domenica 29 novembre 2009

Viaggio nel Nuovo Ordine Sessuale(terza puntata)

29/11/2009
 La violenza-non importa di che fattispecie-è sempre qualcosa di deprecabile che, quindi, ogni essere umano degno di questo nome deve sempre rifiutare e condannare. Anche lo stupro è una violenza e quindi vale lo stesso discorso: va sempre condannato senza se e senza ma(al di la delle cause che lo possono ingenerare).


La propaganda femminista afferma che in Italia, lo stupro può essere punito solo grazie a quella ben nota legge sulla "violenza sessuale" formulata nella metà degli anni 90(di cui Tina Lagostena Basso fu una delle artefici), e che quindi prima di questa legge, lo stupro non era considerato reato. Nulla di più falso. Prima di questa legge, lo stupro,  cioè la "violenza carnale"(1), veniva punito, e per di più anche abbastanza severamente(dai 3 ai 10 anni di reclusione).

Tuttavia, per arrivare ad una sentenza di condanna bisognava essere in presenza di uno stupro nel senso vero e classico della sua accezione(cioè aggressione con penetrazione) suffragato da prove ginecologice, referti medici, testimonianze certe, e quant'altro. Insomma, tutto quel bagaglio giuridico improntato sulla presunzione dell' innocenza dell' imputato e sull' onere della prova a carico dell'accusatore: se vuoi che il tuo accusato vengna punito, devi dimostare la sua colpevolezza attraverso prove oggettive e non solamente in base ad una tua semplice dichiarazione.

Oggi, purtroppo, in forza delle nuove normative penali e processuali sulla violenza sessuale, questo elementare e sacro principio giuridico è stato stravolto e invertito a favore della donna denunziante: basta e avanza la denunzia della presunta vittima la quale non  deve più dimostare la colpevolezza dell' imputato, ma è quest' ultimo, in quanto presunto colpevole, che è tenuto a dimostare la sua innocenza. Aggiungasi poi, cosa importantissima, che il concetto giuridico, logico e dinamico di stupro è stato letteralmente stravolto, estendendo i suoi confini a dismisura e per di più in modo aleatorio e fumoso: quindi è compito del giudice,e della donna denunziante, stabilire, a seconda delle proprie concezioni e del proprio stato emotivo, quali siano questi confini.

Ecco così che viene considerato stupro anche un dovere coniugale; oppure un rapporto intrapreso con il consenso della donna, ma che alla fine del rapporto,ella dichiara di essersi "pentita"; oppure una toccata fugace sui glutei o sulla spalla; oppure un "bacio rubato"; oppure, addirittura, niente di meno, uno sguardo "molesto". Tutte queste azioni, insomma, vengono considerati "stupri" e "violenze sessuali". L'importante è credere di essere stati "stuprati", affermare di essere stati "stuprati", denunciare di essere stati "stuprati".Si leggano le sentenze giudiziarie a tal proposito.

 Siamo all' orrore. Ciò significa che, almeno potenzialmente, ogni donna per proprio capriccio o per un intento vendicativo o di opportunismo, può distruggere la vita ad una persona mandandolo in galera, e per di più per molti anni. Esattamente come ai tempi del Terrore nella Francia di Robespierre: si poteva essere considerati "antirivoluzionari" per ben poca cosa e per di più dietro semplice delazione(magari da parte di un nemico che voleva vendicarsi) e ritrovarsi la testa affettata dalla lama della Guillotine. Oggi,appunto, in questo occidente femminista, ci ritroviamo nella stessa situazione. Eppure nessuno protesta, ma si approva. Segno dell' autodistruzione di questa società finita nelle grinfie del nazi-femminismo.


A tal proposito, cioè su come alcune donne abusano del concetto di "stupro" per ricattare o per capriccio, Antifeminist Journal, amico e collaboratore di questo portale, mi invia questo video(sopra, tratto dal "Grande Fratello" di questo anno)  con tanto di sue osservazioni:




Quel cesso di programma viene visto da molti milioni di italiani, e su quel che è successo ci si potrebbe scrivere un trattato antifemminista.


Per un gesto normalissimo, quello di avvicinarsi ad una ragazza per tentare di baciarla, tutti adesso stanno dicendo "le ha aperto le gambe" (a parte che non è così, basta vedere il video)... come se avesse fatto qualcosa di "violento", quando invece l'ha soltanto abbracciata per 2 secondi e quando ha visto che l'abbraccio non era ricambiato si è staccato subito.


La tipa stava "flirtando" e ridendo fino al primo secondo dell'approccio, poi dopo il primo secondo ha detto "ma che stai facendo... ma sei scemo!?" allora il tipo l'ha lasciata subito, e lei ha iniziato la sceneggiata. Si è "salvato" (per modo di dire) solamente perchè ci sono le telecamere.


Se l'avesse fatto fuori, la tipa sarebbe andata dai carabinieri, piangendo e sclerando, e qualche carabinieressa l'avrebbe convinta di esser stata vittima di un tentato stupro, e il tipo ora sarebbe in carcere, probabilmente avrebbe perso il lavoro, gli amici, e tutto il resto.


Praticamente il messaggio che stanno lanciando è questo: la linea di demarcazione fra il "flirt" e lo "stupro" non esiste, lo decide la femmina, in base ai suoi umori vaginali. Se lei sta flirtando, ti sta sorridendo e ti sta lanciando occhiatine maliziose, e tu ci provi perchè per qualsiasi uomo normale il messaggio che si recepisce è di disponibilità della donna, lei può comunque, rifiutando l'approccio, sostenere che tu hai tentato di farle violenza.


