mercoledì 18 gennaio 2012

L' immenso Potere del Valore Donna

Illustriamo e descriviamo una scena recentissima(sul finire del 2011) che immortala l'assalto squadristico contro un campo abitato da nomadi di etnia Rom  accusati  falsamente di stupro da una ragazza, e per miracolo non culminato in strage solo perchè durante il raid in corso ci fu la ritrattazione della falsa vittima che ammise di essersi inventata tutto.

Questa scena descrive alla perfezione il sentimento iper protettivo che le donne suscitano negli uomini, e di come quest' ultimi in nome della difesa delle donne(e bambini) siano disposti talora a infierire contro altri uomini.
Se si può capire(anche se non giustificare) questo atteggiamento in relazione all' offesa nei confronti dei bambini(i bambini sono inermi e indifesi, a prescindere), non si capisce affatto perchè ciò avvenga anche in relazione alle donne in quanto donne, tanto più, poi, in una società che la propaganda politicamente corretta definisce "maschilista" e che come tale quindi-stando alla suddetta propaganda- sfavorirebbe le donne considerandole "oggetti". C'è qualcosa, quindi, che non quadra.

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"Cultura dello stupro" e "società maschilista"?

Ci raccontano che nella società da sempre vige la "cultura dello stupro", espressione questa che insinua che lo stupro oltre ad essere praticato in massa(balla clamorosa), sia giustificato e avallato culturalmente da questa società(balla ancora più clamorosa). E allora perchè di fronte ad un caso di presunto stupro(a prescindere se il presunto autore sia italiano o immigrato), il popolo, i politici, le istituzioni e i media si mobilitano con un sentimento così rabbioso non riscontrabile nemmeno in presenza di un omicidio o addirittura una strage? Perchè si formulano leggi che rendono obbligatorio il carcere preventivo e invertono l' onere della prova per il reato di violenza sessale, e non invece per il reato di omicidio e strage? Perchè i detenuti(a prescindere dalla nazionalità) incarcerati per violenza sessuale devono essere messi in isolamento per evitare il linciaggio degli altri detenuti, e invece i detenuti per qualsiasi altro reato che non sia per violenza contro donne e bambini, non subiscono questi tentativi di linciaggio? Come mai lo stupro è considerato più grave dell' omicidio? Quindi, tirando le somme, come sono possibili tutte queste cose- prima enumerate-in una società che si dice essere "maschilista" e che addirittura approverebbe lo stupro(cultura dello stupro)?

Particolarizzandoci alla scena prima descritta,si obietterà affermando che più che dalla rabbia  per uno stupro in sè questo raid sarebbe stato dettato solo dall' odio razziale e xenofobo che avrebbe strumentalizzato lo stupro. Ma non è così. A parte che quella scena prima descritta è solo un esempio per descrivere una situazione generalizzata che va ben oltre quindi la componente razziale( è stata presa come esempio solo perchè è stata immortalata da varie foto che ben descrivono visivamente la sostanza del discorso che stiamo affrontando), certamente la componente razziale accentua la pulsione al linciaggio in queste situazioni(cioè se il presunto autore dello stupro è un nero, un rom, o un immigrato), ma di per sè tale pulsione è già presente alla base, a prescindere dell' etnia del presunto autore dello stupro, lo dimostrano i fatti(come abbiamo visto prima, il clamore e il clima di rabbia e linciaggio in merito ad uno stupro non guarda certo l' etnia del presunto autore-pur indubbiamente accentuandosi se è un extracomunitario-e nelle note alla fine di questo articolo vi sono anche alcuni esempi a riguardo).
 La legge morale del  "le donne non si toccano nemmeno con un fiore"(a prescindere se la donna in questione sia forte o debole,  onesta o no, criminale o meno) da sempre ammonisce qualunque uomo in tal senso, a prescindere dall' etnia e della nazionalità. E chi lo trasgredisce si becca il linciaggio(fisico e/o morale).

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Cultura pro-woman e Valore Donna.

