domenica 4 settembre 2016

Questo blog è ancora vivo e vegeto(anche se silente e inattivo)

Rieccomi di nuovo dopo una lunghissima assenza, la più lunga assenza  da quando questo blog è attivo(inizio 2008). Forse non ci sono più lettori di questo blog, ormai da tempo, apparentemente, e ripeto, apparentemente, abbandonato a se stesso. Quindi forse  scrivo e parlo solo  a me stesso, ma assumo  come ipotesi che sia rimasto ancora qualche  affezionato "irriducibile" che non abbia perso la speranza di "rivedermi". (continua a leggere)





Dalla totale assenza di post e commenti, si potrebbe dire che questo blog è morto. Ma in realtà, non è così,  perchè questo blog è il prolungamento del mio pensiero, quindi finchè il mio pensiero è vivo, attivo e militante, è vivo anche questo blog. Blog, questo che è semplicemente uno dei tanti strumenti, il primo in assoluto in ordine temporale, attraverso il quale diffondo il mio attivismo. Strumento che, però, è poco efficace. Questo vuol dire che preferisco usare, quando è possibile e quando ho tempo, anche e soprattutto altri strumenti più efficaci ai fini della diffusione della causa per cui mi batto. Mi riferisco a Facebook, tuttavia senza mai abbandonare definitivamente questo blog,  che considero il punto di base e di raccolta del mio Attivismo e verso il quale non posso che essere affezionato.

Già ebbi modo di parlare,  tempo fa,  del fatto che solo attraverso i Social(Facebook o Twitter) si può avere una seppur piccola possibilità di diffusione del proprio attivismo, attraverso le condivisioni a catena e i "mi piace", cioè la cosiddetta "viralità" tipica dei Social. I siti e i blog, quindi, servono a ben poco se non sono legati ad un "canale" facebook(cioè la Pagina Facebook) che diffonda la loro causa. Dall'altro canto, va detto che Facebook usa una spietata e capillare censura contro argomenti e tematiche fuori dal coro e dal pensiero dominante, attraverso la chiusura delle relative Pagine. Quindi, in tal senso,  i siti e i blog continuano ad essere indispensabili , anche se in forma diversa, e più ridimensionata, rispetto al passato: non più come strumenti principali di diffusione dell'attivismo, ma come, luoghi di raccolta o mezzi di appoggio di quel più vasto e importante Attivismo via Social perennemente sotto censura e repressione da parte.dei gestori dei suddetti Social

Come vi dissi tempo fa, io sono il creatore e gestore della pagina facebook  "AntiFemminismo"( https://www.facebook.com/AntiFemminismo-297305676963266/) , pagina creata da me nell'ottobre 2011, e che ha raggiunto in quasi 5 anni,  più di 2mila fans. Risultato molto positivo  relativamente al ridottissimo grado di diffusibilità che possono offrire i blog e siti, ma ampiamente scarso e scadente relativamente all'enorme quantità(milioni e milioni) di persone del nostro Paese,
Il motivo è semplice. Per la gente, il termine "Femminismo" rimanda ai concetti basilari e sacrosanti di "Parità" e "Uguaglianza", perchè da sempre il Femminismo si è spacciato truffaldinamente  come promotore di questi concetti ed ideali. Quindi schierarsi contro il femminismo, agli occhi dei più può significare schierarsi contro la parità e le donne, con la conseguenza di allontanare, anzichè avvicinare, anche coloro che potenzialmente possono stare dalla nostra parte.

E allora, stando così le cose, bisogna adottare una nuova strategia che faccia in modo che la gente vada  in profondità, cioè riesca ad entrare nel merito della causa della Questione Maschile(QM), anzichè soffermarsi alla superficie, cioè all'etichetta. L'etichetta "AntiFemminismo", pur giusta e sacrosanta, strategicamente non va bene(se non negli ambiti ristretti della militanza ),per i motivi prima detti,e allora bisogna agire di conseguenza. Difendere strenuamente i propri ideali è sacrosanto e doveroso(se sono giusti), ma essere settari  è assolutamente  controproducente rispetto a quegli stessi ideali che si vogliono difendere e diffondere. Bisogna aprirsi verso l'esterno, in modo tale da poter diffondere la propria causa. Non c'è altra strada.


Il Mens's Rights Activism(MRA), cioè l'Attivismo per i Diritti degli Uomini, è una  soluzione in tal senso. Esso è un Attivismo-nato nei paesi anglosassoni e che si sta anche in India(paese  in cui il femminismo governativo è forse quello più feroce del mondo) e altrove-che  pur avendo una forte connotazione antifemminista, cerca di insistere  e focalizzarsi sulle tematiche maschili e le discriminazioni anti maschili, senza soffermarsi troppo sulla pur giusta etichetta di "antifemminismo"  e senza abbracciare teorie cospirazioniste.

