico con quello sociale la cosa va diversamente.

PS grazie per la lezione di creanza che hai dato a quel tale, anche se certi elementi mi sembrano la materializzazione dell'anti-poligamia che dicevi prima, leggi seghe-porno-eccetera... poveretto :-))))))))))))

Mirella ha detto...

Comunque, per tornare all'argomento originario, ovvero la sentenza di Cassazione, direi che la cd. *custodia cautelare* sia un istituto giuridico volto sia alla tutela di eventuali vittime di reiterazione del reato e sia alla tutela del "giusto processo" relativamente al rischio di fuga e/o inquinamento delle prove.

Non si tratta di porre la legge al di sopra della persona, ma ANZI di tutela di TUTTE le parti in causa, ivi compreso l'imputato.

Metti che si fosse trattato - come in effetti è stato - di ragazzini incoscienti: un'eventuale fuga trasformerebbe un processo con tutte le tutele legali (custodia cautelare) in un processo con imputato DETENUTO a tutti gli effetti, una volta che fosse riacciuffato !!!

Quelli che comunque manderei in galera senza appello sono i genitori... visto come hanno dis-educato i loro figli, a giudicare dall'azione compiuta.

Non si tratta di applicare lo pseudosillogismo "uomo-colpevole/donna-innocente", per niente... io in galera ci manderei per prime le donne, quando vedo quel che succede in certi divorzi !!!

Icarus.10 ha detto...

Ti risponderò in questi giorni. Comunque, DISCUSSIONE CHIUSA.