Lei si è comportata in maniera ambigua: al suo atteggiamento esteriore non corrispondeva una volontà interiore. Se questo atteggiamento volutamente ambiguo della donna viene frainteso dall'uomo, quando questo tenta l'approccio (che nella sua mente è del tutto giustificato dal comportamento "invitante" della ragazza), lei può reagire in modo violento per rifiutarlo perchè nella sua mente già dal principio non aveva intenzione di concedersi.


Questo spiega anche perchè, mentre l'uomo italiano in genere ha capito questo meccanismo delle relazioni moderne fra maschi e femmine nella società "occidentale", uomini provenienti da culture più tradizionali, come dall'est Europa, spesso non capiscono che una ragazza con atteggiamenti "flirtanti" non necessariamente è disponibile. Nelle culture tradizionali (di certo meno ipocrite della nostra), una ragazza quando flirta con un uomo è perchè con quell'uomo vuole farci qualcosa. Qui in Italia invece le ragazze flirtano a prescindere, anche se non sono disponibili, e quindi capita che un uomo abituato all'equazione "donna che flirta=disponibilità" poi dopo il rifiuto della ragazza al suo approccio perde il lume della ragione e continua...


Guai però a dire che le ragazze "moderne ed emancipate" devono darsi una regolata con i loro atteggiamenti ambigui, per non andare ad infilarsi in situazioni pericolose: il mantra femminista è che una ragazza può fare quel che vuole, anche fingere di volerci stare con un uomo, far la civettuola quanto le pare, e nonostante ciò pretendere di definire "tentato stupro" l'approccio di un uomo che altro non fa che rispondere al suo flirt. Praticamente quello che è successo dentro la casa del Grande Fratello fra il concorrente "Mauro" la psicotica "Veronica".


ps. non commento poi tutte le boiate sul "con una donna non ci si approccia in questo modo" perchè "si spaventano, sono molto sensibili", e "con le donne l'uomo deve usare la delicatezza". Come già scrissi mille volte nel mio sito: quando fa comodo sono "deboli", quando non fa comodo sono "forti" ("il vero sesso forte", "più forti dei "maschietti" etc.etc.).




Note:
1) Il fatto che non veniva considerato "reato contro la persona", non vuol dire nulla. Era comunque punito. Anche i reati di droga o di corruzione non sono considerati(ovviamente) reati contro la persona, ma questo non vuol dire che questi reati non vengano puniti. Anzi.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Non so quanto siano preparati questi show ( e se lo sono è anche peggio), normale non lo è di certo se bacia una VISCIDA del genere.
Che schifo di trasmissioni.

Anonimo ha detto...

Considerazioni precise e inoppugnabili. In particolare voglio sottolineare:
1) il fatto, decisivo, che il confine dello "stupro" si è esteso senza limiti. Esso ricomprende qualsiasi contatto avente carattere sessuale. Di recente un uomo è stato accusato di stupro per aver tentato di masturbarsi sui piedi di una ragazza sdraiata ai bordi della piscina.

2) il secondo aspetto, davvero da regime Orwelliano, diabolico e micidiale, consiste in questo, che la donna può cambiare idea non solo durante il contatto, ma anche dopo.
Letteralmente essa può anche non sapere se in quel momento vuole o non vuole. Se poi le sembra che "non voleva" l'uomo va in rovina.
Tanto è vero che in sede di denuncia la donna può anche non far il minimo cenno alle sue espressioni di contrarietà. Che abbia o meno manifestato il suo dissenso non ha importanza.
E lui come poteva saperlo?
La risposta è: chissenefrega!

3) Sulla gravità inaudita della punizione a carico del denunciato (perché di un denunciato si tratta) hai già scritto benissimo tu in altri articoli.

Diciamolo apertamente dunque: lo "stupro infinito" come strumento di terrorismo antimaschile.
La sola cosa che non fa ancora impazzire gli uomini è che si rifiutano radicalmente di prendere coscienza dello stato in cui si trovano.

La domanda è: potranno mentirsi per sempre?

Rino DV

Icarus.10 ha detto...

Grazie, Rino. Nulla da aggiungere alle tue precise osservazioni.Certo che il neologismo da te coniato "stupro infinito" rende bene alla perfezione l'idea del mondo di intendere la sessualità in questa società femminista.

Anonimo ha detto...

No condom? Stupro.

Abbiamo da tempo intesa perfettamente la stupefacente verità sullo stupro nell'era femminista: esso è qualsiasi rapporto definito tale da qualsiasi donna in qualsiasi momento per qualsiasi motivo.

Eccone dunque un altro clamoroso esempio emergente dal caso Assange-Wikileaks, accusa strumentale (è ovvio) ma proprio per questo ancora più indicativa di ciò che è lo stupro nel XXI secolo in Occidente.

http://www.corriere.it/esteri/10_dicembre_07/assange-condom_85693b04-0211-11e0-afab-00144f02aabc.shtml

Progressivamente si manifesta la verità profonda contenuta nello slogan: " Ogni coito è uno stupro" e si noti la conclusione: non è una descrizione dei fatti ma quella dell'interiorità del denunciato (ossia del colpevole). Di quel che egli è.

Rino DV

Icarus.10 ha detto...

Scusami, Rino..se solo ora pubblico il tuo commento, purtroppo era finito nello Spam, e solo ora me ne sono accorto.

Nulla da aggiungere a ciò che dici. Qui non ci troviamo solamente di fronte ad un caso di "falsa accusa", ma addirittura viene confermata, come hai ben osservato, il "ogni coito è stupro" di femminazista memoria.