Quindi altro che "cultura dello stupro" e "società maschilista". Al contrario, vi è una mentalità pro-woman. E questo da sempre, anche nelle epoche e luoghi a tradizioni patriarcali. Il motivo di questa mentalità "pro-woman" trova origine nell'enorme peso emotivo e morale che da sempre la figura femminile suscita negli uomini e nella società in generale, in ogni epoca e luogo. Sicuramente in ciò gioca un ruolo molto importante e fondamentale  l'enorme potere sessuale e seduttivo che la donna può esercitare sull' uomo, potere che a parti invertite è molto meno intenso per ovvie ragione biologiche, ormonali e culturali. Tale disparità di potenziale attrattivo che ha posto l'uomo in uno stato di perenne domanda e accondiscendenza(e quindi di sostanziale svantaggio in questa dinamica) nei confronti di chi maggiormente suscita questo potere attrattivo(cioè la donna) ha fatto sì che la figura della donna in se stessa finisse per assumere agli occhi dell' uomo medio un sorta di "perla rara" o "valore aggiunto"(facendo un' analogia: l'oro costa molto di più del rame in quanto si trova molto meno facilmente) che-unita alla minore(in media) prestanza fisica femminile e alla martellante propaganda femminista oramai istituzionalizzata e radicatasi nella mente dei più, secondo cui le donne sarebbero vittime di "discriminazioni", "oppressioni" e "violenza di genere" di ogni sorta- ha accordato  al sesso femminile, quindi, lo status morale e giuridico di "gentil sesso", di "sesso debole"(diventa "forte" invece quando si deve esaltare la sua figura a scapito di quella maschile, secondo lo stile suprematista femminista), di "parte vittima", e così via, e quindi come tale moralmente legittimata a ricevere trattamenti speciali e diversificati. Ecco così che è nato il "Valore Donna". Un Valore che come tale-e dopo lo vedremo-esercita un Potere, e per di più enorme, per via del suo elevato significato intrinseco.

Quella comunemente detta "Cavalleria"-cioè il dar la precedenza alle donne sempre ovunque e comunque in ogni campo e situazione, dalle più piccole(ad es. la galanteria) alle più grandi(discriminazioni "positive", sacrificare la propria vita per la donna, etc) passando per tutta una serie di comportamenti maschili in cui si tende ad anteporre la donna -non è altro che quell' insieme di atteggiamenti con cui da sempre l'uomo medio manifesta questa sua eccessiva dipendenza emotiva e morale nei confronti del femminile e questo suo sentimento iper protettivo nei confronti delle donne, autodiscriminandosi, così, brutalmente.  Alla faccia della tanto urlata "misoginia" e della "violenza di genere" che- secondo la propaganda femminista e politicamente corretta-da sempre avrebbero imperato nelle società di ogni epoca e luogo.

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Competizione e sacrificabilità maschili.

In virtù di quel peso morale appena descritto, gli uomini, in nome della difesa della donna, sono disposti a sfavorire altri uomini.  Per rendersene conto, basta guardare l'altra faccia della medaglia del concetto appena descritto:  gli uomini da sempre sono disposti a morire per la difesa della donna, in nome dell' onnipresente(in ogni epoca e luogo) parola d' ordine del "prima le donne e i bambini", di cui la tragedia del Titanic-solo per far un esempio- è stato  uno dei casi più rappresentativi ed emblematici in tal senso( gli uomini naufraghi lasciarono letteralmente il posto alle donne naufraghe morendo quindi al posto loro). Così come da sempre si sono accollati i ruoli e le mansioni più rischiose, massacranti e usuranti in ogni campo(specie nel mondo del lavoro, e infatti la stragrande maggioranza dei morti sul lavoro è maschile). Quindi se moltissimi uomini da sempre sono  stati e sono disposti a morire al posto delle donne, diventa logico che in difesa di quest' ultime sono stati e sono disposti anche a sfavorire altri uomini.  Cioè, se in nome della donna molti uomini sminuiscono la propria vita, a maggior ragione sminuiscono l' altrui vita(maschile).

Questo atteggiamento rientra nella logica naturale della competizione tra maschi nel "corteggiamento" della femmina, e quindi è comune in tutto il regno animale e non solo in quello umano, solo che in quest' ulltimo tale logica competitiva si è inflazionata estendosi anche all' aspetto culturale (come prima descritto)facendo, quindi,  della donna un soggetto di una categoria da proteggere a prescindere dall' aspetto del corteggiamento: la donna in quanto donna va protetta e deve avere precedenza sull' uomo. La donna, prima di tutto. E gli uomini? Si sacrifichino per le donne! Altrimenti che uomini sono?!

Agghiacciante questa logica, una vera e propria pratica sacrificante, al limite dell' autolesionismo e del martirio, con la quale l' uomo medio, sin dagli albori dell' umanità, mette in secondo piano se stesso e gli altri uomini anteponendo la donna in quanto donna. E le donne da sempre hanno non solo accettato volentieri questo stato e ruolo, ma lo hanno anche preteso con forza dagli uomini: "Protezione e sicurezza", primo e indispensabile requisito che la donna richiede dall' uomo affinchè egli possa essere considerato degno di virilità o attenzione, sia in un rapporto di coppia,sia in ogni aspetto generale della vita.
Ecco perchè in nome di questo paradigma sociale e morale gli uomini(molti) da sempre sacrificano la propria salute per la donna, e colpiscono altri uomini, in nome  dell' "onore"  e della "dignità" della  donna.  Più in generale, gli uomini sfavoriscono se stessi e gli altri uomini, in nome della donna.