Ecco perchè nel novembre scorso, creai  una nuova Pagina(di cui sono gestore unico e assoluto, ma spero di trovare altri "colleghi" che possano collaborare, dato che ho pochissimo tempo) che si chiama: "Diritti Maschili - MRA Italia". (  https://www.facebook.com/Diritti-Maschili-MRA-Italia-855334311251313/ )




 Pagina, questa, che sta avendo un successo molto maggiore della pagina "AntiFeminismo"(che da tempo ormai ho lasciata inattiva, seppur conto di aggiornala ogni tanto), con oltre 6800(fin qui,) fans. La crescita, purtroppo, si è rallentata di molto, però potenzialmente può raggiungere un pubblico molto più vasto.


Il taglio di questa Pagina è molto più "soft" e "diplomatico" della pagina "AntiFemminismo" , ma è solo una strategia comunicativa per cercare di avvicinare quante più persone possibili alla causa dei diritti maschili e della parità in generale.

Tanto per farvi rendere conto del grande grado di diffusibilità dei Social, e quindi di questa mia nuova Pagina, vi mostro il numero di persone raggiunte(visibile solo dzl gestore della pagina, cioè me) da un post, pubblicato  da questa mia pagina, a riguardo della situazione di un padre separato.




Avete letto bene: 414787 persone raggiunte! Ovviamente vi ho mostrato il post che ha fatto il record di persone raggiunte, ma comunque ogni post raggiunge almeno 5 mila persone.  Insomma, grazie alla mia pagina, ogni qualvolta pubblico un post, migliaia di nuove persone vengono raggiunte(attraverso la "viralità" di Facebook, il cui meccanismo ho spiegato sopra), e quindi vengono a conoscenza di questa battaglia purtroppo ancora in larga parte sconosciuta alla gente.

Invece i vari siti, blog(compreso questo) e forum sulla Questione Maschile, tutti insieme, raggiungono a malapena, se tutto va bene, un centinaio persone al mese. Grazie a me, invece, questa causa è un pò uscita dalla nicchia. Non lo dico per pavoneggiarmi, ma per mostrare  come si può cercare di trasformare  una minuscola realtà di pochi attivisti in una realtà più ampia ,  ed evidenziare che  palesarsi pubblicamente o partecipare ad una riunione di pochi attivisti,  per quanto siano cose giuste e sacrosante, da sole non sono sufficienti, in quanto occorre creare prima  un consenso, cioè diffondere questa causa verso più persone possibili.  E questo lo si può fare solo con i Social. Solo con i Social lo si può fare, perchè non abbiamo nessuna rappresentanza o appoggio mediatico, sociale e politico che possa promuovere e diffondere la nostra battaglia.

Prima di chiudere, vorrei precisare, che in questo lungo tempo ho corretto e modificato anche alcune mie posizioni riguardanti la politica, le questioni estere e altri argomenti. Francamente, non so se abbia ancora o no  senso la tradizionale nomenclatura e classificazione politica "sinistra-centro-destra". Forse sì.  Ma rimane il fatto  che mi sono liberato, per fortuna già da tempo, da questa gabbia schematica che non permettere di guardare oltre. E l'oltre, è  l'Etica. E ne abbiamo parlato tante volte, qui dentro, quindi è superfluo spiegare il perchè.  La Questione Maschile stessa-come detto e ripetuto tante volte- rientra  nella Questione Etica(e viceversa), ma  quest'ultima è una questione tabù, difficilmente accettabile da parte della gente, perchè vige il Culto Liberale(di cui il Femminismo ne è espressione applicata al rapporto fra i sessi).
Essendo tabù la Questione Etica, inevitabilmente, la questione maschile viene affrontata  in un modo del tutto indipendente e slegato da ogni approccio  Etico, quindi in modo del tutto limitato e "monco".  E' come studiare  un fenomeno chimico senza tenere conto dell'aspetto fisico. : sarebbe un approccio limitato.

E siccome, solo in questo blog, si può affrontare il rapporto fra sessi in modo imprescindibile dalla Questione Etica, si capisce l'importanza che continua ad rivestire questo blog.

Infine, avviso che da tempo non mi collego nella posta privata, quindi mi scuso con chi eventualmente mi abbia scritto in privato e non abbia ricevuto risposta.

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