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venerdì 6 agosto 2010

Giustizia di classe e di genere

Questo è un mio articolo che ho pubblicato su Uomini Beta:

Ormai non si contano più i suicidi dietro le sbarre. Una vera e propria carneficina di Stato.  Il carcere è sessista(prevalentemente rivolto contro gli uomini e per i cosiddetti reati sessuali e “stalking”), classista(prevalentemente rivolto contro gli appartenenti alle classi sociali più deboli, e tossicodipendenti) e razzista(prevalentemente rivolto contro gli immigrati extracomunitari). 

giovedì 21 febbraio 2008

Ecco il Nazi-Femminismo

21/02/2008
Si sa, il mondo ci riserva molte cose strane e orride. Ma la cosa più grave è quando queste cose vengono avvallate dallo Stato e dalla società che esso rappresenta. Prendiamo un esempio. Qualche giorno fa la Corte di Cassazione ha confermato comminando la pena di 2 anni di reclusione per "violenza sessuale" ad un uomo colpevole di aver accarezzato senza "permesso" la scella di una donna. Condanna, quindi, più grave e pesante di quella che sarebbe stata inflitta ad un pirata della strada che ubriaco avrebbe investito e ucciso un pedone. Non mi stupisco della Cassazione; purtroppo siamo abituati a vedere strampalatezze di ogni tipo da questa cosiddetta "corte di giustizia", dei veri e propri scherzi giudiziari. Io mi preoccupo, invece, dell' ipocrisia omicida di questa società, che dapprima ti sbatte il culo e le tette in faccia, in tv, sui giornali, in mezzo alla strada e poi grida all' infamia e chiede forca e castrazioni se qualche scostumato si permette di allungare un pò la mano su qualche "curva" di carne esposta in modo palesemente provocatoria. Questo non è il primo caso di persone condannate per cosiddetta "violenza sessuale", ma questa decisione della Cassazione è un sintomo palese del progressivo imbarbarimento di questa società, e a mio avviso, rasenta ciò che io chiamerei CRIMINALITA' GIUDIZIARIA perchè fa sfregio dei valori della giustizia e della convivenza civile e viola palesemente il principio della giusta pena(così come concepito da Beccaria) secondo il quale la punizione deve essere proporzionata all' entità del reato. Io, ovviamente, non approvo l'azione di quest' uomo, perchè nessuno deve toccare un altra persona senza il suo permesso;Ma il buonsenso e la giustizia dicono che la punizione deve essere commensurata allo sbaglio. Ad esempio, chessò, il furto di galline è un azione certamente da condannare ma nessuna legge giusta potrebbe certamente sanzionare questo reato alla stregua di un omicidio; così anche per una carezza sulla ascella di una donna non consenziente: va censurata senz' altro questa azione e l' autore dovrebbe essere trattato e condannato per ciò che la sua azione rappresenta, cioè qualcosa di scostumato e incivile e non certamente un reato per altro infamante come quello della violenza sessuale. Dietro questo scempio giuduziario vi è, in realtà, una legge, cioè quella della cosiddetta "violenza sessuale"(che la Cassazione applica sempre con eccesso di zelo) fatta approvare qualche anno fa con il consenso completamente e totalmente unanime del parlamento; legge che viene definita dalla propaganda femminista come "vittoria della civiltà". La vita di tanti uomini è stata rovinata grazie a questa legge, espulsi dalla società, dal mondo del lavoro e visti come mostri e maniaci dai quali tutti devono stare in guardia. Di fronte a questa scelleratezza, se vivessimo in una società giusta e ragionevole, una simile mostruosità verrebbe cancellata in un batter d' occhio. Invece no! I Pollastrini e le Pollastrelle già stanno affilando le armi per rincarare la dose: hanno già formulato un nuovo disegno di legge che prevede pene ancora più pesanti e drastiche di quella precedente; il Presidente della Repubblica già ha auspicato e chiesto la sua approvazione in parlamento. Ovviamnte nessuno si opporrà perchè comunisti e fascisti, laici e clericali, fornicatori e casti, per una volta tanto potranno essere uniti e concordi, in una Causa che, evidentemente, secondo loro, travalica ogni steccato ideologico. Il Femminismo, del resto, è l'unica religione rimasta obbligatoria da quando è stata abolita la Santa Inquisizione.
Questa mia critica non è mossa certamente da qualcosa di prettamente ideologico, qui sono in gioco le fondamenta del Diritto proprio di uno Stato civile e progredito. Vi è un tentativo sporco e criminoso di demonizzare e colpire metà del genere umano, quello maschile, descritto dalla propaganda femminista come un genere che ogni giorno, solo nel nostro Paese, colpirebbe e ucciderebbe migliaia di donne. Ovviamente questa è una menzogna ma grazie ad un continuo e ossessivo bombardamento mediatico e psicologico viene fatta passare per una incontestabile verità tale da rendere chiunque, anche i maschi, compiacente di fronte a queste abominazioni giudiziare e a questa misandria legalizzata e istituzionalizzata. Faccio, quindi, un appello a tutti: Ribelliamoci!! Agli uomini dico: non crediate che questo sia un caso isolato, questa stessa sorte potrebbe toccare a chiunque di voi, perchè sempre potrà venire il momento che quando qualche donna si vorrà vendicare contro di voi potrebbe denunciarvi anche quando non l' avrete nemmeno sfiorata perchè, si sa, tra la parola di un uomo e quella di una donna, i giudici crederebbero a quest' ultima. Ma, mi rivolgo a anche voi donne: queste leggi, di certo, non nobilitano la vostra figura, anzi, a guardare bene, vi tolgono ogni dignità perchè vi riducono al rango di esseri perennementi deboli e incapaci di difendersi che hanno, quindi, continuamnete bisogno di polizia e giudici anche di fronte a sciocchezze come una carezza o una pacca; e non a caso non poche donne sagge e intelligenti hanno disapprovato completamente la legge sulla violenza sessuale in quanto, giustamente, considerata lesiva nei confronti dell' immagine della donna.


P.S: Il fatto che io critico quella legge, non significa assolutamente che bisogna violarla e nè tantomeno che si debba approvare chi compie azioni nelle quali possono ravvisarsi gli estremi di quel reato. Per combattere contro una legge ingiusta, non si deve violarla, bensì fare una battaglia culturale affinchè il resto dei cittadini apra gli occhi sull' errore di una legge.