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Valore Donna e Potere Morale Femminile

Spesso si usa chiamare, a torto, la logica e la mentalità prima descritte con il termine "paternalismo", facendo notare che sia l' opposto rispetto alla cultura femminista. Ma questo non è vero, in quanto è solo un luogo comune, quello secondo cui il Femminismo sia nato e si batta per la "parità dei generi". Il Femminismo(inteso come mentalità, cultura e struttura mediatica e politica), al contrario, si batte per gli interessi e per l'affermazione femminili a prescindere da tutto(oltre che per un vero e proprio suprematismo di genere, di chiaro stampo sessista), quindi, se la circostanza lo richiede, per il conseguimento dei suoi scopi non si fa certo il problema a ricorrere a certe azioni o stereotipi che potrebbero rimandare a certi schemi tradizionali("gentil sesso", "cavalleria", etc). Pertanto come la si voglia chiamare o non chiamare questa logica e mentalità, il Femminismo ci marcia sopra.

 E ci marcia sopra perchè l' enorme peso morale della figura della donna-cioè il Valore Donna- determinato da quell' insieme di fattori prima descritti e analizzati- e manifestato come abbiamo visto prima,attraverso quella mentalità e cultura che molti chiamano "paternalismo"- rappresenta un vero e proprio Potere Femminile di natura morale; e proprio in quanto morale esso è quanto più influente ci possa essere, perchè è la morale vigente che determina e detta l' agire comune in ogni campo e contesto, da quello sociale a quello politico. Chi ha la leve del potere politico o amministrativo o giudiziario, o altro,  è solo un burattino della morale vigente(oltre che dell' eventuale blocco economico-politico o malavitoso che lo sostiene), in quanto il suo successo o meno sta principalmente nel grado di consenso che riscuote tra la gente(ecco perchè quei pochi politici e magistrati coraggiosi che agiscono in barba a quello che pensa il grosso dell' opinione pubblica, vengono emarginati e messi all' angolo) . Si spiega, quindi, perchè tutti i politici di tutti gli schieramenti, trasversalmente, fanno a gara a chi approva e formula quante più leggi possibili a favore delle donne(specie in materia di reati sessuali, quote rosa, etc).

Tutte quelle leggi richieste e rivendicate dalle donne come "diritti femminili"-aborto, divorzio, quote rosa, discriminazioni "positive" varie, decreti sullo "Stalking", leggi ultra repressive in materia violenza sessuale che hanno esteso la concezione di questo reato e invertito l' onere della prova, e quant'altro, che si susseguono via via nel corso degli anni- sbagliate o giuste che siano, sono state ideate, formulate e approvate da politci uomini(o almeno in gran parte uomini), proprio perchè tali leggi  rispondevano e rispondono alla domanda popolare, cioè alla morale vigente e dominante; altrimenti, per ragioni elettorali, si sarebbero ben guardati dal formularle e approvarle(per il timore di scontentare l'elettorato maschile). E invece non se ne sono guardati affatto perchè sapevano e sanno di accontentare il popolo(sia femminile che maschile), quindi di compiacere la mentalità vigente e dominante, nella quale tra l'altro sono immersi anche loro(e quindi non è solo una questione di tornaconto elettorale). Alla faccia, quindi, della  favoletta della  "mentalità maschilista" diffusa dalla propaganda femminista e creduta dal popolobue boccalone.

Poco importa, quindi, se in un determinato posto di potere(di qualsiasi natura, all' infuori di quella morale) ci sia un uomo o una donna; ciò che conta, infatti, è la mentalità vigente alla base, cioè il Potere Morale che determina, influenza o guida altri Poteri più visibili, tangibili e apparentemente più influenti ma nei fatti subordinati al Potere Morale perchè su di esso trovano, in gran parte, sussistenza. Così come una donna non ha bisogno di usare la propria forza fisica o un' arma per vendicarsi di uno sgarro subìto da un uomo("molestia", "stupro" o qualunque altra offesa varia, vera o presunta che sia) in quanto il suo essere "donna offesa"-cioè Valore Donna offeso- determina l'azione rabbiosa e vendicativa di parecchi uomini che fanno "giustizia" contro l' offensore(vero o presunto), allo stesso modo non ha bisogno di stare in un determinato posto di potere per ottenere leggi, provvedimenti o sentenze a suo favore in quanto è l' essere donna-il Valore Donna- che determina ciò: i legislatori e i giudici(che detengono il potere,rispettivamente, politico e giudiziario)- uomini o donne che siano- si adeguano a questa mentalità e agiscono di conseguenza.

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La menzogna sul cosiddetto "Potere Maschile", e sue conseguenze.

Ecco perchè è ridicolo parlare di "Potere Maschile" solo perchè la maggior parte dei parlamentari e dirigenti d'azienda è di sesso maschile(è a maggioranza di sesso maschile non per via di una discriminazione ma perchè in questi campi  generalmente gli uomini si occupano maggiormente delle donne), i quali tra l'altro sono solo una piccola e ristrettissima cricca, elite, che non ha nulla a che vedere con la stragrande maggioranza del genere maschile che invece vive-come, del resto, la stragrande maggioranza del genere femminile- secondo le ordinarie difficoltà di vita in un mondo così diffcile e ostile, e ben lontano, quindi, dal Potere.
E intanto su questa balla di dimensioni colossali sul  "Potere Maschile", il Sistema vigente(cioè quello stesso Sistema che secondo la propaganda femminista è a "Potere Maschile") ha potuto costruire e giustificare quella vasta struttura sociale, morale, giuridica e giudiziaria delle cosiddette "discriminazioni positive" a favore delle donne, che sta facendo pagare a tantissimi citadini di sesso maschile, a loro insaputa,  un prezzo altissimo per un Potere da loro non detenuto, e per colpe(vere o presunte che siano) passate e presenti-addebitate all' intero genere maschile- da loro non commesse.
Inaudito.
Il Femminismo è inaudito.

NOTE
-La misoginia esiste ed è sempre esistita, non è quindi un' invenzione del Femminismo. Ma, a differenza di quanto la propaganda femminista e politicamente corretta ha fatto credere, non è mai attecchita a livello generalizzato nè culturale, ma si è mantenuta su dimensioni individuali e per di più assumendo una connotazione psicologica pù che ideologica. Non può che essere così, perchè l' innato(fattori naturali) e acquisito(fattori culturali) spirito protettivo che, generalmente, l' uomo da sempre ha per la donna(e che la donna ha sempre richiesto dall' uomo) non si concilia con la misoginia, la quale necessariamente, quindi, va ascritta ad un numero estremamente esiguo del genere maschile. Inoltre, la maggior parte dei grandi scrittori, poeti e artisti ha dato così grande rilievo alla figura della donna, spesso esaltandola a dismisura. Solo una minoranza di essi(specie, certi filosofi) si è espressa in termini misogini. Oggi come oggi,nell' epoca delle "discriminazioni positive" ,delle "mobilitazioni internazionali a favore della donna" e dei Ministeri per l'affermazione femminile(autoproclamatisi "Per la Pari Opportunità"),  più che della sopravvalutata misoginia bisognerebbe preoccuparsi della sottovalutata Misandria(odio contro il maschile) la quale invece si esprime in grande stile, talvolta subdolamente, talvolta  esplicitamente e sfacciatamente, nelle tante e troppe forme di Male Bashing mediatico e culturale.

-Come ulteriore riprova per evidenziare come questo clima di linciaggio per un presunto stupro sia indipendente dalla nazionalità ed etnia del presunto autore, si potrebbe citare la vicenda sul cosiddetto "stupro di capodanno" ,1 gennaio 2009, (di cui fu accusato un ragazzo italiano), per cui per giorni media, politici e opinione pubblica strillarono rabbia e vendetta,e  in forza di tale onda emotiva e rabbiosa collettiva-specie dopo che il ragazzo venne messo ai domiciliari in attesa del processo-venne partorito in fretta e furia il cosiddetto "decreti antistupri" che tra le tante cose vieta proprio gli arresti domiciliari per gli accusati e/o condannati per violenza sessuale. Oppure si potrebbe citare il caso di Luca Bianchini, uomo italiano,accusato di alcuni stupri, che venne processato a porte chiuse in difesa della sua incolomità per un eventuale e probabilissimo linciaggio della folla. Questi sono solo due esempi fra gli infiniti che si potrebbero fare. Dopotutto, le richieste di linciaggi e castrazione per gli autori di reati sessuali, oggi vanno molto di moda, e non sembrano soffermarsi sull' etnia dell' accusato.

- Sul sacrificio maschile a favore delle donne: "Alla scuola del Titanic": http://www.uominibeta.org/2011/10/03/alla-scuola-del-titanic/
http://ilvolodidedalo.blogspot.com/2011/10/come-il-dono-maschile-viene-trasformato.html
e doppi standard di misura a riguardo: "Non ci sono femministe in una nave che sta affondando": http://antifeminist.altervista.org/analisimedia/n2742007.htm
e anche qui: "Affonda il Titanic femminista": http://misandria.altervista.org/affonda-il-titanic-femminista/

- Per ulteriore riprova di quanto il Valore Donna abbia un potere immenso e devastante,si potrebbero citare quei tanti casi di uomini di potere(capi di Stato,magnati internazionali, etc)che esercitano il loro immenso potere incontrastati, in barba alle tante malefatte e crimini di cui spesso sono responsabili oppure di cui sono accusati(a torto o a ragione) da altri poteri, godendo della più completa impunità, ma basta una accusa di "molestia sessuale"-spesso nemmeno corredata da prove ma solo dalla dichiarazione della donna denunciante-per metterlo KO e farlo dimettere, e spesso anche facendolo finire in carcere, quando invece quasi nemmeno per un' accusa di genocidio sarebbe costretto(specie se occidentale) a dimettersi, men che meno varcherebbe la soglia del carcere.

-Quello che a torto viene definito "patriarcato"-qualunque possa essere il giudizio su di esso-non è sinomimo di "maschilismo". La cultura di una volta,, semplicemente, assegnava alla donna lo status di "parte debole" e quindi la esenta da mansioni rischiose e faticose nonchè da situazioni di responsabilità(incarichi pubblici), che invece ricadono tutti sugli uomini. Con questo non si vuole certo esprimere un giudizio sul patriarcato-negativo o positivo che sia-nè si vuole dire che abbia favorito le donne, bensì si vuole solamente mettere in evidenza come esso abbia i suoi pro e contro, tanto per le donne quanto per gli uomini. La propaganda femminista, però, ha interpretato la cultura patriarcale del passato come una storia di "oppressione" degli uomini contro le donne, quasi facendo credere che mentre le donne avevano ruoli domestici, gli uomini se la spassavano fuori e detenevano chissà quale "Potere", quando invece, in realtà, gli uomini si massacravano dalla fatica nei campi, nelle cave, nelle miniere, e quant'altro, per sostenere e dar da mangiare moglie e figli, ed erano reclutati in massa, loro malgrado, contro la loro volontà, nel servizio di leva(che a quei tempi poteva durare anche 4-5 anni) nonchè nelle guerre(e a quei tempi erano all' ordine del giorno). Chi deteneva il Potere, invece, erano i sovrani e i nobili i quali tra l'altro condividevano tale potere con i loro familiari(specie, le mogli).

-Qui è un esempio di come gli uomini esercitavano questo loro fantomatico "Potere". Lavori ripugnanti: http://antifeminist.altervista.org/risorse/lavori_ripugnanti.htm

-Qui riportiamo alcuni esempi di quanto "paritari" siano i discorsi e le tesi femministe. Citazioni femministe: http://antifeminist.altervista.org/risorse/citazioni_femministe.htm

-Oggi nell' era della "parità" e del Femminismo si è incredibilmente rispolverato il patriarcale "Prima le donne e i bambini", leggendolo, però, non più nella sua ottica originaria(cioè del "sesso debole") bensì come forma di "salvaguardia della specie". Giustificazione sessista e disonesta, questa, così ridicola che non meriterebbe nemmeno di essere commentata, infatti l' umanità non è mai stata in pericolo di estinzione,nemmeno nelle epoche delle carneficine belliche e delle pandemie; al contrario ogni anno la sua popolazione cresce a dismisura, talvolta seguendo ritmi esponenziali. Pertanto si deve dare la precendenza solo ai bambini(e alle altre fasce deboli), uomini e donne devono stare sullo stesso piano(in termini di diritti e dignità), ma al Femminismo la "parità" va bene solo dove fa comodo.

-Sulla favola del "Potere Maschile" a cui si continua a credere e per cui si sfornano discriminazioni antimaschili(le c.d.  "discriminazioni positive") come sorta di controbilanciamento a tale fantomatico "Potere", già parecchi si sono pronunciati demistificandola. Tra i più importanti lavori in questo senso, si segnalano il "The Myth of Male Power"(Il Mito del Potere Maschile)di Warren Farrell(ex femminista) e "Questa metà della Terra" di Rino Della Vecchia.


14 commenti:

bastiancontrario ha detto...

Caro Icarus, sono bastiancontrario sul forum antifeminist2. Perdonami se non riesco a scrivere sul tuo forum, che comunque, non sempre, ma qualche volta leggo.
Scrivo parecchio su internet e purtroppo non riesco ad arrivare a tutto, anche se vorrei.
Non ti prometto niente, ma se posso, prima o poi E CON IMMENSO PIACERE, lascerò qualche commento sul tuo blog.
Ti faccio tantissimi complimenti per la passione e la verità che metti nei tuoi articoli e ti invito a non mollare e a non scoraggiarti se sono pochi a scrivere nel tuo ECCELLENTE blog.
Ciao, NON MOLLARE!!!!
bastian.

Icarus.10 ha detto...

Ciao bastian ti ringrazio per l' apprezzamento e per l' incoraggiamento!

Anonimo ha detto...

Ottimo.

Un articolo amaro (ma non può essere che così) dal contenuto ineccepibile e ben argomentato.

Anche coraggioso, perché in parte controcorrente rispetto alle tesi degli "antirazzisti" di maniera che vedono razzismo anche dove non c'è e che, dove c'è, lo usano cmq artatamente per nascondere ai loro stessi occhi quelle verità che non vogliono vedere.

Bravo.

Rino DV

P. S. grazie per aver citato QMDT.

Icarus.10 ha detto...

Grazie per l' apprezzamento.
Per quanto riguarda il razzismo, infatti non c'entra nulla con la vicenda dell' assalto al campo ROM, l'avrebbero assaltato anche se fosse un campo abitato da nomadi italiani,in quanto questo clima e richiesta di linciaggio sugli uomini accusati da donne di reati sessuali va molto di moda e infatti è usato dai politici per guadagnare voti.


Segno che questo clima(stuprazionismo) è cultura dominante e quindi cavalcarlo paga molto in termini di consenso(elettorale, morale, etc).

AntiFeminist ha detto...

Ti avevo già fatto i complimenti in privato per l'ottimo articolo, ora te li faccio anche pubblicamente.

La demonizzazione degli uomini ormai sfocia sempre più nel linciaggio generalizzato e segue la logica del "sbaglia un uomo, devono pagare tutti gli uomini". Le manifestazioni femministe a cui stiamo assistendo negli ultimi anni in Italia servono per desensibilizzare le masse riguardo la violenza contro gli uomini. Violenza che si verifica nei tribunali, nei linciaggi ciechi e irrazionali, nelle navi che colano a picco e si strilla al "prima le donne e i bambini" etc.etc.

Per questo la demonizzazione di ogni gruppo umano è una cosa che va presa terribilmente sul serio, perchè anticipa sempre la violenza morale/psicologica/fisica su quel dato gruppo umano.

Su questo argomento, come ben sai, avevo fatto alcune riflessioni in aggiunta ad un paio di articoli sulla propaganda:

http://antifeminist.altervista.org/varie/propaganda_tavistock.htm

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"Questa è una regola universale, che gli onesti applicano a qualsiasi gruppo umano, mentre i disonesti sono pronti a demonizzare interi gruppi umani di milioni, centinaia di milioni, o addirittura miliardi di persone, salvo poi chiedere "garanzie" affinchè il gruppo umano di cui loro fanno parte non venga attaccato con le stesse tecniche di demonizzazione."
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Un caso molto lampante è la demonizzazione contro l'Islam e i musulmani, una demonizzazione portata avanti in modo ipocrita -nel tentativo vano e disonesto di spostare l'attenzione delle femministe altrove, come se l'attenzione delle femministe non fosse già concentrata sul mondo islamico- da chi magari si lamenta dello stesso tipo di demonizzazione che stanno subendo gli uomini in generale da parte del femminismo.

Questa strategia deriva dall'ideologia neocon/straussiana dei cosiddetti "atei devoti", di cui si parla in questo articolo:

http://antifeminist.altervista.org/varie/leo_strauss_1.htm

AntiFeminist ha detto...

Uno degli strumenti usati dai neocon/straussiani, che credono di far parte di chissà quale "elite segreta di illuminati", solo perchè leggono giornali con tiratura microscopica come "Il Foglio" (anche i lettori di "Liberazione" credono di essere l'avanguardia illuminata dell'umanità per lo stesso motivo...) è quello della "nobile menzogna": le masse sono composte da imbecilli, e l'unico modo per controllarle è dare loro una "nobile menzogna" (la religione, nel caso degli "atei devoti"), a cui gli stessi straussiani ovviamente non credono. La cosa ironica è che oltre ad essere atei, molti di questi atei-devoti -specie i sessantottini- per gran parte della loro vita, e specialmente durante la giovinezza, sono stati anche ferocemente anti-clericali, anti-cristiani e laicisti al 100%. Solamente dopo essersi convinti di essere una "minoranza illuminata" hanno tirato fuori in maniera del tutto strumentale concetti come le radici "giudeo-cristiane" (ovviamente in contrapposizione allo spauracchio "Islam") e si sono detti contro la "società secolare". Molti di questi inoltre conducono uno stile di vita in netta contrapposizione a quello che predicano: vogliono la "morale cristiana", eppure non disdegnano la società scopereccia del sesso libero. Vogliono mantenere gli immigrati fuori dall'Italia, però poi magari hanno la fidanzata immigrata. Si lamentano delle scarse nascite nel paese, però loro non hanno figli. Insomma, è tutto un "armatevi e partite" indirizzato al Popolo Bue, che dovrebbe uniformarsi a quei modelli di vita basati sull'autentica morale cristiana che gli atei-devoti sono i primi a non rispettare. Tutto questo perchè gli atei-devoti vorrebbero poter fare quello che gli pare, loro piccola "minoranza illuminata", in una società però che si mantenga abbastanza stabile per evitare il collasso grazie all'aderenza delle "masse beote" alla "nobile menzogna" della religione. Per gli straussiani se ci sono troppe persone che non rispettano uno stile di vita che aderisca alla "nobile menzogna", poi la società rischia il collasso, minacciando così lo stile di vita libertino anti-tradizionalista della "piccola minoranza illuminata". Insomma, stiamo parlando di Ipocrisia con la I maiuscola: il grande gregge di pecore deve mettersi in riga per permettere ad un gruppetto di pecore che si credono leoni di poter far il cazzo che gli pare.

AntiFeminist ha detto...

Un altro strumento usato dai neocon/straussiani consiste nella creazione di un "nemico metafisico", uno "spauracchio" (l'Islam e i musulmani in questo caso) nel tentativo (vano) di spaventare le femmine per far si che queste "in preda al terrore si rimettano in riga". Ma guarda caso, più aumenta l'islamofobia negli USA, ad esempio, e più aumenta il femminismo stesso (sia in CASA che FUORI...), e le femmine ora rappresentano il gruppo che sta crescendo più velocemente all'interno dell'esercito americano, alla faccia della "paura". Basti pensare che dopo l'uccisione di Bin Laden, in famosi siti femministi americani le femministe si lamentavano che nel gruppo Seal che partecipò all'operazione non c'erano donne. Insomma, anche loro vogliono poter fare lo scalpo, materialmente, a qualche "terribile terrorista islamico" (tra l'altro avevo letto un sondaggio sulle "soldatesse" americane che diceva che circa il 90% di esse si definivano "femministe"). Detto in poche parole, per i sessantottini che pensano di terrorizzare femmine e femministe raccontando loro qualche favoletta in stile "Protocolli dei Savi di Islam", utilizzando qualche aneddoto macabro collegato arbitrariamente per presentare un quadro futuro da "incubo", la strategia non solo è fallimentare, ma anche controproducente, perchè invece di affrontare il male femminista in modo frontale e diretto, dicendo che è sbagliato perchè poggia su pilastri ideologici marci, si cerca di contrapporlo ad uno "spauracchio" la cui forza di suggestione non durerà in eterno (già adesso è molto blanda), e che quindi sta solamente facendo "guadagnare tempo" alle femministe, perchè la loro ideologia non viene sbugiardata e attaccata frontalmente.

Per concludere, riguardo a questa tua riflessione:

"certamente la componente razziale accentua la pulsione al linciaggio in queste situazioni(cioè se il presunto autore dello stupro è un nero, un rom, o un immigrato), ma di per sè tale pulsione è già presente alla base"

Concordo totalmente, e questa tua riflessione smentisce una volta per tutte la baggianata secondo cui il femminismo sarebbe una "guerra contro il maschio-bianco giudeo-cristiano" ("nobile menzogna" raccontata dagli straussiani, per i motivi sopra descritti) e che le femmine occidentali avrebbero "in simpatia" uomini di altre etnie o religioni, come arabi o musulmani.

Il femminismo è la Guerra Mondiale al Genere Maschile dell'intera umanità, senza distinzioni di colore della pelle, etnia, religione, nazionalità.

Icarus.10 ha detto...

Ti ringrazio per i complimenti e per la disanima critica a riguardo dell' ideologia NeoCons che è guerrista e fomentatrice di un insulso scontro tra civiltà dalle conseguenze potenzialmente devastanti.

Sull' episodio dell' assalto al campo ROM,ci ho tenuto a specificare in quanto è stato fatto passare un pò troppo semplicisticamente per un mero atto di intolleranza xenofoba(oltre che addirittura assolvendo la ragazza che "poverina" sarebbe stata costretta dalla "mentalità maschilista della società" ad inventarsi uno stupro per paura di subire l'ira dei familiari a seguito di un suo rapporto sessuale)e non invece per un atto vendicativo "pro-woman" come invece è stato(non a caso gli squadristi prima di incendiare il campo hanno intimato "escano fuori le donne e i bambini".)

Infatti questo clima di linciaggio è presente anche quando l' accusato di stupro è italiano.
Ma nonostante ciò le galline femministe si ostinano a dire che questa società "giustifica lo stupro".

Icarus.10 ha detto...

Per descrivere e analizzare tutta la mentalità sessista e politicamente corretta oggi vigente, occorrerebbero miliardi di libri e siti internet. Ma si può benissimo riassumere e condensare tale mentalità in una piccola, ma potente frase:

La Donna può fare tutto ciò che vuole. L' Uomo può fare tutto ciò che vuole la Donna.

(copyright: http://ilvolodidedalo.blogspot.com/)

Questo è il Femminismo. Non occorre altro per descriverlo.


E con questa, annuncio che da oggi- causa impegni personali- il blog rallenterà per un paio di mesi il suo corso e aggiornamento, pur tuttavia continuando a rimanere attivo( nella moderazione dei commenti).

bastiancontrario ha detto...

Caro Icarus,
è cosi' ricca e particolareggiata la tua analisi, che è difficile lasciare un commento. Perchè hai detto tutto benissimo, senza tralasciare niente.
Detto ciò io ripeto cose che diciamo sempre, tipo: perchè se le donne hanno tanta paura dello stupro non vanno in giro coperte da capo a piedi come le islamiche? Qualcuna obietterà che ci sono tantissime che vanno coperte, ma se vai a guardare, il 99% di quelle che indossano jeans o pantaloni, questi sono attillatissimi, ed esaltano diverse parti del corpo, il sedere ad esempio. E vero o no?
Altra cosa: perchè noi uomini dobbiamo sempre venir provocati? Per quale motivo loro possono vestirsi come vogliono se poi può esserci uno squilibrato che le violenta per bene (e farebbe benissimo, cosi' imparano a provocare)?
Ma se io voglio farmi un giro in santa pace, perchè all'improvviso devo trovarmi davanti due cosce due tette o un c... in bella vista con relativa tempesta ormonale da reprimere da parter mia?
Care donne, se avete tanta paura della violenza seguite il saggio detto: "prevenire anzichè reprimere"....
E perchè io uomo devono sentirmi un potenziale assassino la sera (o anche di giorno) quando passeggio dopo le 20, vedendo tante squilibrate col telefonino in mano che fanno finta di telefonare, solo perchè sei uomo e dunque un potenziale stupratore? A me queste situazioni mi fanno inc...... come una bestia!
O che cambiano strada o ti schifano, senza che tu le conosci o le hai mai viste, solo perchè sei uomo, mettendo in mostra la loro evidente misandria? Anche questa situazione a me fa inc...... da matti, perchè io cammino per fatti miei e di violentarle o di attaccar bottone con loro, non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello! Anzi, io le ricambio con la stessa moneta, perchè non le degno nemmeno di uno sguardo (come loro fanno con noi) e da un po' di tempo ho iniziato anch'io a schifarle, voltandogli le spalle o cambiando strada alla loro vista, come loro fanno con noi uomini. Cosi' siamo pari....
icarus, sono io un paranoico, o le hai notate anche tu queste situazioni che ti ho descritto?
Ciao. Bastiancontrario.

Icarus.10 ha detto...

Grazie Bastian!Condivido al 100% il tuo commento. No, non sei paranoico tu, ma le Femministe.

NumberTen ha detto...

A mio modesto parere, la prima cosa da smentire è proprio questa perchè qualsiasi discriminazione antimaschile sarà sempre vista come una sorta di risarcimento nei confronti delle donne. Non a caso, quando fai notare a certi invidui che gli uomini sono discriminati, qual'è la risposta classica?

"E allora le donne cosa dovrebbero dire? Bla bla bla".

Anonimo ha detto...

Ho 34 anni, sono sempre stato da solo,tranne una breve storia a 18 anni,col passare degli anni non riuscivo a capacitàrmi del perché fosse così difficile trovare una ragazza,
Poi una volta parlando con mio cugino, lui mi disse(avrò avuti circa 22-23 anni) "ma perché dobbiamo farle sentire sempre importanti?.. Chi è che è venuto da me a farmi sentire importante?"... Quella frase mi fece riflettere, da lì cominciai a capire il loro enorme potere sessuale,le loro possibilità di scelta,e finalmente capii.
Da poco ho scoperto la questione maschile questo ed altri forum, erano anni che cercavo qualcuno che denunciasse questa realtà, è lo stato di subordinazione nel quale ci troviamo, noi uomini,... Che dirvi Complimenti per il sito.

Icarus.10 ha detto...

Grazie per il tuo commento e apprezzamento.